SOLDI IN… FUMO

Se ad aumentare sono pasta, pane e latte, si assiste immediatamente ad una levata di scudi da parte dei consumatori. Ma quando a crescere è il prezzo delle “bionde”, milioni di persone si trovano a sbottare sommessamente, ben sapendo che questo non è proprio un genere di prima necessità. Almeno non sulla carta. Al contrario, il vizio del fumo ha un peso notevole nel bilancio familiare. E costa sia in termini di salute che in termini economici. Le sostanze generate dalla combustione della sigaretta provocano danni diretti agli apparati respiratorio e vascolare e altrettanto gravi danni indiretti nelle zone cardiache, cerebrali e per la circolazione arteriosa periferica. Causano inoltre problemi alle vie aeree superiori e al primo tratto delle vie digestive, al pancreas e all’apparato urinario e genitale, fino ad intaccare nelle donne incinte placenta e feto. Se va bene subiremo quindi una notevole riduzione delle difese immunitarie con un peggioramento del controllo sulle infezioni. Alla lunga soffriremo di enfisema e si verificheranno delle manifestazioni asmatiche. L’intero sistema respiratorio e polmonare subirà un invecchiamento precoce. Aumenteranno la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca. Così come tonsilliti, faringiti e laringiti, le displasie del cavo orale, della laringe e dell’esofago e potrà insorgere l’ulcera peptica. La pelle perderà di elasticità e invecchierà prematuramente. Per le donne la menopausa potrà arrivare precocemente... I fumatori muoiono in media 15 anni prima dei non fumatori, sempre che non ci pensi prima il peggior nemico...
Ciò nonostante, gli avvertimenti sul pacchetto non servono poi molto. In genere i fumatori smettono quando prendono paura, magari per una brutta bronchite o una radiografia non proprio chiara.
Anche l’aspetto economico non è sufficiente da solo per smettere, anche se più di qualcuno, in virtù dei rincari di beni e servizi, ha quantomeno limitato il numero delle sigarette fumate in una giornata. Perchè il fumo costa davvero molto. Un pacchetto di bionde straniere supera mediamente i 4 euro e di conseguenza il peso sul bilancio mensile è importante: sul sito www.fumo.it si può facilmente calcolare quanto denaro va…in fumo. Inserendo la marca delle sigarette in una finestrella, aggiungendo il consumo medio giornaliero e procedendo al calcolo automatico, i fumatori aprono improvvisamente gli occhi su qualcosa che già sapevano da tempo ma che cercavano di non focalizzare. L’amata sigaretta costa. Di solito oltre i venti centesimi. La moltiplicazione del consumo giornaliero in mesi e anni può essere un ulteriore colpo per il cuore del tabagista.
Rinunciando al pacchetto giornaliero di Marlboro, Kim o Philiph Morris, il guadagno netto annuale sfiora i 1500 euro, solo qualcosa di meno per i fumatori di MS o Diana. Per moltiplicare la cifra per gli anni di fumo lasciati alle spalle, non servono invece calcolatrici: è intuibile che si parli di un piccolo patrimonio.
Smettere di fumare significa quindi regalare una bella vacanza sia in senso figurato a cuore e polmoni, ma anche, volendo, in modo molto più reale e tangibile, acquistare davvero un biglietto aereo di andata e ritorno per la Grecia, con relativo soggiorno e magari qualche spesa extra, che so…Una pizza, un gelato...ma non di certo le sigarette!
Abbandonare questa dipendenza non è comunque così facile. Sempre ammesso che si voglia davvero farlo, perchè ci sono fumatori consapevoli dei danni a cui vanno incontro, che considerano il fumo come un irrinunciabile piacere della vita. Per altre persone la sigaretta è una vera “consolazione”, una sorta di compagna fedele.
Chi non appartiene a questo ‘zoccolo duro’ di fumatori e vorrebbe sentirsi più libero e sano, deve certamente cogliere l’occasione giusta per smettere. Per le donne, soprattutto, può essere determinante la nascita di un figlio. Un motivo decisamente più forte della nicotina. In genere però, si tende a rimandare l’appuntamento con quel giorno, perchè ogni periodo ha i suoi stress, i suoi momenti no... Ma è giusto sapere che smettere di fumare dipende soprattutto dall’impegno e dalla forza di volontà, perchè i farmaci sa soli non bastano. E non costano poco! Perchè un pacchetto del rimedio più classico, le “gomme Nicorette” costa quanto una stecca di sigarette (105 gomme, 25 euro). Rilasciando 2 milligrammi di resinato di nicotina (in effetti sembra di masticare un mozzicone di sigaretta) le gum hanno lo scopo di far passare la dipendenza. Ma non tutti sopportano bene l’effetto di questo prodotto che andrebbe smesso progressivamente. C’è chi accusa nausea o arrossamenti alle gengive.
In alternativa ci sono prodotti naturali, come il RESCUE REMEDY SPRAY, fatto coi fiori di Bach. Uno spruzzo e la voglia di fumare dovrebbe passare. Con circa 10 euro al mese.
Anche l’agopuntura è uno dei metodi piu’ efficaci per abbandonare il fumo. Diversi i diversi sistemi utilizzati, con graffette, aghi sul corpo o sulle orecchie. In genere vengono lasciati in posa per 40 minuti e sono sufficienti inizialmente tre sedute per tre giorni di seguito.
Su questa scia è nata una nuova terapia brevettata, la Zerosmoke. che pare stia dando risultati eccellenti (più dell’ 80 % dei casi ) nel trattamento della dissuefazione dal fumo.Con 50 euro si può acquistare anche on line il kit Zerosmoke composto da due magneti che, posizionati in una individuata zona dell’orecchio, attraendosi tra di loro esercitano una stimolante pressione programmata. Quest’ultima attiva i neurotrasmettitori a produrre endorfina che toglie la voglia di fumare .
Qualsiasi sia il percorso che sceglierete non sarà proprio una passeggiata. Anche se avvertirete immediatamente i benefici della scelta 8 ore dopo aver abbandonato le sigarette si abbassa la pressione arteriosa e si normalizza il battito cardiaco; 48 ore dopo: migliorano il gusto, l’olfatto e la circolazione sanguigna; 72 ore dopo: si respira meglio, si fa meno fatica a fare uno sforzo; 2 settimane dopo: aumenta del 30 per cento la funzionalità polmonare; 3 mesi dopo migliora il metabolismo e si acquistano maggiori energie; 1 anno dopo: scompare completamente il bisogno fisiologico di fumare.
Nel frattempo ci si deve aspettare comunque qualche crisi di astinenza, proprio come capita a chi si disintossica dalla droga, con ansia, nervosismo, depressione e l’aumento di appetito. Sintomi che però non durano per sempre e si possono controllare. Il nemico più tosto da sconfiggere è invece la dipendenza psicologica dalla sigaretta. Il richiamo della sirena si farà sentire in molte occasioni. Un aiuto psicologico potrebbe servire, perchè spesso la sigaretta è il rimedio ai diversi problemi della vita e risolverli alla radice sarà la mossa più utile per abbandonare con serenità il fumo. Cambiando anche lo stile di vita. Una buona dieta disintossicante e delle sane passeggiate quotidiane all’aria aperta saranno certamente di grande aiuto.
Autore: Andrea Checconi Sbaraglini