Si ripropone la stagione delle ciliegie.
La produzione italiana ora
ammonta a oltre 120mila tonnellate
e per l’80 per cento circa copre i
consumi interni.
Il raccolto nazionale è limitato naturalmente ai tre mesi primaverili, un periodo breve per soddisfare tutta la voglia per questo frutto che – secondo un sondaggio – gli italiani amano prima con gli occhi poi con il palato: insieme alla fragola la ciliegia risulta, infatti, il frutto più piacevole alla vista e, a pari merito con la pesca, il più apprezzato per il sapore. Eppure, secondo la Coldiretti, gli italiani ne consumano in media a testa solo 3 etti l’anno. Non tutti forse sanno che oltre a presentare numerosi benefici per l’organismo, la ciliegia è uno dei frutti più genuini, cioè meno trattati con antiparassitari.
“Mosche e vermi arrivano a giugno – spiega Carlo Conticchio, direttore dell’Associazione Nazionale ‘Città delle Ciliegie’ –, quindi soprattutto a maggio non subiscono alcun trattamento”. Inoltre questo frutto non sopporta lunghi periodi di conservazione e viene portato alla vendita subito dopo essere stato raccolto. Ciò è vero in particolare per le ciliegie “tenerine”, di color rosso scuro, dalla polpa morbida e succosa e il sapore zuccherino, molto poco manipolabili: sono la Moretta di Vignola, la Morondina di Civitella di Romagna, la Maggiolina di Celleno.