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LOCALE O “STRANIERO”?

Indagine sui conti correnti

Un grazie comunque se lo meritano, se non altro perché hanno indotto il sistema bancario italiano a cambiare su vari fronti: dalle strategie ai prodotti, dalla comunicazione alle sicurezza. Anche se la strada è ancora lunga e la sospirata liberalizzazione. Le spese dei conti correnti, seppure in flessione, continuano a rimanere troppo elevate rispetto a quelle che si affrontano in altri Paesi. Sarebbe perciò necesario che gli istituti italiani prendessero esempio dagli istituti presenti sul suolo italiano. L’invito viene da Federconsumatori e Adusbef, in considerazione el fatto che le banche a partecipazione straniera, azzerando le spese per i prelievi bancomat in istituti di credito diversi dal proprio, permettono ai clienti di risparmiare 47 euro l'anno. Più che una virtù si è trattato di una necessità, non potendo contare su un numero adeguato di sportelli nel nostro territorio, ma tant’è: a caval donato non si guarda in bocca e le associazioni dei consumatori si augurano che lo stesso meccanismo venga applicato anche dagli istituti di credito nazionali. Le due associazioni hanno calcolato che le famiglie che tengono i propri risparmi presso una banca straniera è in media di 178,41 euro l'anno, contro i 225,64 che devono sborsare quanti si sono affidati agli istituti italiani. A fare la differenza è proprio l'azzeramento della commissione Bancomat per i prelievi su altri istituti. Adusbef e Federconsumatori ritengono, infatti, che questo sia uno dei punti deboli del sistema bancario italiano, su cui gli istituti di credito partecipati da stranieri hanno fatto leva. Carlo Rienzi, presidente di Codacons, rincara la dose riguardo alle spese che ogni cittadino sostiene per mantenere un conto corrente e sostiene che sia necessario abbattere non solo i costi per gli utenti, ma anche i guadagni per gli istituti di credito, obbligando le banche a fornire le migliori condizioni ai correntisti e spiegando chiaramente nei bilanci quanto incassano grazie ai conti. Rienzi ha voluto rispondere così ai recenti dati forniti dal Governatore di Bankitalia Draghi, tenendo presente che i soldi investiti dagli utenti nei conti correnti hanno bassa remunerazione per i correntisti, mentre per le banche rappresentano lauti guadagni. Non a caso, il tasso di interesse che le banche “tradizionali” retrocedono ai correntisti sulla liquidità è clamorosamente basso, nonostante i rialzi praticati dalla Banca Centrale Europea negli ultimi mesi. Diverso è invece il discorso per alcuni istituti di credito, specie quelli che operano prevalentemente online, i quali offrono invece sulla giacenza dei tassi d’interesse apprezzabili, ma che sono comunque alla portata solo di coloro che hanno una buona conoscenza di base nell’utilizzo di Internet.

E LA LIBERALIZZAZIONE?

A 15 mesi dal primo pacchetto Bersani sulle liberalizzazioni Adusbef ha scoperto, attraverso il monitoraggio su un campione rilevante di banche che le leggi non sono sempre rispettate. Prendiamo ad esempio la simmetria dei tassi. L'art.10 del decreto Bersani obbligava le banche ad un adeguamento automatico dei tassi bancari, debitori e creditori, che devono essere adeguati in contemporanea con le variazioni stabilite dalla Bce. In un anno, la Bce ha effettuato 5 aumenti del costo del denaro, pari all'1,25%. Dalle 5 decisioni BCE le banche italiane hanno tempestivamente aumentato il costo del denaro sui mutui, prestiti personali fidi e finanziamenti, con una stangata di 1.350 euro l'anno su un modesto mutuo a tasso variabile, senza aumentare minimamente i tassi sui depositi. Anche sulla portabilità dei mutui (la possibilità di trasferire il mutuo da una banca ad un'altra più conveniente) non ci siamo ancora. Le banche monitorate da Adusbef e Federconsumatori non hanno ancora applicato questa regola, ufficialmente per problemi burocratici nelle registrazioni notarili tassi inferiori. Banche che, sempre secondo l'Adusbef, faticherebbero anche a restituire la penale pagata alla chiusura dei vecchi mutui. Solo dopo i reclami degli utenti e gli interventi delle associazioni le banche cedono, affermando di aver male interpretato la norma, ma si prendono tutto il tempo per i rimborsi, provando anche ad addebitare commissioni illecite e non dovute. Altrettanto dicasi per la cancellazione dell'ipoteca sui vecchi mutui: alcune banche continuano a chiedere da 400 e fino a 1.000 euro per una cancellazione dell'ipoteca che deve essere estinta gratuitamente alla fine del pagamento dell'obbligazione. Solo dopo interventi duri di Adusbef e di Federconsumatori le banche che richiedevano il notaio per cancellare l'ipoteca, promettono di estinguerla gratuitamente.
E altrettanto vale per l'abrogazione delle spese di chiusura dei conti correnti. Inizialmente le banche avevano applicato la nuova norma, poi hanno applicato costi aggiuntivi, facendo così rientrare dalla finestra quelle voci di costo uscite dalla porta.
Rinegoziazione dei mutui per eccessiva onerosità, swap e derivati sono le altre voci che secondo l'Adusbef sarebbero state disattese. Naturalmente si tratta di un campione di istituti presi in esame. Sta al singolo cittadino essere consapevole dei propri diritti e farli valere, se necessario anche con l'aiuto delle associazioni.

