Dicembre 2011
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Tasso fisso o variabile?

Proprio come un abito il mutuo va tagliato su misura

L'esercito degli indecisi è aumentato, dopo gli ultimi rincari: tasso fisso o variabile? Diciamo subito che non è bene fermarsi a queste due sole ipotesi, dal momento che l'offerta si è fatta più flessibile, per andare incontro soprattutto alle giovani famiglie o ai single che si apprestano ad acquistare la loro prima casa. Va precisato, inoltre, che anche se i tassi d'interesse stanno aumentando, stipulare un mutuo è ancora molto più conveniente rispetto a qualche anno fa.
Alla luce delle novità, vediamo insieme cosa cambia per chi ha già contratto un mutuo e cosa conviene fare a quanti si apprestano a chiedere un finanziamento.

CHI HA GIA' UN MUTUO
Per chi ha sottoscritto un tasso fisso non cambia nulla, ovviamente: gli aumenti (+ 0,75% da novembre a oggi) non lo riguardano. Chi ha scelto il variabile non deve cadere nel panico: nonostante i rincari, pagherà comunque meno di quanti optarono per il tasso fisso uno-due anni fa. Chi, ad esempio, ha sottoscritto un mutuo a tasso variabile di 120.000 euro dovrà pagare, in base alla durata del rimborso, dai 13 ai 17 euro mensili in più per ogni aumento dello 0,25%. Da qui a fine anno le previsioni parlano di aumenti tra lo 0,5% e l'1%, ma anche in questo caso chi ha acceso un mutuo a tasso variabile negli anni scorsi spenderà meno rispetto al tasso fisso. E' bene sapere, poi, che i recenti aumenti riguardano il tasso di sconto della Bce (Banca Centrale Europea) da cui poi dipende l'indice Euribor, quello che realmente incide sui mutui a tasso variabile: essendo l'Euribor già salito nei mesi scorsi in previsione delle mosse della Bce, le rate saranno probabilmente già aumentate. In questo caso non si sovrebbero subire nuovi rialzi fino a nuove decisioni da parte di Francoforte Ma quanto è salita, in sintesi, una rata media di un mutuo a tasso variabile? Secondo l'associazione Adusbef, è cresciuta di 155 euro l'anno, considerando un mutuo di 100.000 euro. Secondo l'Uppi, l'Unione dei piccoli proprietari, l'aumento in percentuale è in media del 10 per cento per un mutuo a 10 anni, e del 20 per cento per uno a 20 anni.
Considerando i due aumenti di mezzo punto effettuati dalla Bce (quello di dicembre e quello di marzo), una rata di 457 euro di un mutuo da 100.000 euro è salita a 483 euro mensili, dunque è aumentata di circa 25 euro.
Aumenti certo non rilevantissimi, ma che si faranno sentire sulle fasce meno abbienti.

CAMBIARE MUTUO?
Cambiare mutuo costa caro. Comporta il pagamento della penale, delle spese notarili e delle tasse, pari allo 0,25% del capitale finanziato. Inoltre, passando dal variabile al fisso si paga un tasso comunque più alto, visti i recenti aumenti. Perciò è più conveniente, alla fine, accettare gli aumenti del vecchio mutuo a tasso variabile. E poi c'è un'altra considerazione: con il tasso fisso il rincaro è assicurato e si paga da subito, mentre con i variabili gli aumenti futuri sono tutti da verificare: i ritocchi effettuati da novembre in poi, ad esempio, erano annunciati da oltre un anno e mezzo, ma il ritardo nella loro attuazione ha fatto risparmiare non poco chi aveva scelto il variabile.

RATE COSTANTI, TASSO VARIABILE
I mutui affitto o a rata costante sono buone soluzioni sia per chi ha già acceso un mutuo, sia per chi lo deve chiedere. Il tasso d'interesse, infatti, è quello dei mutui variabili (quindi più basso di un buon 1-2%), ma la rata resta costante per tutta la durata del rimborso, proprio come se si pagasse un affitto. Gli aumenti si pagheranno con un allungamento dei tempi di rimborso, comunque difficilmente per più di un anno o due.
Questa formula coniuga la convenienza del tasso variabile con la tranquillità delle rate fisse: per questo è l'unico tipo di mutuo verso il quale convenga emigrare se si ha un tasso variabile e ci si sente angosciati dagli aumenti.

I MUTUI FLESSIBILI
Una volta esistevano solo tassi fissi e variabili. Oggi non c'è che l'imbarazzo della scelta e i mutui possono essere fatti su misura, proprio come l'abito delle feste. Del resto accendere un mutuo è un passo importantissimo, una sorta di matrimonio tra chi acquista casa e l'istituto di credito al quale ci si affida. In vetrina, oltre ai mutui a rata costante, ci sono quelli a rimborso libero, particolarmente adatti ai lavoratori autonomi che hanno entrate diverse da mese a mese: le rate sono costituite da soli interessi, mentre il capitale si rimborsa più o meno liberamente in base al contratto scelto. Infine ci sono le soluzioni "ultraflessibili" che consentono di cambiare in corsa alcune variabili importanti come la durata del rimborso, il tasso variabile o fisso, la rata costante o il rimborso tradizionale.

