Cosa vogliamo realmente per i nostri figli? Che facciano della sana attività sportiva per crescere bene divertendosi, aumentando l’autostima e lo spirito di squadra? O in realtà speriamo che diventino dei campioni a tutti i costi e siamo pronti ad accollarci (seguendo i nostri piccoli atleti) tre o quattro allenamenti alla settimana, più le gare o le partite nel fine settimana... non pensando che lo sport può trasformarsi per i ragazzi in un vero e proprio lavoro e che spesso il sovraccarico sportivo può mettere a repentaglio la loro salute.
A mettere in guardia i genitori, gli allenatori, ma anche i medici di base alla ripresa delle attività di settembre è il dottor Andrea Perissinotto, responsabile dell’Unità Operativa di Biomeccanica dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre, punto di riferimento regionale per l’osservazione e la cura delle persone che hanno problemi di postura, primi tra tutti gli studenti, costretti a portare ogni giorno fino a 12 chili di libri sulle spalle. Proprio grazie alle pressioni del medico veneziano e del suo staff, molte famiglie hanno scelto per i loro figli il trolley al posto del classico zainetto e molte scuole si sono dotate di scaffali ed armadietti per ospitare i libri e i quaderni dei ragazzi, quando non è necessario che vengano riportati a casa. “Da quando non usano lo zaino pesante - spiega il dottor Perissinotto - i ragazzi che seguivamo hanno avuto una crescita più armonica, tant’è vero che quando cominciano ad avere qualche problema strutturale consigliamo, oltre all’attività fisica mirata, anche di non portare lo zaino pesante”. La nuova battaglia riguarda il sovraccarico sportivo ed è frutto di riscontri sempre più frequenti sui pazienti che praticano attività agonistica.
“Negli ultimi due-tre anni sono aumentati notevolmente i controlli inviati dalla medicina di base e dalla medicina sportiva, più attenti a indentificare disturbi da sovraccarico sportivo. Si tratta di problemi accusati in età evolutiva e destinati a rimanere nel tempo - spiega Perissinotto, mostrando una radiografia nella quale è evidenziata una piccola scoliosi. “In un ragazzino che fa una o due ore di attività sportiva settimanale questa situazione non preoccupa, ma diventa pericoloso in soggetti di 12, 13, 14 anni che fanno sport dalle 3 ore al giorno, tutti i giorni, con un sovraccarico netto: il disallineamento vetebrale può portare allo schiacciamento del disco, creando lesioni che rimarranno per la vita”.
Il consiglio è rivolto ai genitori, che non devono lasciare troppo spazio allo sport nella vita dei loro figli se questi accusano mal di schiena o alle ginocchia. Un buon interfaccia dev’esserci anche tra i genitori, gli allenatori e la medicina di base.
COME PREVENIRE LE
PATOLOGIE DA SOVRACCARICO
Qualcosa si può fare per prevenire le patologie da sovraccarico, ad esempio integrare lo sport con altre attività di supporto come lo stretching. Trattandosi di soggetti in età evolutiva il loro apparato muscolo-scheletrico è rigido. Per aiutare i muscoli ad allungarsi e decontrarsi ci sono degli esercizi specifici che non andrebbero mai trascurati. Bisogna tener presente anche la velocità di crescita dei figli. Più è rapida, più è necessario che il ragazzino si riposi e recuperi le energie per il suo sviluppo.
QUALE SPORT SCEGLIERE?
Il dottor Perissinotto non nasconde la sua simpatia per il nuoto, particolarmente indicato per chi ha problemi di postura e disallineamenti, perchè consente di sviluppare più fasce muscolari di qualsiasi altra attività sportiva, aumenta la resistenza, la coordinazione e la capacità polmonare (anche nei pazienti asmatici). Ma non a livello agonistico (nel nuoto le gare cominciano a 8 anni). In realtà la questione non riguarda tanto la tipologia dello sport, quanto la quantità, aumentata notevolmente rispetto agli anni scorsi. Lo sport fa bene, aiuta, ma quando è eccessivo non è armonizzante e fortificante e può fare anche male. Anche psicologicamente, se il ragazzo si sente troppo sotto pressione quando comincia l’attività agonistica. Non dimentichiamo, infatti, anche il ruolo di socializzazione, distrazione e divertimento che ricopre l’attività sportiva.
