C'è posta (prioritara) per il governo
I prezzi delle comunicazioni diminuiscono, ma le Poste aumentano il prezzo delle corrispondenze.

Le Poste hanno annunciato che nei prossimi giorni dovrebbe sparire la spedizione ordinaria tramite francobollo, per essere sostituita dalla posta prioritaria che, di fatto, ha già preso il sopravvento quantitativo delle spedizioni (70 milioni contro 60). Ma, siccome 60 milioni non sono noccioline, si tratta pur sempre di un aumento obbligatorio di tariffa del 33% per queste spedizioni. Ed è per questo che l ' ADUC , Associazione per i Diritti degli Utentie Consumatori invita ad inviare al governo la richiesta di abrogazione immediata del monopolio delle corrispondenze se le Poste Italiane Spa aumenteranno le tariffe della spedizioni o aumenteranno la spedizione per posta ordinaria. Tutto questo mentre nel mondo delle comunicazioni, grazie alla tecnologia e alla sua massiccia diffusione, i prezzi sono crollati, le offerte si sono moltiplicate, velocità e qualità sono migliorate. "Nessun rincaro, ma l'esigenza di allineare il servizio italiano a quello dell'Europa dove in 13 Paesi la posta ordinaria non esiste più". La "lettura" di Poste è tranquillizzante. "Per i cittadini diventerà tutta posta prioritaria: le lettere standard di posta nazionale costeranno 60 centesimi e arriveranno nel giro d i un giorno". Oltre i 20 grammi le buste "normali" dovranno avere un francobollo d a 1,40 euro, la stessa tariffa applicata per le lettere e i pacchi di forma media (fino a 50 grammi, poi si passa a 1,50 fino a 100 per arrivare agli 8 euro per un pacco da 1 a 2 chili). Per spedire buste e pacchetti di formato normalizzato sul circuito internazionale, invece, si pagherà da 0,65 centesimi a 1 euro, a seconda del Paese di destinazione. Ma la vera novità, assicura Poste, riguarderà i cosiddetti clienti "business", grazie alle nuove tariffe commerciali ricalibrate "per volumi e per destinazione". Così, per fare un esempio, "un cliente che invia una busta da Udine a Milano parte da un costo di 28 centesimi, controi 45 attuali". Certo, i beneficiari di questi "sconti" saranno solo aziende, società e studi con volumi di spedizione elevati, identificati da diversi scaglioni (da 500 lettere all'anno in su).
BANCO ( A ) POSTA
Analizzati gli ultimi risultati di bilancio, con la grossa quota di ricavi ed utili che arrivano proprio dal comparto finanziario, archiviato positivamente il 2005 ed in previsione di un ulteriore crescita nel 2006, Poste Italiane ha dichiarato pubblicamente di "... ritenere probabile che nel corso dei prossimi mesi, sull'esempio di quanto accaduto in Francia, verrà proposto all'azionista di valutare la possibilità di chiedere ed ottenere la licenza bancaria". Pur considerata da molti operatori ed analisti come una sorta di colosso del comparto degli intermediari finanziari, Poste Italiane non ha ancora la possibilità di poter operare come una banca a tutti gli effetti e proprio per questa ragione, è stata anticipata dai vertici dell'azienda guidata da Massimo Sarmi l'intenzione di richiedere alla Banca d'Italia la licenza bancaria e di accompagnare la società pubblica alla quotazione in Borsa. Il conseguimento della licenza bancaria, consentirebbe di superare i limiti oggettivi, come ad esempio per i rischi di credito nei servizi finanziari, e di aprire un dialogo su basi paritetiche con l'Associazione bancaria italiana (Abi).
E ' bene ricordare che Poste Italiane spa è un ente pubblico economico, subentrato nel 1994 in tutti i rapporti attivi e passivi dell' Amministrazione centrale. BancoPosta è una realtà operativa delle Poste Italiane spa, che riscuote di grande fiducia e credito fra i risparmiatori, ma non ancora autonoma ed indipendente dal sistema e quindi con una serie di vincoli operativi e giuridici. La richiesta della licenza bancaria sembrerebbe un ulteriore guanto di sfida lanciato dalle Poste italiane ai big del credito. La quotazione in Borsa e la richiesta di licenza bancaria rappresentano una svolta epocale per le Poste Italiane e saranno valutate nella definizione del prossimo piano strategico, che sarà presentato a luglio. Ci sarà da aspettare e valutare con attenzione il potenziale di questo colosso nazionale del credito, che troverà certamente opposizioni interne ed esterne, ma anche tante opportunità da questi due progetti.
Autore: Qui risparmio