Olio di colza al posto del gasolio. Da anni si parla di questo propellente alternativo per risparmiare sul pieno. Tantopiù in questi tempi di vertiginosi aumenti, con il prezzo del diesel che in alcuni distributori, per la prima volta nella storia, ha superato quello della benzina (1,438 contro 1,434 al litro).

Sono lontani i tempi in cui comprare auto a gasolio dava grandi soddisfazioni: nel 1980 un litro di gasolio costava il 44% in meno rispetto ad un litro di super con piombo.
Per risparmiare, ma anche per protestare contro le accise che gravano sul prezzo finale per il consumatore, molti automobilisti hanno scelto di fare di tanto in tanto il pieno vegetale al discount. Sfidando la paura iniziale (come reagirà il motore?) e la legge, perchè fare il pieno con l’olio del supermarket, lo ribadiamo, è illegale: si rischia una pesante sanzione per evasione fiscale. Comunque sia, gli scaffali spesso vuoti alla voce olio di colza, sono una prova inconfutabile della diffusione di questo escamotage che consente effettivamente di risparmiare. Ma sempre meno, se è vero che nell’arco di un anno il prezzo dell’olio di colza al litro è aumentato di circa 30 centesimi, sfiorando l’euro. Lo segnala on line un lettore dalla provincia di Perugia, che ha tenuto d’occhio il prezzo al Lidl dal maggio scorso ad oggi.
Al di là di questo mercato parallelo è certo che carburanti come metano, etanolo e biodiesel sintetico ottenuto da vegetali, sono alternative sempre più importanti ai prodotti petroliferi tradizionali. Recentemente anche la Commissione europea ha dato il via libera all’istituzione in Italia di sgravi fiscali per favorire la produzione e l’impiego di biodiesel. Sul fronte dello studio dei biocarburanti, la novità più curiosa viene dall’Australia, dove la Growcom, ente agricolo, ha provato a far fermentare gli scarti di banana ottenendo un gas naturale: il metano! Il progetto è ancora in fase sperimentale, ma si tratta di un’importante scoperta che potrebbe dar luogo ad una infinita serie di opportunità. Oggi, però dobbiamo accontentarci della rete dei distributori di metano tradizionale, perl a verità in crescita, così come il mercato di queste auto, convertite dal meccanico, ma progettate
Per tutti gli altri, non resta che dare la caccia la distributore di benzina e gasolio più conveniente. Federconsumatori (vedi tabella in alto) ha recensito le cosiddette “pompe bianche”, distributori indipendenti, non correlati alle marche tradizionali delle compagnie petrolifere. Purtroppo la diffusione di questi impianti è ancora assai limitata, corrisponde all’incirca al 5% all’intera rete di distribuzione, ma in queste stazioni di servizio è possibile ottenere risparmi di almeno 5 - 6 centesimi al litro.