Dicembre 2011
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Padova capitale delle truffe

Un giro d'affari da 70 milioni di euro l'anno.

Un giro d'affari da 70 milioni di euro l'anno. Tanto è il denaro che decine di aziende truffaldine riescono a carpire a centinaia di poveri illusi, invitati a raduni "civetta" come potenziali vincitori di premi e soggiorni. L'allarme è stato lanciato da Roberto Nardo, segretario dell'Adiconsum di Padova perché è proprio nella città del Santo che ha sede la maggior parte di queste imprese, circa una ventina ed è qui che vengono raccolte centinaia di denunce da parte di cittadini risucchiati nel vortice di acquisti indesiderati.
Il meccanismo è semplice. I potenziali clienti (centinaia) vengono contattati con una telefonata.
"Lei si è assicurato un soggiorno in una splendida località" oppure "Il giorno x verrà estratto a sorte un computer e lei è tra le persone che potrebbero vincerlo". Figuriamoci una coppia di nonni che vorrebbero far felici i nipoti con un nuovo Pc...
Abboccano subito all'amo. L'unico impegno è quello di assistere alla presentazione di questo o quel prodotto: dall'enciclopedia, alle pentole, dai depuratori d'acqua agli apparecchi elettromedicali.
Ma anche le case in multiproprietà vanno per la maggiore. L'appuntamento viene fissato nella hall di un grande albergo. Gli invitati assistono alla presentazione spesso animata da filmati e musica esaltanti. L'assegnazione del premio c'è per davvero. Poi alcuni giovani eleganti, sorridenti e pieni di energia si "prendono cura" dei singoli nuclei o di qualche gruppetto con l'unico scopo di far firmare loro un contratto. Ad ogni firma si alza la voce: "Un applauso per i signori che diventeranno proprietari di un appartamento sul mare a Tenerife, in comode rate mensili..."
A quel punto, incoraggiati dalle firme, per non essere da meno, molte persone finiscono per sottoscrivere un finanziamento per l'acquisto di beni di cui non hanno assolutamente bisogno o che non corrispondono al prezzo al quale sono venduti. Per esempio, dice Nardo " Una batteria di pentole del valore di 300 euro e altra merce per un pacchetto che non supera i 1500 euro sul mercato, alla fine della rateizzazione può essere pagata dal cliente addirittura 7 mila euro. E così ecco che basta aggirare e far firmare un 10% di quelle 250 persone riunite per essere portati a casa circa 20 mila euro". Quasi tutti in nero, secondo l'associazione dei consumatori che fa capo alla Cisl. L'appello è dunque semplice: non firmate mai i contratti, soprattutto quando dopo aver firmato il pre-contratto, un incaricato dell'azienda viene in casa per la firma definitiva. Se cambiate idea, siete liberi di farlo, anche se vi dicono che non si può oppure che per farlo dovreste pagare le spese legali. Non è vero. Rivolgetevi alle associazioni dei consumatori per farvi tutelare. La pratica, anche per questo genere di ricorsi, è purtroppo ben collaudata.
Autore: Emanuele Horodniceanu