A caccia del conto corrente bancario più conveniente. La fusione tra i colossi San Paolo e Banca Intesa potrebbe produrre la soluzione più conveniente. Intanto molti risparmiatori si rifugiano nei conti on line o scoprono che Davide (i piccoli istituti di credito del territorio) a volte è più forte di Golia.
Non c'è dubbio. Se i gruppi San Paolo e Intesa, a fusione avvenuta, decidessero di mettere sul piatto il meglio di sè, potrebbero produrre un conto corrente bancario così conveniente da spiazzare la concorrenza e soprattutto gli stessi clienti (per una famiglia tipo il risparmio si aggirerebbe intorno ai 138 euro l'anno). Ma stiamo pur sempre parlando di ipotesi e di speranze, perchè la realtà è ben diversa: finora le fusioni non hanno portato beneficio ai cittadini e i costi dei depositi sono addirittura aumentati. Non fosse per la paura
Cambiare banca non è più un'operazione dolorosa (costava fino ad un mese fa tra i 50 e i 140 euro!). Dall'agosto 2006 il decreto Bersani stabilisce che il correntista ha sempre la possibilità di recedere dal contratto senza penalità e senza spese di chiusura. Tra le altre novità introdotte in Estate c'è anche la questione relativa ai tassi d'interesse: se la banca deciderà di variare i tassi di interesse sui conti correnti in attivo, sarà obbligata a variare i tassi di interessa anche sui conti che risultano in rosso. E viceversa. Se dunque aumentano i tassi sui finanziamenti, devono salire anche quelli pagati ai correntisti sui soldi depositati.
di ladri e rapinatori scatenati in ville ed appartamenti, da tempo molti risparmiatori avrebbero optato per l'antica soluzione del materasso, tanto irrisori sono i tassi d'interesse prospettati dalle banche, a fronte delle lievitate spese del conto corrente. Ma in una società supertecnologica dove i portamonete sono diventati una sequela di cards, disporre di un conto con bancomat, carta di credito e quant'altro snellisca il rapporto con il denaro, è diventato quasi imperativo. Perciò, in attesa che si scateni l'effetto concorrenza tra banche (una gara che si giocherà soprattutto sui tagli alle commissioni), non resta che scegliere la soluzione più indolore sotto il profilo delle spese. Sono in molti a ritenere che le super banche finiranno per favorire i piccoli. Come il Banco Santo Stefano Credito Coperativo, realtà che si è sviluppata a Martellago, nel veneziano e che ha messo radici anche in città, a Mestre per la precisione. Oggi conta 13 sportelli. "Una banca glocale", la definisce il responsabile del marketing Nicola Sautariello: globale dove serve, ma sempre vicina al cliente con i suoi dirigenti ed impiegati che conoscono bene il territorio. "Già in occasione di passate fusioni - ricorda Sautariello - alcuni clienti si sono sentiti "spaesati" e probabilmente non hanno gradito la riorganizzazione delle filiali, con i tagli del personale e il turn-over dei dirigenti". Un disorientamento coinciso per il Banco Santo Stefano con un considerevole aumento di nuovi clienti.
IL PUNTO DI PARTENZA
Sulle "coccole" che si possono ricevere da una piccola realtà locale siamo d'accordo. Ma può Davide concorrere con i vari giganti Golia sulle proposte concrete? A quanto pare sì. Prendiamo ad esempio uno dei conti maggiormente pubblicizzati, il Genius Free di Unicredit Banca. Costa un euro al mese. Ma solo se lo utilizzi on line, perchè se ti rivolgi allo sportello per fare un bonifico, devi pagarlo. Molti consumatori, stanchi delle tradizionali banche hanno provato anche la novità BancoPosta. Il conto da 30 euro l'anno è allettante. "Ma in tanti - ricorda Sautariello - sono tornati, lamentandosi delle file agli sportelli o perchè non hanno trovato il personale adeguatamente preparato". E' il prezzo che una neonata banca, che fino ad oggi era ben altra cosa, deve pagare inizialmente.
Ma veniamo alla proposta concorrenziale del Banco Santo Stefano. Nei 32 euro all'anno richiesti (due più di Banco Posta) sono compresi il bancomat gartuito e la carta di credito da provare, altrettanto gratuitamente, per un anno. Il tasso d'interesse lo si può contrattare con i dirigenti dell'istituto, così come gli eventuali investimenti, obbligazioni o fondi di garanzia bancari. Ma questa è un'altra storia... E per i più bravi che conseguono la laurea con il massimo dei voti, c'è anche un premio di 258 euro. Già, i giovani, la fetta di mercato che sta riscuotendo l'interesse di tutte le banche. Molti sembrano aver già scelto la strada a loro più congeniale, evitando lo sportello e affidandosi al mouse.