Le aziende di telefonia italiane non rispettano più i consumatori. Lo dimostrano le continue condanne inflitte dalle Autorità di regolazione. Le sanzioni elevate, purtroppo, non modificano il comportamento lesivo nei confronti dei consumatori, i quali continuano a subire:
pubblicità ingannevole; contratti non trasparenti; furto d’identità; servizi non richiesti (sms a pagamento, abbonamenti, suonerie, etc.); portabilità in tempi imprecisati; linee guaste; internet mobile senza regole; superbollette senza giustificato motivo; mancato avviso superamento costi; tariffe alte. Il monito dell’Antitrust è finalizzato a favorire una reale concorrenza mediante l’abbassamento dei costi per i servizi, in considerazione di utili fortemente in ascesa nell’ultimo periodo.
I servizi di telefonia mobile alimentano un mercato da 4 miliardi di euro l’anno (2 miliardi di soli messaggi di testo), e che è previsto ulteriormente in crescita. Il traffico SMS, in costante aumento, dovrebbe portare ad un abbattimento del prezzo di ogni singolo messaggio di testo inviato, mentre la realtà dei fatti parla di un esborso economico ancora superiore alla media europea. Anche l’ingresso di nuovi operatori virtuali non sta dando i risultati sperati, per il fatto che questi devono comunque versare una tassa per l’utilizzo degli impianti già presenti sul territorio. -
Boom anche delle connessioni ad Internet attraverso reti cellulari, che nel 2008 hanno rappresentato il 38% dei fatturati presi in esame (748 milioni di euro). Anche in questo caso per i clienti non è facile districarsi nella giungla di offerte e tariffe proposte dagli operatori.
Per tradurre concretamente le intenzioni dell’Antitrust servono ora una serie di norme a favore dei consumatori e l’applicazione di quelle già vigenti. Una di queste è rappresentata dall’introduzione di procedure più chiare e agevoli per la disdetta e la disattivazione dei servizi.
Non bastano i richiami e gli inviti alle aziende pronunciati dall’Autorità garante per le comunicazioni e dall’Autorità per la concorrenza e il mercato, come nell’ultima indagine congiunta. Occorrono azioni precise che costringano le aziende italiane a cambiare radicalmente comportamento nei confronti del consumatore.
Adiconsum chiede l’immediata convocazione del Tavolo permanente Authority-Consumatori.