Copertina Luglio- Agosto 2010
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LE APNEE NOTTURNE

Quando dormire è un po’ morire

Vi siete mai chiesti cosa ci sia dietro il classico colpo di sonno responsabile di molti incidenti stradali? Può esserci sicuramente la stanchezza per una serata passata in discoteca o quella causata dal bicchiere di troppo. Ma quando l'incidente si verifica in pieno giorno, spesso inspiegabilmente, alla base potrebbe esserci un banale difetto: il russare. Va chiarito che questa caratteristica in genere fastidiosa per il vicino di letto, non è sempre pericolosa. Lo è per una piccola percentuale di persone che quando russano cadono in una sorta di apnea. Non si accorgono che la loro respirazione si ferma, anche a lungo.
"Il 4-5% dei russatori non sa di essere malato", spiega il dottor Innocente Piazza, pneumologo, reponsabile del servizio di Polisonnografia all'Ospedale di San Donà di Piave. "Quando questi pazienti dormono supini nella fase di sonno profondo ristoratore (il sonno REM, caratterizzato dai rapidi movimenti oculari) in cui c'è il completo rilassamento dei muscoli, subiscono anche il rilassamento del muscolo faringeo, in seguito al quale la lingua cade all'indietro e chiude le vie aeree. Il soggetto non respira più per anche per 30-40 secondi, addirittura un minuto, un minuto e mezzo. I movimenti toracici continuano - spiega il dottor Piazza - perchè l'organismo ha una sorta di sistema di controllo che vigila e vuole continuare a respirare. Nel frattempo il valore dell'ossigeno nel sangue si abbassa, aumenta la frequenza cardiaca, così come la pressione e i movimenti toracici. Quando non ce la fa più, il paziente si sveglia. In realtà si tratta di un micro-risveglio che porta il sonno da REM e NON REM. Allora ha un sussulto, fa tre quattro respiri molto profondi, l'ossigeno risale, il paziente si mette tranquillo e torna nella fase del sonno più profonda. Questo - ricorda il pneumologo - succede anche per 30, 40, 50 volte all'ora e porta conseguenze patologiche immediate perchè il sonno non è ristoratore, il paziente accusa sonnolenza durante la giornata e potrebbe addormentarsi mentre guida l'automobile, oppure avere incidenti sul lavoro, se utilizza delle macchine utentili. A lungo termine invece le consueguenze sono altrettanto pericolose dal punto di vista cardiovascolare: aumenta la pressione, il paziente può andare in fibrillazione atriale, o essere vittima di ictus o infarto del miocardio". L'apnea notturna è dunque un fattore di rischio tanto importante quando lo è il fumo di sigaretta, il diabete, l'ipertensione. Ma mentre per le altre malattie vengono spesso fatte campagne di prevenzione, questo è un problema che non viene riconosciuto.
Eppure si calcola che circa 2 milioni di Italiani possano soffire di questa malattia che si manifesta a tutte le età ed è sicuramente più comune nel sesso maschile (per l'esattezza il 4 % di uomini e il 2 % di donne nella popolazione generale presentano un alto numero di apnee per notte e lamentano eccessiva sonnolenza durante il giorno).
Le persone più a rischio sono coloro che russano in maniera forte, che spesso sono sovrappeso, che hanno la pressione del sangue alta o che presentano anormalità fisiche a livello del naso o della gola. Una sindrome che sembra ricorrere con maggiore frequenza negli stessi gruppi familiari, suggerendo una possibile predisposizione su base ereditaria.
Spesso è il partner ad accorgersi delle apnee notturne. A volte si preoccupa e lo va a scuotere, non vedendolo respirare per così tanto tempo. Ed è davvero il caso di rivolgersi a degli specialisti. Il medico pneumologo, innanzitutto, per la diagnosi, ma anche il dietologo, perchè spesso, alla base delle apnee notturne, c'è il sovrappeso o l'obesità. Dimagrire significa anche ridurre il peso che grava sulle vie aeree superiori. Soprattutto se il dimagrimento è ottenuto anche con l'esercizio fisico che ridona tono e vigore ai muscoli e ai tessuti, compresi quelli responsabili dell'apnea. Anche lo specialista in otorino laringoiatria è chiamato in causa, perchè in molti casi l'ostruzione delle vie aeree è provocata da ipertrofie del palato e delle tonsille ed il paziente deve perciò essere operato. I pazienti che soffrono di apnee notturne devono calare di peso, non prendere sonniferi e, se la cura non è chirurgica, devono essere dotati di un apparecchio per la ventilazione meccanica (CPAP) che, attraverso una mascherina, manda dentro di continuo un flusso d'aria ad una determinata pressione.

ANCHE I BAMBINI POSSONO SOFFRIRE DI APNEE NOTTURNE

Molti genitori tendono a sottovalutare il fatto che il proprio bambino possa russare durante il sonno. L'Accademia Americana di Pediatria raccomanda inivece ai pediatri di visitare attentamente i bambini che hanno questa caratteristica proprio per determinare il rischio di apnea notturna. Dal 3% al 12% dei bambini russano durante la notte e circa il 2% è potenzialmente affetto da crisi di apnea notturna. Se non trattata, questa sindrome può causare disturbi clinici importanti come una crescita ridotta, alcuni problemi neurologici o comportamentali e, nei casi più severi, problemi cardiaci. Il trattamento più comune per i più piccoli è la rimozione chirurgica delle tonsille e delle adenoidi, che ha successo nel 95% dei casi.

Un esame per studiare le apnee notturne
LA POLISONNOGRAFIA

E' la tecnica diagnostica più accurata e più all'avanguardia che precede qualsiasi altro accertamento nello studio della roncopatia (così è definito il russare). L'esame viene condotto durante il sonno del paziente e consiste in un monitoraggio delle sue funzioni per valutare l'eventuale presenza di russamento, apnee, ipopnee, il loro numero e tipo (centrale, ostruttivo o misto), le posizioni corporee in cui le apnee si verificano, l'ossigenazione del sangue durante il sonno, l'ECG.... L'esame polisonnografico può confermare, dunque, se si tratta di russamento semplice o di Sindrome delle Apnee Ostruttive. L'evoluzione tecnologica ha consentito di produrre sistemi di registrazione portatili dei quali il paziente viene dotato per una notte e che consentono di monitorare la saturazione dell'ossigeno nel sangue, i movimenti del torace e dell'addome, i movimenti dell'aria che concorrono al respiro e alle apnee, il tracciato neurologico che comprende anche i microrisvegli, la frequenza cardiaca, la posizione corporea. La registrazione viene poi valutata successivamente, dopo essere stata scaricata su un computer: ne vengono analizzati e interpretati i parametri che sono indicativi del grado di ostruzione e della frequenza delle apnee presenti. La vera terapia non chirurgica della Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno è la CPAP (Continuous Positive Airways Pressure), una terapia ventilatoria che attraverso una mascherina veicola nel naso aria a pressione positiva, generata da una sorta di minicompressore che, agendo come dilatatore pneumatico delle vie aeree superiori, evita il collasso della faringe e quindi annulla l'evento generatore dell'apnea. Attualmente sono in commercio apparecchi CPAP a pressione variabile che si autoregolano in base alle necessità valutate durante un esame polisonnografico del paziente. L'unico svantaggio è quello di dover essere usata per tutta la vita, perchè da questo disturbo non si migliora e non si guarisca spontaneamente, amche se oltre i 70-80 anni i sintomi si possono attenuare.


Autore: Qui Risparmio