Copertina Aprile 2008
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INFLUENZA quanta confusione!

Raffreddore, tosse, febbre, nausea e mal di stomaco.

“Non sto bene, devo avere un po’ di influenza”. Comunemente quasi tutto ciò che assomiglia all’influenza viene da sempre definito così. I sintomi, in effetti, sono identici molto, ma si tratta di altre infezioni delle prime vie respiratorie che sono provocate da microbi diversi, centinaia di agenti patogeni che ogni anno costringono a letto milioni di persone con febbre, brividi, tosse, raffreddore, ma anche infezioni dell’orecchio e del torace. Spesso solo un test di laboratorio può rivelare se questi sintomi sono causati dal virus dell’influenza o da un altro agente patogeno.

L’INFLUENZA
L'influenza è una infezione virale molto comune che colpisce ogni anno milioni di persone in tutto il mondo, con epidemie che si verificano tra ottobre e marzo: in Italia il periodo di massima frequenza è fra dicembre e febbraio. Il virus può colpire tutto l'apparato respiratorio, dal naso fino ai polmoni, è molto contagioso e si diffonde con grande rapidità, soprattutto nelle comunità, per esempio scuole, uffici o case di cura per lungodegenti. Se le persone sane possono cavarsela con una settimana di riposo e farmaci che tengano sotto controllo i sintomi, per i bambini molto piccoli, le persone anziane o quelle già sofferenti di altre patologie (come diabete, asma, bronchite cronica, malattie di cuore o renali) l’influenza potrebbe rappresentare la porta d’ingresso di alcune serie complicazioni. Come l'otite (specialmente nei bambini piccoli), la sinusite, la bronchite e la polmonite, dovute in genere all'intervento di batteri che si sovrappongono all'infezione iniziale. La polmonite, causata dal virus stesso oppure da un microbo chiamato pneumococco, può rivelarsi una complicazione particolarmente temibile per gli anziani e per le persone che soffrono cronicamente di malattie respiratorie o cardiache: per questi soggetti la vaccinazione combinata, sia contro l'influenza sia contro la polmonite pneumococcica, sembra essere una soluzione ottimale.

IL CONTAGIO
La trasmissione del virus dell'influenza è molto facile e, come per il raffreddore, avviene da persona a persona, attraverso lo starnuto o la tosse, oppure semplicemente toccando con le mani oggetti o superfici contaminate da individui ammalati. Il virus penetra abitualmente attraverso il naso o la bocca e si moltiplica velocemente nelle vie respiratorie.

CURIOSITA’
Le prime descrizioni di epidemie caratterizzate da sintomi simil-influenzali risalgono al V sec. A.C. in Grecia, ma il primo isolamento di virus influenzale nell’uomo risale al 1933 in Inghilterra. Da allora, sono stati identificati tre tipi di virus influenzale, costituenti il genere Orthomixovirus: i tipi A e B, responsabili della sintomatologia influenzale classica, e il tipo C, di scarsa rilevanza clinica (generalmente asintomatico).
Una caratteristica importante dell'influenza è la tendenza dei virus a modificare continuamente le sue caratteristiche nel tempo: se le modifiche sono profonde si possono avere importanti conseguenze nella popolazione che, non avendo mai incontrato il "nuovo" virus, si ritrova scarsamente immunizzata e si ammala più facilmente (così come accadde con la famosa "Spagnola" del 1918-19, l'Asiatica" del 1957 e quella del 1968 dovuta al virus "Hong Kong").

CAMPAGNA VACCINALE 2007
Esistono in commercio dei farmaci antivirali, ma non si tratta di un’alternativa alla vaccinazione antinfluenzale, il mezzo più efficace, sicuro ed economicamente vantaggioso per prevenire la malattia Quest’anno i vaccini antinfluenzali disponibili sono costituiti dagli antigeni virali (vaccino a subunità) o da frammenti del virus (vaccino split): queste caratteristiche rendono minima la possibilità di contrarre l’infezione e assicurano efficacia e sicurezza al vaccino. Per gli anziani e i soggetti a rischio di cui abbiamo parlato, il vaccin è gratuito e viene somministrato dalle Ulss, soprattutto attraverso l’azione capillare dei medici di base.

