Sarà come per i mutui subprime? Già molto prima che la bolla scoppiasse e si ripercuotesse sull’economia mondiale, c’era chi ne parlava. Oggi si parla ancora poco della crisi delle carte di credito che sta scoppiando negli USA. Ma se il parallelo funziona e la crisi è così come l’ha descritta il Ministro Tremonti qualche mese fa, bisogna davvero incrociare le dita. Tremonti aveva definito la crisi come un videogame: anche se sconfiggi il mostro e superi il livello, ti trovi davanti un mostro più pericoloso ed un livello più difficile.
Risulta infatti che i default sulle carte di credito negli USA siano infatti saliti ai livelli più alti negli ultimi 20 anni, con perdite particolarmente pesanti per American Express e Citigroup (che emette la maggior parte delle MasterCard). Secondo Walter Todd, portfolio manager di Greenwood Capital Associates, la tendenza sulle carte di credito peggiorerà prima di migliorare, anche perchè la disoccupazione negli USA è in continuo aumento e va ad aggiungersi alla crisi dei mutui e del credito.
Un disoccupato che non riesce a pagare la carte di credito, cosa può fare? Il debito accumulato con le credit cards ammonta a più di 984 milioni di dollari. Secondo Meredith Whitney, uno degli analisti bancari più ribassisti di Wall Street, le linee di credito sulle carte americane saranno tagliate di 2700 miliardi di dollari entro la fine del 2010. E’ dunque probabile un taglio del 50% sulle carte di credito negli USA, un paese dove la maggior parte degli acquisti si basa su carta di credito.
La scrisi ha scomodato persino i predicatori come Kevin Cross, autore del libro “Come costruire la propria solidità finanziaria in 52 giorni”. In veste di “ financial missionary” invita i fedeli, nei suoi sermoni, a bruciare le proprie carte di credito in padella o nel microonde. “Molte persone - ammonisce - sono schiave dei debiti e come tali non posseggono le cose per le quali si sono indebitate ma sono possedute da quegli stessi oggetti”.
Nel nostro paese, ancora saldamente ancorato alla moneta, la situazione è diversa, anche se le carte di credito si stanno diffondendo sempre più. I dati però vanno letti a fondo: secondo Assofin, su 34,5 milioni di carte in circolazione, solo 16 milioni sono effettivamente quelle utilizzate. Per spronare i consumatori all’uso della moneta elettronica, soprattutto per i piccoli acquisti quotidiani, si fa affidamento a nuove ed innovative iniziative tecnologiche, come le carte contactless. Tessere che permettono di effettuare transazioni con il semplice sfioramento della carta all’apparecchiatura POS, senza necessità di inserirla o strisciarla nell’apposito terminale e di firmare la ricevuta o di inserire il proprio PIN, sempre se gli importi rimangono molto bassi, di solito entro i 15 euro. In questo modo i tempi del pagamento velocissimi. Un grande vantaggio se si pensa anche ai numerosi servizi che richiedono interminabili code agli sportelli delle casse. Una tecnologia che nel resto dell’Europa è già ampiamente diffusa e che, invece, in Italia, è ancora ferma alla fase della sperimentazione. Solamente in alcune città e per periodi di tempo molto brevi c’è la possibilità di usare questa funzione. Intanto i circuiti MasterCard e Visa stanno studiando altri strumenti di pagamento veloci e sicuri da poter distribuire ai titolari di carta di credito il prima possibile. Il passo successivo sarà l’integrazione tra cellulare e carta di credito, un binomio che consentirà una radicale trasformazione del nostro telefonino che diverrà così uno strumento di pagamento affidabile, grazie alla tecnologia contactless applicata al chip. Solo per fare qualche esempio, con un semplice sms sarà possibile pagare la sosta del parcheggio - servizio già disponibile all’aeroporto di Linate - oppure accedere velocemente agli impianti sciistici senza stare in fila per acquistare lo skipass, come a Madonna di Campiglio. Nei prossimi anni si potrà trasferire il denaro da un conto all’altro, dal telefonino. Nell’attesa che la tecnologia si consolidi in termini di sicurezza, continuiamo ad essere vigili, perchè non passa giorno che la cronaca riporti notizie di clonazioni.
Cosa fare se si viene clonati?
La clonazione di un carta solitamente avviene quando la lasciamo incustodita; ma i canali preferiti per l’utilizzo fraudolento sono principalmente il telefono e internet, cioè dove la transazione avviene “a distanza” perché l’identificazione del titolare si basa su codici e non sul riconoscimento fisico della persona, ovvero con la richiesta della carta di identità e la verifica della firma. Quando ciò accadde è bene bloccare la carta di credito telefonando ai numeri utili, così facendo la carta non è più utilizzabile. Quando si blocca la carta bisogna porre attenzione ad annotarsi ora, data e codice di blocco, tutti riferimenti necessari per la prova dell’avvenuto blocco. Se ci rendiamo conto che la clonazione è avvenuta nel fine settimana è bene attivarsi il prima possibile: difatti sabato e domenica sono i giorni prediletti dai frodatori.Dopo il blocco della carta è bene effettuare la denuncia a polizia o carabinieri che rilasceranno copia della denuncia, anche questa utile per l’onere della prova.Dopodiché è possibile contestare alla società emittente la transazione non autorizzata, richiedendo il risarcimento degli importi. Per prevenire queste piacevoli situazioni è consigliato aderire ai servizi di alerting via SMS, in questo modo la segnalazione di blocco carta può avvenire tempestivamente. Anche l’attenta e costante visione dell’estratto conto online è un ottimo strumento per tenere sotto controllo i movimenti. Ancora meglio usufruire dei servizi di sicurezza per gli acquisti su internet offerti dai circuiti internazionali: con pochi click si attiva gratuitamente una procedura che garantisce una migliore identificazione sul web. Anche in questo caso, attenzione a conservare codice identificativo e carta di credito in luoghi differenti. Se non siamo particolarmente avvezzi alle nuove tecnologie e ci accorgiamo che sono stati effettuati dei pagamenti da terzi solo quando riceviamo la lettera di addebito a casa, in questo caso abbiamo 60 giorni dalla data di ricevimento dell’estratto conto per inviare un reclamo scritto alla società emittente, con allegata la copia della denuncia all’autorità di polizia. Per quanto riguarda gli addebiti fraudolenti, gli importi saranno rimborsabili dalla società emittente, sempre dopo aver dimostrato che non ne abbiamo responsabilità.
Molte carte di credito includono tra i servizi aggiuntivi una o più polizze assicurative pensate per proteggere maggiormente il titolare della carta di credito in caso di furto o di clonazione sia in Italia che all’estero.
Infine un’ultima indicazione nel non gettare la ricevuta dell’avvenuta transazione, su quel foglio di carta sovente sono indicati alcuni o tutti i codici utili per una eventuale clonazione.