Il mio maestro mi ha insegnato
Riflessioni sulla Società e la Politica

Non volevamo certamente fare le Cassandre, ma proprio qualche mese fa dalle pagine di questo giornale avevamo detto “state attenti alle banche e diffidate da quelle organizzazioni che qualcuno continua a immaginare e a volere intoccabili e sempre operanti nel bene”.
Ora sta venendo a galla tutto; non bastavano i bond argentini e Parmalat, le azioni di organizzazioni prive di valore; oggi ecco che davvero i risparmi di tanti ignari cittadini rischiano di volatilizzarsi per la capacità dei venditori di illusioni di far comprare il niente.
E’ proprio questo il guaio di una certa economia di questi tempi: troppo spesso si scambia (si vende e si compra) più facilmente il niente che le cose reali.
Sono tempi in cui si pagano debiti facendo altri debiti, si attribuiscono valori improbabili e alti a cose che valgono poco e non solo la finanza, quella dei giochetti speculativi, ma anche la politica, ovvero chi dovrebbe vigilare, controllare, sanzionare, si sono ben adeguate all’andazzo.
D’altro canto io ricordo sempre quando un mio grande maestro mi ha detto: “altro che alchimie di bilancio, riporti, ammortamenti, cespiti…uno più uno fa due e i soldi o ci sono o non ci sono e diffidare”, mi ribadiva ogni volta che lo incontravo, “ dai guadagni troppo facili, perché spesso nascondono dei tranelli o sono cose poco lecite”.
Provate a pensare in che paese bislacco viviamo: i gestori di tutta questa porcheria, uomini dai colletti bianchi e rispettati nei luoghi del potere del mondo, si sono, attraverso le stock option, attribuiti somme inimmaginabili, decine di milioni di euro come fossero noccioline…
Ci siamo forse dimenticati, solo per ricordarne alcuni, le fulgide e ricche carriere di Roberto Colaninno, Alessandro Profumo, Corrado Passera, solo per citare i più noti?
E i poveri risparmiatori come mio padre??? Mio padre che, appena diciottenne, si trovò, per la sola colpa di essere italiano, a scontare due anni di campo di concentramento e quando, dopo un incredibile viaggio di ritorno da quella Russia che l’aveva strappato alla follia nazista, aveva lavorato una vita per lasciare a mia madre e ai suoi figli i risparmi secondo le modalità consigliate dai direttori di banca, eccoti oggi il premio del suo tanto sacrificio, del suo tanto zelo: lui che dall’Italia non aveva avuto niente, neanche la pensione, a mia madre e a noi figli, per aver avuto fiducia nella banca, ha lasciato un po’ di carta straccia, priva di valore.
Proprio un anno fa, di questi tempi, mi trovavo la sera a passeggiare nel centro di Francoforte dopo una gradevole cena e, zigzagando nel centro della città, eccomi sotto la torre della BCE, segno inconfondibile, anche da lontano, di potere, con le sue luci e i suoi veloci ascensori che salgono rapidi verso il cielo.
Limousine con messi in livrea; con un po’ di sfrontatezza siamo entrati nella hall fino a quando delle guardie non ci hanno fermato ed invitato ad uscire in fretta.
Che strana sensazione! Quello sfarzo, quel senso di strapotere che trasudava da quegli uomini in doppio petto con le borse di cuoio nero sotto il braccio, che sparivano in fondo alla hall dietro le porte dell’ascensore.
Che distacco, pensavo, da chi lavora, da chi produce davvero qualcosa, da chi, alla fine di ogni giornata, ha dato davvero un piccolo, grande contributo a far mangiare, a far star bene, a far vivere l’umanità.
Questa mattina stranamente eccomi ritornare la sensazione di nausea provata in quei minuti nella hall della BCE di Francoforte quando, ascoltando la rassegna stampa alla radio, ho udito che il nostro governo ha approvato nel Consiglio dei Ministri straordinario, l’istituzione di un fondo di garanzia di 30 miliardi a sostegno delle banche.
Come dire che qui si premiano i furbi ed i colpevoli, quelli che hanno rubato i soldi alla gente ancora una volta sono garantiti e tutelati coi soldi della povera gente perché non si può non ribadire a chiare lettere che quando il governo stanzia fondi, quei fondi non vengono generati da una qualche bacchetta magica di un taumaturgo o di chissà quale altro folletto, ma sono ancora una volta solo e soltanto i nostri soldi.
Insomma, cari lettori, mi piacerebbe tanto che questa storia ci aprisse un po’ gli occhi e ci preservasse da quei pifferai magici che non sanno far altro, con la loro suadente musica, che rimpinguare le loro tasche, svuotando quelle di tutti gli altri.
E solo il cielo sa da quanti pifferai dobbiamo guardarci in questo periodo!
Allora torniamo ai fondamentali; impariamo a consumare ciò che realmente serve consumare, impariamo a scegliere i servizi, impariamo a risparmiare per ciò che è utile risparmiare, impariamo a capire chi scegliere quando dobbiamo essere governati, non diamo con troppa facilità fiducia a quelle istituzioni capaci soltanto di arricchire se stesse portando questa società a smarrire i valori e la fiducia nel futuro.
Quando apriamo gli occhi al mattino dobbiamo pensare positivo ed essere felici perché siamo vivi e la vita vale comunque la pena di essere vissuta.
Quando è notte e per il giusto riposo chiudiamo gli occhi, sarebbe davvero bello avere la consapevolezza di aver fatto qualcosa per il nostro star bene e lo star bene degli altri e aver avuto un qualche gesto di irriverenza per qualcuno, cosiddetto perbene, che col suo colletto inamidato sullo scranno di un qualche organo di potere, merita in verità solo di essere ridimensionato al più presto a vivere tra la gente comune.
Autore: Davide Cervellin