CALCIO
Qual è l’età più idonea per cominciare?
Le Scuole Calcio accettano iscrizioni dai 6 anni in poi. La vera attività agonistica comincia a 12 anni. Il calcio migliora le capacità aerobiche e quindi la resistenza agli sforzi prolungati. Ma soprattutto, come tutti gli sport di squadra, favorisce la socializzazione. Se il bambino è sano non esistono problemi. Essendo però uno sport in cui si può cadere ed esiste la possibilità di contrasti con l’avversario c’è il rischio di contusioni e, più raramente, distorsioni e fratture.
BASKET
Il minibasket può essere iniziato molto presto (8-10 anni). E’ un’attività che migliora le capacità anaerobiche e quindi la velocità e la potenza muscolare e, in parte, anche la resistenza aerobica; migliora la coordinazione motoria ed è uno sport di “allungamento”, risultando benefico per la colonna vertebrale. Come tutti gli sport di squadra, favorisce la socializzazione. Se il bambino è sano non esistono problemi. L’unica precauzione è quella legata ai salti ripetuti (sovraccarico per colonna e ginocchio) ed ai rischi di distorsione che comunque, viste le modalità di gioco dei bambini, sono poco importanti.
TENNIS
Si può cominciare tra i 5 e i 7 anni ma solo con racchette specifiche ed affiancando al tennis attività di “compenso” che stimolino i distretti del corpo meno sollecitati. I bambini si divertono molto. Dal punto d vista atletico sviluppa le capacità aerobiche e la coordinazione. Richiede inoltre grandi capacità di concentrazione concorrendo a sviluppare questa qualità psicologica. E’ tuttavia considerato uno sport “asimmetrico” e quindi potrebbe causare squilibri scheletrici e muscolari; per ovviare a ciò è importante prevedere attività di “compensazione”. I primi tornei tornei si possono disputare a 8 anni.
SCHERMA
Come tutte le attività di destrezza la pratica della scherma deve cominciare presto: già a 5-6 anni si può iniziare ad imparare usando il fioretto di plastica. La scherma sviluppa molto la coordinazione e la velocità di movimento. Migliora il carattere e le qualità psicologiche. Anche la scherma è considerato uno sport “asimmetrico” e quindi possibile causa di squilibri scheletrici e muscolari; anche per questo sport è importante l’attività fisica di “compensazione” per i distretti corporei meno sollecitati. L’attività agonistica “vera” inizia a 10 anni.
CORSA
Non ci sono limiti di età se si parla di corsa aerobica; questa capacità si sviluppa molto presto nell’uomo e anche i bambini, se allenati, possono correre a lungo senza fatica.
La corsa migliora il sistema cardio-vascolare, stimola la crescita e attiva il metabolismo. Se il bambino è in sovrappeso corporeo, la corsa è sicuramente l’ideale: si deve però ricordare che un peso eccessivo può esporre a maggiori rischi di traumi articolari. Il vero problema è la noia: senza componente di gioco il bambino non si diverte a correre a lungo.La prima gara non prima dei 12 anni, ma da questo momento ogni specialità di corsa è concessa.
GINNASTICA - DANZA
L’età iniziale è quella compresa tra 4 e 5 anni, quando elasticità e mobilità articolare sono molto alte e la coordinazione può ancora migliorare con l’allenamento. Sono sport completi, che sviluppano in modo simmetrico tutta la muscolatura corporea e aumentano agilità e destrezza nei bambini. Sono per questo anche attività propedeutiche a molti altri sport. Sono sconsigliati solo in caso di gravi alterazioni della colonna vertebrale. A 8 anni si può cominciare a gareggiare nella ginnastica. Anche per la danza sportiva l’attività agonistica inizia a 8 anni.