Non cessa di far discutere il caro
prezzi delle tasse universitarie che, in
tutta Italia, colpisce i più svariati atenei
italiani. Soprattutto per quanto riguarda
i servizi che poi, la stessa
università che ha a che fare con i pesanti
tagli ministeriali, non fornisce.
E non conosce crisi e vacanza il mercato
immobiliare degli affitti per gli
studenti fuorisede costretti ricercarsi
una sistemazione in vista del nuovo
anno accademico.
Sono un vero e proprio esercito i ragazzi che devono districarsi in una giungla di annunci civetta, contratti non registrati, agenzie immobiliari. Una lotta contro il tempo alla ricerca di una sistemazione economica contro la carenza di posti-letto messi a disposizione dalle strutture convenzionate. Su un totale di 46.834 posti-letto disponibili, secondo il Miur, risultano 702.412 gli studenti fuori sede , che tradotto in cifre significa che per ogni studente che riesce a entrare quattordici sono tagliati fuori e quindi costretti a cercarsi una diversa sistemazione.
“Una situazione che rischia di incidere negativamente sulle immatricolazioni degli atenei e far lievitare un mercato immobiliare in nero – denuncia il presidente dell’Adico, Carlo Garofolini – bisogna incentivare gli atenei e le aziende per il diritto allo studio di facilitare la ricerca di un alloggio che garantisca uno standard minimo di comfort e sicurezza e combattere la piaga degli affitti irregolari”.