I CONSIGLI (DEGLI ESPERTI)
C'è chi si presenta all'ufficio con la frase magica: "Un mio amico ha fatto un mutuo di tot euro..." Beh, non ci sono clienti più difficili di quanti arrivano con un'idea in tasca e non accettano soluzioni anche di gran lunga più convenienti. Ad affermarlo è Giuseppe Artico, responsabile del Centro Domus della Cassa di Risparmio di Venezia. Sensibilità, consigli e mai coercizione. Ecco quello che un buon consulente dovrebbe rendere disponibili a chi si rivolge per accendere un mutuo, comprensibimente con tutti i dubbi e i timori del caso. "Un mutuo in ogni caso non deve mai arrivare a condizionare tutto il resto della vita - sottolinea Artico- nel senso che la rata per la casa, che già occupa un terzo dello stipendio, non può andare ad intaccare anche la pizza, il cinema e quelle piccole cose che permettono di tanto in tanto distaccare la spina dalla quotidianità". Tant'è vero che per chi dovesse sentirsi strozzato dal mutuo (avendo scelto il tasso variabile) e teme di non farcela più, la Cassa di Risparmio di Venezia è disponibile a trasferire il mutuo, allungandolo nella durata, a tasso fisso. "Oggi la scelta che proponiamo più spesso è il mutuo miscelato - puntualizza l'esperto della Carive - una soluzione all'insegna della prudenza". In sostanza il mutuo viene frazionato in due parti, regolandone una a tasso variabile e l'altra a tasso fisso. Il bilanciamento può essere calibrato all'origine dal cliente, chiamato a scegliere l'incidenza della componente a tasso fisso, di solito determinabile tra il 30% e il 70% del mutuo. Dal punto di vista pratico il contratto è uno, così come la rata, ma ai fini contabili i calcoli vengono effettuati come se i finanziamenti fossero due.

PER LE GIOVANI COPPIE

I mutui per giovani coppie spesso vengono rilasciati con l'ausilio di particolari agevolazioni e tassi decisamente bassi, garantiti dallo Stato o dai Comuni di residenza. Si tratta di finanziamenti rateali particolarmente facili da estinguere. Generalmente i mutui a tasso agevolato sono disponibili per giovani coppie di età inferiori a 45 anni (almeno un coniuge).
L'importo massimo che può essere finanziato generalmente è di 250.000 euro su base ventennale, ma si può arrivare anche a trenta. Spesso coprono fino al 100% del valore dell'immobile. Il tasso minimo d'ingresso solitamete è uguale al tasso a regime.

Fra i principali vantaggi del mutuo per giovani coppie:

  • le rate sono personalizzabili a piacere;
  • le spese di istruttoria sono intorno al tre per mille;
  • le penali per anticipata estinzione sono dall'1 al 2%;
  • il bene acquisito in genere viene preso come garanzia stipulando un'ipoteca;
  • le tempistiche sono circa di 10-15 giorni per l'erogazione.

LE NOVITA'
"Mutuo ALBERTO" è il primo mutuo per la casa, collegato direttamente al conto corrente a pacchetto, in cui il tasso d'interesse, riconosciuto sulle somme versate nel conto corrente è esattamente uguale a quello pagato sul mutuo. Infatti, gli interessi maturati, calcolati su base trimestrale, vanno a ridurre la durata del mutuo, diminuendo il numero delle rate, oppure a diminuire l'importo della rata. Una soluzione, quella proposta dalla Banca Popolare di Verona, che permette di risparmiare usufruendo del normale conto corrente senza intaccarne la liquidità, sempre diponibile attraverso i classici strumenti di pagamento come carte di credito, bonifici o assegni bancari, ecc.

QUALCHE CONSIGLIO IN PIU'
Chi vuole accendere un mutuo può fare un giro su internet e consultare siti come www.mutuionline.it, con il rischio, però, di prendersi una bella ubriacatura da cifre. Ricordiamoci che la soluzione migliore in assoluto non esiste: dipende dal proprio reddito, dal tipo di lavoro (cioè se si è lavoratori dipendenti, autonomi o atipici) e dall'età. Ognuno, quindi, dovrà trovare la formula più adatta alle proprie esigenze e al proprio profilo. Una prova generale dell'abito che dovrà portare per gran parte della vita e che non dovrà mai "stringere" troppo.

 


Autore: Alessia Da Canal