GPL o gas metano? questo è il problema

Magari è un ottimo modo per risparmiare sui consumi. Ma ci sono forti dubbi che la conversione della propria macchina da un'alimentazione a benzina ad una a Gpl possa essere un toccasana per l'ambiente. Certo, la situazione cambia nel caso di vetture già predisposte dall'inizio a viaggiare con un pieno di gas invece che di verde.
Alcune analisi effettuate nell'ultimo decennio, infatti, hanno dato risultati sorprendenti in un paese dove far camminare le vetture con carburanti diversi dalla benzina è una vocazione dagli anni 30 in poi. I primi test furono effettuati a Firenze un decennio fa, in esame furono prese 21 automobili bi-fuel, ovvero dotate di un'alimentazione a benzina e di una a gas installata successivamente. La tecnica adottata fu la stessa utilizzata in occasione della certificazione del bollino blu, ovvero vennero misurate le concentrazioni di ossido di carbonio (CO) e di idrocarburi totali (HC) al regime di minimo e a 2500 giri (rpm), misurazione a cui fu aggiunta anche quella relativa alla concentrazione di ossidi di azoto. Tutte le macchine furono testate con benzina e con Gpl, e il risultato fu che le emissioni medie relative a quest'ultimo tipo di alimentazione furono più alte. Non bastasse, prendendo in esame solo la benzina, le emissioni delle bifuel sono superiori alle vetture spinte solo dal tipo tradizionale di carburante. Questi dati sono stati in sostanza confermati da analisi successive; a questo va aggiunto che le vetture prese in esame erano quasi nuove, ovvero avevano subito la conversione da poco tempo e la stessa era stata portata a termine con dispositivi testati e tecnologicamente all'avanguardia.
Anche navigando su internet, poi, si possono trovare pareri discordanti sulla conversione, consultando ad esempio "LPG - An alternative fuel" in
www.leeric.lsu.edu/bgbb/7/acep/auto/1/1.htm" Frequently asked questions about LPG emission" in
www.nett.ca/faq_lpg.html. Da ricordare, poi, che i confronti sono sempre stati effettuati su macchine "nate" a benzina, in quanto queste sono convertibili a un doppio tipo di alimentazione più facilmente.
Diversa la situazione se si prende in esame le vetture con motore diesel, che notoriamente emettono una quantità maggiore di particolato e di Nox. Il discorso poi torna sempre su quelle automobili predisposte già all'origine per viaggiare con il gpl, create e e testate dal produttore e sottoposte dallo stesso a omologazione. Ciò potrebbe meglio garantire l'effettiva minore emissione di inquinanti rispetto alle auto trasformate artigianalmente, considerata la sofisticazione spinta dei veicoli prodotti negli ultimi anni. La questione, insomma, se la conversione sia utile o meno resta aperta, considerato anche che non esistono dati e informazioni tecniche in grado di garantire benefici ambientali legati alla conversione da benzina a gas. Quanto alla tipologia del gas, la scelta come spesso accade l’ha fatta il mercato. Dal punto di vista economico è più conveniente il metano; da quello prestazionale, il GPL. A decidere è la comodità del rifornimento: i distributori di metano sono circa 500 in Italia, mentre sono 2150 quelli a GPL. A frenare l'apertura delle stazioni a gas, per la cronaca, sono soprattutto l’elevato costo d'installazione (500 mila euro) e le norme di sicurezza restrittive.
Autore: Qui risparmio