Dicembre 2011
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Un figlio "dottore"? Investimento oneroso

Un figlio all'università? Un investimento oneroso, che per anni impegna risorse economiche importanti. Ecco la situazione di chi sogna un figlio dottore, titolo che nel Belpaese non passa mai di moda. Ma che costa non solo fatica e impegno sui libri, ma anche una somma di denaro notevole. Basta prendere in esame la situazione di chi frequenta l'università Ca'Foscari e lo Iuav di Venezia. Le varie voci di spesa sono da analizzare con attenzione, e raccontano come la frequenza all'università sia sempre più un sacrificio per le famiglie.
Partiamo dal capitolo rette. Per le quattro facoltà di Ca'Foscari (Economia, Lettere e Filosofia, Lingue e Letterature Straniere e Scienze) la retta annuale è uguale per tutti: 1273,62, divisa in due rate, la prima di 636,62 euro la seconda di 637. Ci sono poi le riduzioni per chi vince una borsa di studio (e riceve una sorta di assegno mensile) e per chi ottiene alla Maturità un voto dai 98/100 in su: in quest'ultimo caso c'è una riduzione sulla seconda rata di 277 euro. Per i candidati borsisti, comunque, c'è l'obbligo di pagare la prima rata, che in caso di vittoria del concorso viene successivamente rimborsata. Diversa la situazione allo Iuav (Istituto Universitario di Architettura di Venezia) dove se per la triennale la retta è comune (2119 in due rate), la situazione cambia per le specialistiche: architettura e pianificazione del territorio vengono a costare 2119 euro, design e arti 2517. Il maggiore esborso per seguire i corsi di quest'ultima facoltà è motivato dal piano di studi, che prevede una serie di laboratori pratici.
Non di solo sapere vive lo studente universitario, tra una lezione e l'altra deve anche mangiare. Un pasto nella mensa gestita dall'Esu può costare da un minimo 2 euro e 50 a un massimo di 4,50 euro, Ci sono poi le agevolazioni per chi vince la borsa di studio, che ha diritto a un pranzo gratis al giorno. Sul versante della casa, poi, va fatta una distinzione tra chi ottiene un posto in una struttura Esu e chi si rivolge a privati. Nel primo caso i borsisti, che ricevono un contributo economico, pagano 134 euro al mese per una stanza doppia, settanta euro di affitto mensile per la stessa sistemazione, invece, per gli altri studenti. Più difficile tracciare i contorni dell'offerta del mercato privato. E' solo possibile fare stime, partendo dal presupposto che un posto letto in terraferma è meno caro di uno in centro storico. Dormire a Mestre in una doppia costa mediamente dai 200 ai 250 euro, a Venezia il prezzo invece salirebbe dai 250 ai 300 euro. Difficile, poi, fare una stima sul caro libri, a dare un aiuto agli studenti esiste da sempre un mercatino dell'usato fai- da-te.

Autore: Qui risparmio