Eccola l’auto più economica del
mondo. Si chiama “Nano”, arriva
dall’India e sarà venduta sul mercato
locale a 100mila rupie indiane,
l’equivalente di 2.500 dollari pari a 1.729
euro. Il Gruppo Tata l’aveva annunciata
da mesi e di lei stampa e analisti del settore
automobilistico mondiale han parlato
sempre con un certo scetticismo
soprattutto in merito ai contenuti tecnici
che Tata sarebbe mai riuscita ad offrire
su un’auto così economica. Il nome
“Nano” è un indizio su quelle che possono
essere le dimensioni dell’auto: a dir
poco microbiche. La carrozzeria monovolume
a quattro porte è lunga 3,1
metri, larga 1,5 e alta 1,6. Proporzioni
ideali per muoversi agevolmente nel
caotico traffico indiano e, perché no,
nelle grandi città occidentali dove
l’unica microcar disponibile oggi è la
smart. La sorpresa è che la Nano è fatta
di fogli di metallo tradizionale e non di
plastica come molti analisti avevano
ipotizzato.
L’abitacolo può ospitare comodamente una famiglia di quattro persone e grazie al design minimalista di sedili e plancia lo spazio per la gambe è abbondante sia davanti che dietro. Quanto alle dotazioni non ci si deve aspettare molto: volante, leva del cambio, pedali e contachilometri. Il minimo indispensabile e nulla che ricordi la voce tanto cara a noi europei “equipaggiamento di sicurezza”.
Acquistando una Nano deluxe si ha qualcosa di meglio solo sotto il profilo estetico: i paraurti sono in tinta e si possono scegliere dei cerchi in lega. Il motore è un piccolo bicilindrico a benzina di 623cc in grado di erogare 33 cavalli e di far toccare alla Nano i 100 km/h, che sono pure troppi per le strade indiane. Il cambio è ovviamente manuale e la trazione posteriore. La Nano sorprende in tema di efficienza energetica con un consumo dichiarato inferiore ai 5 litri ogni 100 km.
Tata introdurrà la Nano sul mercato indiano all’inizio del 2009 con l’obiettivo di venderne 200 mila unità all’anno. E in Europa? A queste condizioni di prezzo ed equipaggiamento non potrebbe mai essere venduta, ma Tata ha fatto sapere che l’auto è progettata per superare le prove internazionali di crash test come pure gli standard di omologazione Euro 4. È dunque verosimile che il Colosso indiano abbia in programma di adeguare l’auto alle nostre normative e di tentare l’esportazione. Il prezzo aumenterebbe, ma anche quando triplicasse (meno di 6.000 Euro) non avrebbe rivali. Staremo a vedere.