Come ti aggiro il decreto
Le compagnie di telefonia mobile possono cambiare il piano tariffario . Ma che ne è dei piani pubblicizzati con la frase “per sempre”?
La beffa era nell'aria. Neanche il tempo di godersi l'eliminazione dei
costi fissi di ricarica, che puntuali giungono le contromosse dei gestori. Tutti e quattro impegnati in ingegnosi ritocchi all'insù per recuperare le risorse perdute.
Wind, Vodafone, Tim e Tre rispondono subito alle novità introdotte dal decreto Bersani con una serie di novità che di certo non favoriranno le tasche dell'utente.
Proprio Wind, che resta comunque la compagnia telefonica meno esosa, rivoluziona il proprio piano tariffario, con lo scopo preciso di recuperare il "vuoto" lasciato dall'eliminazione dei costi fissi. Questo gestore, però, è l'unico che ha coinvolto nelle innovazioni anche i vecchi utenti. I quali, da un giorno all'altro, si ritrovano con un nuovo piano di pagamento. Il cambiamento, comunicato tramite sms, è giunto quasi inosservato.
"Gentile cliente - ha sussurrato la compagnia telefonica tramite un semplice messaggio -, la avvertiamo che il suo piano tariffario è passato da Wind 10 a Wind 12". Risultato? Un incremento di un paio di centesimi che, alla lunga, fanno la differenza. In ogni caso,
Wind ha in pratica eliminato a tappeto tutte le vecchie tariffe, sostituendole con altre decisamente più care. Per quanto riguarda
Tim, il recupero dei soldi perduti avviene in due mosse. La prima, è la
riduzione della commissione per i tabaccai. La seconda, invece, è l'
aumento dello scatto alla riposta, passato da 20 a 28 centesimi. Tante nuove piattaforme anche per
Vodafone che
sostituisce tre piani su cinque e introduce altre tre offerte.
Sparisce però la proposta "happy ricarica", la più economica nel panorama di questo gestore.
La
Tre non fa grandi stravolgimenti. Ma
elimina le
ricariche Power (che davano un bonus di traffico). E fa lievitare da sei a nove euro il costo per il cambiamento del piano tariffario.
Nuovi piani tariffari: sarà vera concorrenza?
Dopo l'emanazione del decreto Bersani, è Vodafone la compagnia telefonica più "rivoluzionaria" nel campo dei piani tariffari. Sono tre, in particolare, le novità introdotte dal gestore, che ha mantenuto solo due delle cinque offerte esistenti prima dell'eliminazione dei costi fissi per le ricariche. Vodafone, dunque, mette in campo tre nuove proposte:
You&Vodafone, Zero Limits e VodafoneTutti.
- You&Vodafone comprende uno scatto di 19 centesimi e poi contempla un costo di 1,7 o 30 centesimi al minuto a seconda del numero chiamato.
- Zerolimits, invece, include in 6 euro al mese mille minuti di chiamate verso numeri Vodafone, per le quali si paga solo il primo minuto. Oltre a 100 sms e a 100 mms sempre verso Vodafone. Il prezzo al minuto è di 19 centesimi, e 19 centesimi partono anche per lo scatto alla risposta.
- VodafoneTutti, invece, concede una tariffa scontata (12 centesimi al minuto con scatto di 16 centesimi) per chi fa almeno 15 euro di ricarica al mese.
Anche la
Tim ha introdotto una novità di rilievo. Si chiama
"Tutto compreso" ed è contraddistinta da un
canone di 30, 60 o 90 euro al mese, la quale include il cellulare e una certa quantità di traffico. Per la associazioni dei consumatori, comunque, è ancora
Wind il gestore più economico. Sia per quanto concerne gli utenti che fanno poche chiamate e inviano un numero limitato di messaggi.
Sia per quelli che sono sempre attaccati al cellulare.
Occhio alle schede che scadono...
Anche questa volta le compagnie telefoniche hanno immediatamente trovato il modo di approfittare dei margini interpretativi della Legge Bersani per rendere vano il provvedimento sulla mancata scadenza delle ricariche.
La legge, infatti, prevede che l'importo di ricarica accreditato sul telefono non debba avere scadenza con l'evidente intento di consentire a chiunque di avere una scheda telefonica anche solamente per ricevere e non essere obbligato a continue ricariche, magari non utilizzate, con il solo scopo di mantenere in funzione la scheda telefonica.
Ebbene, cosa si sono inventate le compagnie? Il credito non scade ma la sim sì e quindi dopo un anno, in assenza di ulteriori ricariche, sim, piano tariffario e relativo numero telefonico vengono eliminati ed i 4 spiccioli residui vengono, con assegno, restituiti al legittimo proprietario. Che dovrà acquistare una nuova scheda se votrrà continuare ad utilizzare il proprio telefono.
Autore: Qui risparmio