Dicembre 2011
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M’ILLUMINO DI MENO…PER SCOPRIRE DI PIU’

Cena al buio del 13 febbraio a Loreggia (PD)

 

Non so se è una moda o il bisogno della gente di scoprire di più se stessa dato che in quest’epoca tutti si vive un po’ troppo di fretta e un po’ forse superficialmente, non so se è per il periodo di decadenza, certo è che cenare al buio è diventato proprio “trendy”; non passa settimana che qua e là per l’Italia non si organizzi una cena o sotto l’attenta regia di Slow Food, o per raccogliere soldi per questa o quella organizzazione benefica o, semplicemente, per “emozionare” qualche ora.

E presto a Venezia arriverà anche il carnevale al buio…

Sono passati tanti anni da quando proprio in Veneto era stata organizzata la prima cena per giornalisti, imprenditori ed alcuni esponenti del modo politico regionale e da allora quasi come nella consuetudine di quei paesi dove ci sono ristoranti specializzati per mangiare al buio, in primis la Germania, la Svizzera, L’Inghilterra, il Canada e gli Stati Uniti e adesso anche la Cina, anche in Italia molte decine di migliaia di persone hanno già fatto quest’esperienza.

Quando non si evocano scenari apocalittici le cene al buio non hanno nulla a che fare con la condizione dei ciechi, quando l’organizzazione ed il servizio sono affidati a professionisti è davvero un’esperienza unica, forte, emozionante ed arricchente.

La vista, senso primario e della distanza, accantonata per qualche ora, permette di scoprire quanto siano importanti e ricchi anche gli altri quattro sensi.

Solo varcata la soglia del buio per essere accompagnati a tavola, prende forma il significato del tatto, siamo costretti cioè al contatto con chi ci accompagna ed è davvero una cosa inusuale.
Prestiamo attenzione alle voci, ai rumori; il nostro olfatto ci svela essenze, odori ai quali non avevamo mai prestato attenzione; a tavola è un susseguirsi di emozioni, di liberazioni, si toccano le cose sul tavolo, incontrando magari la mano del vicino, si cerca di capire il viso, l’espressione di chi ci sta accanto dalla modulazione della sua voce; ci si confonde nel bere un bicchiere di vino o nel gustare una carne, un pesce, un formaggio o una verdura su cosa realmente sono, ritrovando piaceri fino a prima insospettati e magari relegando delle certezze consolidate a dettagli trascurabili.

Che piacere sbrandellare una carne con le mani con il gusto di non trasgredire il bon ton; che sensazione trasferire sulle punte delle dita il disgusto o il piacere per una cosa molle o croccante, calda o fredda, i profumi, il gusto si intrigano col tatto e fanno assumere agli alimenti, al cibo, alla preparazione dei piatti una coloratura davvero diversa.

Mai avremmo immaginato, senza aver provato a mangiare al buio, quanto diversi siano gli alimenti, quanto davvero l’elaborazione e la preparazione dei piatti li possa mutare.
E tutto questo ancora una volta lo proveremo in un’occasione speciale: la giornata mondiale del risparmio energetico. Cosa c’è di meglio che spegnere la luce per mangiare ed arricchirci così di nuove esperienze!

Venerdi 13 febbraio a Villa Efesto – Loreggia (PD), dove sono nate le cene al buio in Italia e dove è consuetudine sperimentare il valore della multisensorialità, eccoci ripetere, aderendo alla campagna “M’illumino di meno” del programma radiofonico di Radio2 Caterpillar, una nuova cena al buio con tema “scopriamo la differenza di quattro carni”.

Un evento che segue di pochi giorni una cena incentrata sulla degustazione dei formaggi in Italia, un’opportunità in più per PENSARE, CONOSCERE E CONOSCERSI senza la distrazione della vista, per dimostrare che possiamo alimentare e illuminare la serata solo con la NOSTRA energia.


Autore: Qui Risparmio