LE PREVISIONI 2007-2008
Non dovrebbe essere molto “cattiva”, ma un po’ più forte rispetto allo scorso anno. L’ondata di influenza (che secondo le previsioni metterà a letto dai tre milioni e mezzo i 5 milioni di Italiani) arriverà in Italia con un virus che ha attraversato oceani e deserti per migliaia di chilometri: l’H1N1 proveniente dalle Isole Salomon, a Nord-Est dell'Australia. Con lui torneranno anche gli americani Wisconsin già presenti lo scorso anno e il virus B Malesia, anch’esso una “vecchia conoscenza”. L’entità della prossima epidemia influenzale dipenderà dalle condizioni climatiche più o meno favorevoli alla penetrazione dei virus. Se l’inverno sarà freddo e secco, come sembra, influenza ed altri virus potrebbero imperversare.

SEMPLICI CONSIGLI
Lavarsi spesso le mani con il sapone. Il virus dell’influenza persiste anche sulla superfici degli oggetti ed è trasmissibile per contatto. Alcuni alimenti comuni offrono un certo grado di protezione dall’assalto dei virus influenzali. Ad esempio il tradizionale brodo di pollo: le sue virtù sono collegate al calore che crea vasodilatazione e quindi beneficio per le vie aeree superiori irritate e ad un effetto fluidificante su muco e catarro. A queste proprietà si somma un’attività antinfiammatoria intrinseca di recente dimostrata da uno studio scientifico pubblicato sulla rivista internazionale Chest: nel brodo di pollo vi sono proteine che accelerano il rinforzo della membrana dei globuli bianchi e di altre cellule del sistema immunitario. L’aggiunta di spezie e in particolare di peperoncino – in virtù delle proprietà vasodilatatrici di quest’ultimo – rende ancora più efficace questo antico rimedio della nonna. Vi sono poi alcuni alimenti base, in particolare frutta e ortaggi di stagione che fornendo un’assunzione di vitamine, oligoelementi e altre sostanze utili alla difesa dell’organismo costituiscono una potenziale barriera naturale anti-virus durante la stagione invernale.
Il cavolo (ma anche verza, cavolo bianco, rosso e cappuccio) contiene minerali come il ferro, sali minerali e vitamine (in particolare C) che agiscono potenziando gli enzimi protettivi e i processi di difesa antivirus dell’organismo. Anche aglio e cipolla, oltre ad essere ricchi di vitamine e sali minerali, hanno proprietà antisettiche ed espettoranti e sono quindi utili per fluidificare ed eliminare il catarro.
Le proprietà fluidificanti sono attribuite anche alle pere e alle mele cotte, tra i rimedi stagione più tradizionali. La ricetta della nonna in questo caso consiglia di prepararle con l’aggiunta di miele che favorisce la fluidificazione del catarro. Questo caldo rimedio può anche servire a calmare le crisi di tosse e la raucedine secca. Utili per l’apporto di vitamine, in particolare la C, sono sia i limoni che le arance. I limoni da alcuni sono considerati anche depurativi tanto da consigliarne un consumo elevato.
Fatto sicuro e accertato è che la vitamina C, disponibile a tavola grazie ai limoni, costituisce un complemento utilissimo dell’alimentazione e aumenta le difese dell’organismo: infatti il limone, spremuto a freddo sui cibi, facilità l’assorbimento del ferro dagli altri alimenti che ne sono ricchi (cavoli, spinaci, carni rosse) potenziando quindi le difese naturali contro raffreddore e mal di gola.
Respirare i vapori dell’acqua calda dove sono state disciolte alcune gocce d’essenza di mentolo o di altre sostanze vasodilatatrici (stando attenti a non ustionarsi!) è uno dei rimedi più tradizionali: libera le vie aeree costrette dall’infiammazione e aiuta a respirare meglio. Anche la temperatura elevata contribuisce ad aumentare le difese in quanto i virus del raffreddore (rinovirus) non sopravvivono sopra i 32 gradi C. Ma gli esperti non sono ancora del tutto persuasi che i sulfumigi siano in grado di “uccidere” i virus: gli esperimenti finora condotti con umidificatori dell’ambiente hanno dato risultati contrastanti.
Autore: Qui risparmio