Il "Made in Veneto" è composto da ben 36 vini Doc, Docg, Igt, 356 prodotti tradizionali iscritti all'elenco del Ministero delle Politiche Agricole, 21 prodotti Dop/Igp, due marchi collettivi per la carne bovina, un marchio certificato per la carne cunicola, altri ancora riconosciuti a livello nazionale in avicoltura. Nonostante questo il Veneto è la seconda regione in Italia per importazione di prodotti agricoli dall'estero, destinati poi a diventare prodotti territoriali. Il tutto per una produzione di 5 miliardi di euro. La provincia di Treviso è privilegiata in fatto di produzioni con marchio europeo. Radicchio rosso di Treviso e variegato di Castelfranco Veneto Igp, Asparago di Cimadolmo Igp, Asparago di Badoere Igp, Marroni del Combai Igp, Marroni del Monfenera Igp; Asiago Dop, Montasio Dop e Taleggio Dop. In arrivo anche la Casatella Trevigiana Dop.
L'agricoltura veneta produce frutta, latte e formaggi, carne, uova, vino e zucchero in quantità enormemente superiore al fabbisogno dei 4 milioni 650 mila veneti, con livelli di salubrità e di qualità unici al mondo.
Per questo Coldiretti propone una legge regionale che riservi il "fior fiore" di questa produzione alle mense pubbliche di asili nido, scuole materne e di ogni ordine e g r a d o , ospedali e residenze per anziani."Oltre alle mense scolastiche ed ospedaliere ha spiegato Fulvio Brunetta, Presidente di Coldiretti Treviso chiediamo alla Regione di incentivare i ristoratori a mettere nei menù prodotti tipici, di stagione e soprattutto regionali".
Brunetta ha annunciato che per sei mesi gli imprenditori di Coldiretti scenderanno nelle principali piazze per raccogliere firme a sostegno dell'iniziativa legislativa che prevede l'introduzione nei menù di un 50% di piatti veneti. Lo slogan sarà "Metti nel piatto i sapori della tua terra". "Già con l'approvazione della legge 204 del 2004 ha sottolineato ancora il Presidente - il Parlamento ha recepito le istanze di quanti, firmando con Coldiretti, si sono riconosciuti nel progetto per avere una corretta e completa informazione circa la provenienza dei prodotti destinati al consumo alimentare. Ora è opportuna l'introduzione di norme atte a fronteggiare l'invasione del mercato agroalimentare da parte di cibi in arrivo da Paesi stranieri che non sempre si caratterizzano per gli standards di sicurezza e qualità propri del patrimonio enogastronomico italiano e mettono altresì a dura prova una parte importante del tessuto socio-economico regionale.
Proprio il Veneto che conta oltre centomila imprese che gestiscono più di un milione e duecento mila ettari (pari ai due terzi della superficie totale) e visitato da oltre 12 milioni di turisti che trovano alloggio anche in circa 3.200 strutture alberghiere, non può continuare a trascurare gli "ambasciatori" di questo territorio. Senza contare che la preferenza di prodotti di origine regionale e perciò a "km 0" è una scelta di civiltà per ridurr e l'emergenza legata all'inquinamento atmosferico".
L'associazione sta contattando tutte le principali amministrazioni pubbliche, le scuole e le Asl per raccogliere il maggior numero di adesioni alla proposta di legge, in sintonia con il mondo delle associazioni dei consumatori. L'obiettivo è arrivare, entro l'autunno, a 50 mila firme a livello regionale.
"Si ai prodotti locali sulle tavole dei trevigiani e delle mense": anche la rete di negozi di prodotti tipici e tradizionali Bottega di MarcaConfCommercio, che conta oltre 32 negozi dislocati nel territorio, sostiene l'iniziativa avviata da Coldiretti Treviso che prevede una raccolta di firme per sostenere una proposta di legge specifica presentata ieri con la slogan "Metti nel piatto i sapori della tua terra".
"Anche il commercio del dettaglio"- sostiene il presidente di Unascom Renato Salvadori"opera, proprio attraverso la rete delle botteghe specializzate, per favorire il consumo dei prodotti locali, per dare ai consumatori garanzie di qualità, per fornire spiegazioni sull' origine dei prodotti.
La salubrità e la qualità dei prodotti locali prosegue Salvadori - unite ai concetti di servizio e di cortesia, sono i valori sui quali il commercio al dettaglio tradizionale ha costruito la propria strategia, per sopravvivere e distinguersi rispetto alle politiche di mercato della Grande Distribuzione.
Infine - dal punto di vista economico - i prodotti tipici e tradizionali rappresentano una vera risorsa, che sta dando ottimi risultati anche in termini di promozione del territorio al di fuori dei confini regionali e nazionali. Treviso (e la sua provincia) ha tutte le ragioni non solo per incentivare la cultura "del tipico e del tradizionale" presso i propri cittadini, ma anche per presentarsi come territorio di eccellenza gastronomica nel panorama nazionale ed internazionale: con i suoi 110 prodotti tradizionali rappresenta circa un terzo dei 356 prodotti tradizionali veneti".