In un paese ideale, che non sia l’Italia,
tutto si muove attorno al consumatore
e al turista. A loro sono dedicati particolari
riguardi, servizi, tutele. Non solamente
per questioni di rispetto, ma anche
e soprattutto per le politiche di accoglienza
che alimentano la buona facciata
del paese. In Europa sembra tutto
funzionare meglio, magari considerando
i trasporti, al grido de “l’erba del vicino
è sempre più verde”: in Spagna se un treno
è in ritardo di 5 minuti viene rimborsato
interamente il costo del biglietto.
Una scelta che gioca tutto sugli incentivi: sia per il turista e il viaggiatore che si sente tutelato, sia per gli operatori dei trasporti che devono rispettare obbligatoriamente certi orari. Qui in Italia farebbe sorridere. Ma solo fino a quando non si diventa protagonisti del disservizio. Certo è che tra code infinite al casello e agli aeroporti, bagagli smarriti e tariffe extra ci sarebbe solo da piangere. E i rimborsi, nel Belpaese, rimangono un’utopia.
Trasporti in città: è tutto da rifare - Regole più omogenee e condivise a livello nazionale per il trasporto turistico nelle città, ovvero per l'accesso e la sosta dei pullman granturismo nelle aree urbane. “Non è facile trovare il giusto mixer di azioni – dichiara Giovanni De Nicola, vicepresidente di Federmobilità - per ridurre la congestione stradale e per favorire un'offerta turistica competitiva. Anche il trasporto turistico deve essere considerato una componente essenziale della filiera, stimolando un costruttivo confronto sui temi di maggiore conflittualità del momento: sosta e pedaggio. I ticket sono nati sulla scia dell’ambientalismo, ma oggi alcune città tassano anche i bus elettrici. Inoltre, la tassa viene pagata senza avere contropartita: nei parcheggi spesso non ci sono servizi, nè i Comuni offrono collegamenti alternativi con il centro delle città”.
PEDAGGI, SCATTA L’ORA DEI RINCARI SULLE AUTOSTRADE
“In questo periodo, sulle autostrade, preoccupa soprattutto la sicurezza, il livello di manutenzione, la qualità del servizio. Questo aumento delle tariffe, quindi, non ci è piaciuto per niente”. Così Rosario Trefile tti, segretario nazionale di Federconsumatori, commenta i rincari delle autostrade italiane.
“Agli aumenti tariffari non è corrisposto un aumento della qualità generale. Fra l’altro, su percorsi che già non sarebbero dovuti aumentare i prezzo, i rincari sono stati estremamente consistenti. Non siamo d’accordo che una società che gestisce un’infrastru ttura pubblica applichi gli aumenti con questo metodo. Alcuni pendolari, infa tti, sono stati colpiti in maniera davvero grave”. I dubbi sui criteri adottati dalla concessionaria sono pesanti: “L’incremento medio, in realtà, potrebbe essere ben superiore a quanto dichiarato. È difficile avere accesso ai dati sui volumi di traffico, ma la nostra impressione è che gli aumenti sono scattati proprio sui brevi percorsi, quelli più frequentati”. È vero, infatti, che le percentuali di incremento delle tariffe risultano più alte sui percorsi brevi e meno costosi. Ma è anche vero che sulle tratte di pochi chilometri passano molti più automobilisti.
Quando volare in Ue
si trasforma in incubo - Più di 10mila viaggiatori europei
danno i voti a compagnie e aeroporti.
L'Italia è lontana dalla vetta.
In generale, scarsa l'attenzione su ambiente
e diritti dei passeggeri. L'inchiesta
è stata condotta in cinque paesi europei:
Italia, Francia, Belgio, Portogallo e Spagna.
I risultati coinvolgono quasi tutte le
più importanti compagnie aeree mondiali
(84 tra charter, di linea e low cost) e
150 aeroporti internazionali (compresi
quelli nazionali dei cinque paesi dell'inchiesta).
Sono stati valutati importanti
parametri come puntualità dei voli, assistenza
e pulizia degli aerei e degli aeroporti,
valutando la trasparenza,
l'attenzione ai propri lavoratori, il rispe
tto dei diritti di chi viaggia e soprattutto il loro impegno nelle politiche
ambientali.
Tra i vettori più utilizzati da passeggeri italiani le peggiori per puntualità, pulizia e efficienza sono state giudicate Alitalia, Meridiana e Windjet. Migliore su questi tre parametri sempre Lufthansa. Uno dei fattori che emerge in questa inchiesta è la scarsa attenzione ai diritti di chi viaggia: in caso di cancellazione volo solo nel 10% dei casi la compagnia decide di rispettare la normativa, nel 25% dei casi fonrisce cibo e bevande e l'albergo è per pochi privilegiati (il 14%). Come abbiamo sempre fatto in passato, abbiamo voluto vedere cosa succede in caso di ritardo, perdita dei bagagli, overbooking e altri disagi in aeroporto. Un occhio di riguardo lo abbiamo dato alle normative in caso di voli cancellati: una situazione che si è verificata soprattutto di recente a causa della nube di cenere vulcanica che ha paralizzato il traffico aereo europeo.
Diritti “fermi” al binario - Nuovi diritti per chi viaggia in treno ma che pochi conoscono. Nel 2009 è entrato in vigore il regolamento comunitario che sancisce una protezione omogenea per tutti quei consumatori europei che scelgono la ferrovia per spostarsi all’interno dell’Unione. Per quanto riguarda il “capitolo responsabilità”, le società ferroviarie sono responsabili nei confronti di passeggeri in caso di ritardo.
Il risarcimento dei danni comprende le spese ragionevoli di alloggio, nonché quelle necessarie per avvisare le persone che attendono il viaggiatore. Se il ritardo è compreso tra i 60 e 119 minuti si ha diritto ad un risarcimento minimo pari al 25 percento del prezzo del biglietto mentre se si accumulano oltre 120 minuti, la compagnia ferroviaria dovrà risarcire almeno la metà del biglietto.