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INVESTIMENTI SICURI RISPARMIO

Che fare in questo momento di incertezza per l’economia?

Gli Italiani coninuano ad essere un popolo di risparmiatori, anche se la fetta di stipendio da accantonare mensilmente, è divenuta sempre più sottile e in molti casi quasi inconsistente. La fiducia sul futuro dell'economia vacilla, come ha dimostrato l’ultima rilevazione di Soldi Sette, realizzatada Altroconsumo, ma la paura non ha preso il sopravvento. Nononostante il prezzo del petrolio che si infiamma, l'euro che continua a rafforzarsi mettendo a rischio le esportazioni e le stime di crescita economica in riduzione...

Che fare in questo momento di incertezza per l’economia? Il consiglio più generale, sempre se si abbia a disposizione una cifra adeguata, è quello di scegliere investimenti multipli, che consentono di compensare l'andamento degli investimenti negativi, con quelli che invece avranno un andamento positivo. Con la parola "diversificare" non s'intende solo scegliere tipologie diverse di investimento ma, anche all'intero di una stessa tipologia, scegliere investimenti emessi da paesi diversi o appartenenti a diverse categorie merceologiche. Molto dipende da ciò che si vuole rischiare (meglio un profilo medio-basso) e dal tempo per cui si intende vincolare il denaro. Ad esempio, a breve termine ci sono i FONDI LIQUIDITA’, fondi comuni che raccolgono il denaro dei risparmiatori e lo investono in strumenti monetari, cioè titoli di stato italiani ed esteri e obbligazioni con vita residua (il tempo che manca alla scadenza del titolo) inferiori a 1 anno. I titoli acquistati sono in euro (non in valuta straniera) e la durata ridotta permette di essere protetti contro la variazione dei tassi di interesse. I fondi monetari sono l'alternativa alla liquidità di conto corrente: permettono di percepire un piccolo interesse (in linea con il rendimento dei bot) dato dalla differenza tra prezzo di acquisto e prezzo di vendita.

A medio termine sipuò optare invece per i FONDI OBBLIGAZIONARI, fondi comuni che investono in titoli di stato (Bot, CCT Btp) e obbligazioni private con una vita residua di 3 - 5 anni. Il rendimento per il risparmiatore è dato dalla differenza tra prezzo di acquisto e prezzo di vendita. Il rischio derivante dai fondi comuni obbligazionari è che uno degli emittenti delle obbligazioni acquistate non paghi interessi o rimborsi il capitale: in realtà tale rischio è piuttosto remoto, anche se le vicende Parmalat e Cirio hanno certamente lasciato il segno.
Oltre a questo esistono altri rischi, che dipendono dal tipo di fondo comune obbligazionario acquistato. Si può scegliere di investire il denaro anche a lunghissimo termine, oltre 60 mesi, attraverso un piano di accumulo, una cifra costante da versare ogni mese su un fondo comune d'investimento più o meno aggressivo.

Le AZIONI sono invece prodotti finanziari più rischiosi rispetto alle obbligazioni. Chi compra un'azione di una società compra un pezzetto dell'attività di quella società, più o meno grande a seconda delle azioni acquistate. Di conseguenza, non può avere certezze sulla restituzione del capitale investito e sulla remunerazione che avrà.
Il rendimento può essere molto elevato (in caso di apprezzamento del titolo o di dividendi di elevato ammontare), ma anche la perdita può essere molto elevata se la società viene liquidata.

I DERIVATI
rappresentano un terreno minato. Si tratta di particolari strumenti finanziari, destinati a chi maneggia la finanza con disinvoltura, la cui caratteristica distintiva è di derivare il proprio valore da variabili esterne allo strumento stesso.
Tali prodotti possono avere natura reale (si tratta di beni fisici come oro, petrolio, soia etc.) o finanziaria, in questo caso si fa riferimento ad un Indice di Borsa, ad una valuta, ad un tasso di interesse o ad una singola azione.

I FUTURES
Un contratto futures può essere definito come "un acquisto o una vendita a termine di un determinato prodotto (finanziario o reale) sottostante". Attraverso un contratto future un investitore "scommette" su un certo andamento dei prezzi del sottostante. Se ha una visione rialzista può acquistare un future per poi tentare di rivenderlo ad un prezzo più alto qualora le previsioni sull'andamento dell'underlyng si dovessero verificare. Viceversa un ribassista può vendere un contratto future per poi riacquistarlo ad un prezzo più basso.
Il future viene acquistato o venduto al fine di guadagnare dai rialzi o ribassi del mercato, beneficiando dell'effetto leva e i ridotti costi di transazione.
Circa l'85-90% delle operazioni sui contratti future vengono svolte a tale fine ed hanno in genere un orizzonte temporale molto breve, talvolta intraday,

COS’E’ LO SWAP
L’oggetto di alcuni dei più recenti contenziosi in materia di rapporti banche-imprese sono alcune operazioni denominate SWAP (letteralmente, scambio).
Le tipologie di Swap maggiormente diffuse sono due: gli Interest Rate Swap (letteralmente, Scambio di Tassi d’Interesse) ed i Currency Swap (letteralmente, Scambio di Valute).
La tipologia più comune di transazione forward è lo swap su valute.
In uno swap, due parti si scambiano valute per un certo periodo di tempo e si accordono ad invertire la transazione in una data futura. Gli swap non sono contratti standard e non vengono scambiati in un mercato. Si tratta comunque di strumenti complessi, destinati ad investitori professionali, o quanto meno evoluti, che sappiano sfruttare le numerose opportunità che offrono e nel contempo, siano in grado di valutare e gestire correttamente i relativi rischi, che sono notevoli.

LA DENUNCIA DEI CONSUMATORI
Proprio su questo fronte si sono scagliate nei giorni scorsi Adusbef e Federconsumatori, denunciando le banche che, nonostante la crisi di subprime e borse, continuano a piazzare swap e strumenti derivati che non offrono alcuna copertura ai clienti. Dopo aver inoltrato nuovi esposti denunce a 10 Procure della Repubblica, oltre a quelli dell’11 luglio scorso, chiedono a Governo, Banca d’Italia e Confindustria come intendono muoversi rispetto alla gravissima questione degli strumenti finanziari derivati. Infatti, sostengono Elio Lannutti e Rosario Trefiletti “Le metodologie di vendite di questi prodotti sono a nostro avviso contrarie alla buona fede ed alle prescrizioni relative alla trasparenza nei servizi bancari e finanziari, circa gli obblighi di trasparenza, di comunicazione e d’informazione. Inoltre, per quanto ci riguarda, è stata anche disattesa la legislazione che regola attualmente la materia dell’intermediazione finanziaria che offre garanzie ai risparmiatori ed agli investitori, nel momento in cui si è proceduto all’offerta fuorisede di prodotti finanziari da parte di funzionari bancari non autorizzati. Ci chiediamo come mai attorno a quello che riteniamo essere una gravissima questione che mette a repentaglio la sopravvivenza finanziaria di enti locali ed imprese, vi sia una ingiustificata inerzia da parte di chi ha compiti di controllo del mercato come Bankitalia”.
Autore: Qui risparmio