I CONTI PIU’ CONVENIENTI NELL’INDAGINE DI Of, OSSERVATORIO FINANZIARIO

Non hanno raggiunto quota un milione, ma il tetto dei 700 mila, dal 2001 a febbraio 2007 non è certo poca cosa. Conto Arancio, lanciato da Ing Direct, ha senz’altro contribuito a cambiare la morfologia del tradizionale conto corrente, facendolo diventare uno strumento di risparmio a costo zero, autogestito attraverso morfologia del conto, facendone uno strumento di risparmio a costo zero, auto-gestito (attraverso internet) e ad alto rendimento. Un conto insolito, comunque soltanto di deposito e bisognoso di un conto d’appoggio per effettuare qualsiasi operazione bancaria. Un filone intrapreso anche da WebSella.it, dal conto @me di We@bank (BPM), dal Conto IW(IWBank), fino al Conto Fineco. Tutti pensati su misura per ilweb e con tassi attivi superiori al 3,75%. Of, osservatorio finanziario, dati alla mano, ha calcolato che non è tanto sui conti, quanto suimutui che le banche straniere hanno dato il meglio di sé. La dimostrazioneo arriva dall’ottima performance di Banca Woolwich (Gruppo Barclays), che ha introdotto, in Italia, alcuni prodotti come il mutuo per atipici, seguita a ruota da altre banche italiane. Premiata da Of sia nel 2006 che nel 2007 come migliore banca emittente, nel 2006 la banca specializzata si era classificata prima nella categoria "Tasso Fisso", con Mutuo Fisso 5 rinegoziabile Web, piazzando, al tempo stesso, ben sei prodotti nella top ten generale stilata dall'Osservatorio finanziario.
Anche nel 2007 Woolwich è stata scelta come la migliore emittente grazie all'"ampio carnet di offerte sempre aggiornate in base ai cambiamenti del mercato e per avere capito per prima che i prodotti di finanziamento ipotecario vanno proposti per finalità: acquisto, cambio mutuo (rottamazione), ristrutturazione e, dalla fine del 2006, anche per ottenere maggiore liquidità (Cambio Cash)". Senza dimenticare il rafforzamento della rete di vendita e l'arricchimento dei servizi online, con calcolatori sempre più chiari e completi per simulare i costi del finanziamento e chiedere un preventivo.
Nel frattempo, a settembre, è partito il piano di re-branding del gruppo Barclays, che porterà la banca inglese a riposizionarsi sul mercato italiano: entro il giugno del 2008 le 12 filiali Woolwich presenti sul territorio italiano diventeranno Barclays e cominceranno a vendere, accanto ai mutui, anche conti correnti, investimenti, prestiti e assicurazioni.
Anche le altre banche straniere, scrive Of, hanno confezionato, negli ultimi anni, una serie di piccoli "primati". A cominciare da Ge Money Bank ( Gruppo General Electric), che per prima, in Italia, ha introdotto il mutuo di consolidamento: un prodotto già molto diffuso nei mercati anglosassoni, che consente di sostituire i diversi finanziamenti in essere con un unico prestito (garantito da ipoteca), erogato da un solo interlocutore e caratterizzato da una rata ridotta rispetto alla somma delle diverse rate precedentemente pagate, grazie ad una ridefinizione del periodo di rimborso e all'applicazione di un tasso di interesse più basso rispetto al prestito personale (ma più elevato in confronto al mutuo tradizionale). Seguiti da Ge Money, anche altri istituti si sono mossi con un offerta ad hoc: di questi, due sono stranieri (Woolwich e Macquarie Bank) e due Italiani (Banca per la Casa e Systema Mutui). A proposito di Macquarie Bank: la filiale italiana del gruppo australiano, tra i primi istituti (con Barclays) ad offrire mutui quarantennali, nel marzo 2006 è l'unica banca sul mercato italiano ad offrire un prodotto con durata 40 anni, finanziando il 100% del valore della casa.


