C’è una fascia consistente di popolazione che non vive il gioco d’azzardo come sporadico motivo di divertimento, ma che ormai ne “dipende effettivamente”, come accade con le droghe o per l’alcool. L’indagine condotta a cura di Informagioco, l’Aulss 12 veneziana, l’Itis Zuccante e il Liceo Classico Franchetti, con il contributo della Provincia di Venezia – Assessorato all’Educazione, ha registrato che in generale l’atteggiamento dei giovani è assai poco preoccupato delle dipendenze ed, ancor di più, non percepisce il gioco d’azzardo come una possibile fonte di dipendenza.Tutto ciò è emerso nel corso dell’iniziativa regionale “A che gioco giochiamo ?” che mercoledì 2 aprile ha richiamato oltre 350 ragazzi delle scuole superiori nell’Auditorium del Centro Servizi della Provincia di Venezia a Mestre.“La solitudine interiore – ha detto il vicepresidente della Provincia e assessore all’Educazione – spinge i giovani a cercare risposte fuori da loro: nella droga, nell’alcol, nell’azzardo. La dipendenza rende sempre più grave questa loro sensazione di vuoto. Il processo educativo deve intervenire proprio in questa direzione aiutando i ragazzi a crescere, senza nascondere loro la gravità di situazioni che oggi non vengono percepite nemmeno come a rischio”.
L’iniziativa, che ha visto la partecipazione di istituti provenienti da diverse province venete, ha sottolineato l’esigenza di attivare tutte le iniziative private e pubbliche che possano aiutare i cittadini, a partire dai più giovani, a non cadere in questo grande inganno del gioco d’azzardo (casinò, bingo, agenzie ippiche, luoghi di scommessa) ed in particolare quello illegale e quello online, oggigiorno sempre più diffuso. Particolarmente significativa la partecipazione all’incontro di un rappresentante nel Veneto AS.TRO 2007 – associazione che raccoglie le aziende operanti nel settore dei giochi: ha difeso l’operato delle aziende, non nascondendo per altro la preoccupazione per l’illegalità che si fa sempre più aggressiva nell’ambito dei giochi d’azzardo.