
Nell’aria echeggiano proclami; pare che qualcuno con capacità taumaturgiche risolva gli annosi e gravi problemi dell’Italia: sparisce la “monnezza” dalle strade di Napoli e presto gli aerei col tricolore si libreranno nel cielo senza più far ricadere debiti sui cittadini; i soldati per le strade fanno sentire ciascuno più sicuro, le regioni finalmente avranno autonomia fiscale e tutto quindi dovrebbe andare per il verso giusto, la scuola tra voto di condotta e maestro unico risparmierà tanti soldi e forse diventerà finalmente un po’ più selettiva ma, ciò nonostante, in questa stagione in cui solitamente si raccolgono i frutti restiamo troppo spesso ancora a mani vuote.
Chi governa il Paese non ha la capacità e la volontà di incidere profondamente per il cambiamento per la solita paura di perdere un po’ di consenso, visto che fare gli amministratori locali, i parlamentari ed i governanti è davvero un bel privilegio che nessuno vuole rischiare di perdere.
Non si decide così di riformare una sanità che ha degli sprechi enormi a partire dagli stipendi dei medici di famiglia, che in molti casi tutto sono e fanno fuorché i medici; limitandosi nel rapporto con il paziente ad un ruolo impiegatizio che normalmente viene retribuito meno di un quarto di quello che è il loro compenso.
Tanti poliziotti e carabinieri sono impiegati in attività che nulla hanno a che fare con il mantenimento dell’ordine pubblico e quindi senza soldati, che peraltro oggi sono professionisti come loro e non più simbolo della dedizione popolare alla difesa dei valori della Patria, si potrebbe garantire la sicurezza.
Siamo consapevoli che fa più scalpore una rapina o una qualche violenza, ma altri fatti ben più gravi accadono nell’indifferenza generale. senza che qualcuno assuma iniziative per porne rimedio.
Mi riferisco, ad esempio, alla strage quotidiana per incidenti d’auto che, è bene ricordarlo, procura quasi 7.000 morti l’anno e oltre 60mila disabili permanenti.
Altro che i morti o feriti per criminalità!
Abbiamo oggi il Ministero della Semplificazione Burocratica, ma tutto ogni giorno di più si complica in nome di questa o quella necessità, peraltro inutili.
C’è da produrre carte, pagare consulenti, come se il lavoro oggi non sia più il fare, il coltivare, il produrre, l’accudire, ma il risolvere questioni cartacee prive di senso, se non quello di garantire un ruolo ai professionisti della burocrazia.
Sul costo di una casa oltre il 20% è in pratiche burocratiche e imposte; per produrre un po’ di quintali d’uva o di grano il costo per l’assistenza burocratica e le imposte è superiore di gran lunga alla misera somma che, detratte le spese dei concimi, dei trattamenti chimici, potrebbe rimanere al contadino per il suo faticoso lavoro.
Con rapidità incredibile le spese dei carburanti per le auto, dell’elettricità, del gas sono aumentati perché il greggio era schizzato a 150 dollari al barile; oggi che è meno di 100 i prezzi, salvo qualche minimo ritocco, sono rimasti come quelli di fine luglio.
E così davvero chi ha reddito fisso, ha sempre più difficoltà a far tornare i conti per arrivare a fine mese.
Non mi sembra che, nonostante l’introduzione dei voti al posto dei giudizi, del voto di condotta, del maestro unico alle elementari, dato il ruolo preponderante del sindacato degli insegnanti, ci siano veramente le condizioni perché la scuola cambi, diventi davvero meritocratica, selettiva e capace di valorizzare per ciascun alunno le abilità trasferendo i saperi necessari in un Paese che vuole rimanere competitivo.
Spariscono nel silenzio generale tante attività artigiane, chiudono piccole aziende commerciali e, nonostante si parli tanto di accorciare la filiera per la riduzione dei prezzi, quel che è sotto gli occhi di tutti è che dei nostri prodotti, della nostra qualità, se vogliamo spendere meno, non si trova nulla perchè la potenza delle grandi organizzazioni nell’era della globalizzazione ci fa trovare a basso prezzo solo quello che possiamo comprare al LIDL o all’IN’S.
Non c’è quindi da stare allegri nel constatare che ad esempio nei pubblici esercizi, nei mercati rionali si parli sempre meno italiano e davvero capaci loro se quello che abbiamo visto alle Olimpiadi e alle Paralimpiadi ci fa assumere, che ci piaccia o no, la consapevolezza che i luoghi del fare sono ormai altrove.
Anche la tanto strombazzata attenzione sociale e solidarietà pare proprio non alberghi più qui, terra di tonache e di campanili, dato che fin che noi parliamo di diritti umani e di pari opportunità, la Cina ci sta dando una lezione mostrando con orgoglio che i disabili ci sono, ce la possono fare e sono utili per la crescita e lo sviluppo del Paese.
Ho l’impressione che troppi di noi purtroppo siano abituati e convinti di vivere in un mondo surreale, virtuale, quasi in una fiction come quelle che ci narcotizzano ogni qualvolta accendiamo la televisione.
Chissà se qualcuno accanto all’etilometro, al kit di misurazione del tasso di stupefacenti assunti, avrà la capacità di inventare il misuratore “di rincoglionimento” per la gente che ogni giorno di più sta rinunciando alla libertà di essere cittadini.
Autore: Davide Cervellin