Il Monte dei Paschi di Siena acquista Antonveneta

L'acquisizione di Banca Antonveneta da parte del Monte dei Paschi di Siena (Mps) è una buona notizia per i consumatori e gli utenti dei servizi bancari, purchè invece di ridurre i costi dei conti correnti, dei bonifici e dei servizi, non apportino ulteriori rincari". Questo il commento di Adusbef e Federconsumatori sull'accordo raggiunto recentemente da Banca Monte dei Paschi di Siena con Banco Santander per l'acquisto di Banca Antonveneta per 9 miliardi di euro. Adusbef e Federconsumatori, nel valutare quindi positivamente questa buona operazione di mercato, sperano che si verifichi una consistente riduzione di costi e di commissioni dei servizi bancari". Perchè “È inammissibile - dicono le due associazioni - che tutte le fusioni bancarie finora realizzate abbiano portato esclusivi vantaggi ai manager ed agli azionisti, mentre i danni derivanti dalle inevitabili disfunzioni che comportano le aggregazioni, sono stati pagati dagli utenti dei servizi bancari".


LA FORZA DELLE “LOCALI”

Sta passando un’idea sbagliata dele nuove banche. Lo dichiara Luigi De Martin, presidente della Banca Prealpi. “A livello locale ancora ci siamo, ci vediamo e ci parliamo”.

Sono piccole per modo di dire, perchè decine di sportelli sparsi in un territorio non troppo vasto rappresentano comunque delle ottime radici. Ma certo, confrontate con i giganti che vanno fondendosi e che moltiplicano le agenzie sul territorio nazionale, sembrano poca cosa. A sorpresa, invece scopriamo che le banche locali, soprattutto quelle di credito cooperativo sono rappresentano il Davide della situazione contro quel Golia che ultimamente ha preso le sembianze di una zucca e di tutti quei conti on line che stanno spopolando con il loro battage pubblicitario e il passaparola. Davide, in questo caso la Banca di Credito Cooperativo Prealpi, non ha minimamente risentito della nuova concorrenza. Lo assicura il suo presidente, Luigi De Martin, specificando che le realtà locali sono un’altra cosa, in virtù del rapporto fidelizzato con il cliente. “Le giovani generazioni vanno acculturate sotto questo profilo - spiega De Martin - perchè la banca locale è qualcosa di diverso rispetto all’idea che sta circolando. Qui ci siamo, ci vediamo, ci parliamo”. Insomma, se c’è un investimento, un mutuo in vista, un momento di crisi, si trova a tavolino, quasi in famiglia, la soluzione più giusta per affontare la situazione. La banca locale, del resto, conosce benissimo le esigenze del territorio, soprattutto se è abituata a reinvestirvi una parte considerevole dei ricavati. Anche sotto forma di iniziative destinate ai più giovani, coinvolgendo le scuole, elargendo borse di studio per diplomati e laureati.
La Banca Prealpi conosce bene l’area in cui opera, tra le province di Belluno, Treviso e Pordenone, per un totale di 65 comuni e 24 filiali con quella aperta a novembre, a Sacile. Anche in questa parte di Veneto brillante non si respira una gran buona aria di questi tempi. “Non si può parlare di crisi con toni allarmistici - rassicura De Martin - ma certo è ben difficile per molte famiglie riuscire ad accantonare qualcosa da investire. Soprattutto se c’è un mutuo a cui far fronte. I nuovi conti correnti sono legati proprio a questo passo così importante.
Autore: Qui risparmio