Dicembre 2011
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MUTUI: SI TEME L’EFFETTO DOMINO

Sono ancora tutti da definire gli effetti della crisi dei mutui “subprime” che ha colpito gli Stati Uniti.

Anche se il Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio rassicura che non c'è nessun rischio per l'Italia, i mercati finanziari continuano ad essere perturbati. Intanto i mutui “nostrani” non si fermano. Ma stanno rapidamente cambiando.
Un po’ di stress nell’aria c’è davvero.
Ma a soffrirne non sono tanto i clienti, quanto i funzionari di banca che si occupano del settore mutui. Stress da superlavoro. Incredibile ma vero: nonostante le notizie che arrivano dagli Stati Uniti (la crisi innescata dai cosiddetti “mutui subprime”), il mercato dei mutui a livello locale non ha subito arresti, anzi. “E’ una questione di diversa mentalità - ci spiega Giuseppe Artico del Centro Domus della Cassa di Risparmio di Venezia. - Negli Stati Uniti le persone sono abituate a cambiare casa molto spesso, si calcola circa otto volte nel corso della vita, saltando da un posto all’altro, da un mutuo all’altro. Qui da noi per cultura le persone sono aggrappate con le unghie e con i denti alla casa, in genere l’abitazione che le accompagnerà per la vita e che difendono a costo di grandi sacrifici”. Il funzionario ci spiega che comunque degli effetti la crisi d’oltreoceano li ha provocati: alla Carive il 70% dei mutui è stato portato a tasso fisso.
Non solo i contratti stipulati negli ultimi mesi, ma anche i vecchi mutui per i quali gran parte dei clienti, inevitabilmente presi dall’ansia, hanno chiesto la rinegoziazione.
Del resto, solo pensando a settembre, sulla scia della crisi dei mercati la rata di prestito a tasso variabile per un mutuo ventennale da 100.000 euro ha registrato un rialzo medio del 3%, con punte fino al 5% per i mutui a 30 anni.
“Ciò che allora sembrava un vantaggio - afferma Adiconsum - oggi rischia di essere un boomerang. Le conseguenze sul bilancio familiare sono pesanti: un'intera mensilità di retribuzione deve essere spesa per pagare gli interessi aggiuntivi.
Considerata la prevalenza dei mutui a 15-20 anni ed ipotizzando un mutuo stipulato nel 2001, per questa famiglia significa che l'aggravio degli interessi su base annua per le decisioni della BCE ammontano a ben 800 euro per un mutuo a 15 anni che salgono a 1000 euro nel caso di 20 anni e a 1200 euro nel caso di un mutuo a 30 anni.
Una spesa questa che molte famiglie hanno compensato con una riduzione delle vacanze, della spesa per l'abbigliamento e per l'alimentazione.
Due le strade che si prospettano ai consumatori: rinegoziare, appunto, il mutuo (ad esempio allungandone i tempi) o sfruttare la portabilità introdotta dal decreto Bersani.
Proprio come si fa per il numero del telefonino quando si passa da un gestore all’altro, un mutuatario può trasferire il suo debito ad un'altra banca che gli propone condizioni migliori, riducendo al minimo costi e formalità.
Sulla carta l’operazione è semplice, ma di fatto le procedure da parte degli istituti di credito sono ben più complesse. Rinegoziare un mutuo con la propria banca, invece, è un’operazione semplice che consiste nella riscrittura del contratto, senza oneri per il cliente. Solo nell’eventualità che si decida di allungare la durata del mutuo si deve pagare il notaio. “La Banca si fa carico di queste operazioni perchè ha interesse che il cliente non cada in una situazione di stress - aggiunge Artico-. Nel 90% dei casi l’acquisto della casa è una scelta di vita che li lega a noi per 30 anni. Non bisogna abbandonarli e nel contempo occorre arginare il senso dieuforia che accompagna il momento dell’acquisto di una nuova casa. Ad esempio - aggiunge il funzionario - molte persone non pensano certamente all’eventualità di perdere il posto di lavoro, ma noi sappiamo che ci sono dei settori potenzialmente “a rischio” e per questo abbiamo previsto la copertura dell’eventuale “buco” per 12 mesi, per tre volte nell’arco dei primi 10 anni. Più in generale - conclude - vogliamo che i nostri clienti siano tranquilli. Preferiamo stabilire una rata ragionevole fissa, aumentando il tasso e allungando la durata del mutuo, lasciando però alle persone la libertà di concedersi qualche extra, come la pizza al sabato sera.
Così si evita lo stress del mutuo”.
Sostituire il mutuo per distribuire il rimborso su un periodo più lungo può giovare davvero alla qualità della vita. Ma abbassare la rata rappresenta un aumento della spesa considerevole.
Per esempio: se prendiamo in esame un mutuo al 5% con capitale residuo di 50.000 euro e 6 anni rimanenti, la rata mensile ammonterà a 805 euro. Volendo ridurre l'esborso mensile si potrebbe ripianare il debito su 15 anni anziché 6. Ma la differenza da rimborsare salirebbe così da 57.960 Euro (805 x 72 rate) a 76.680 Euro (426 x 180).
I benefici fiscali verranno tuttavia conservati.
C’è anche chi, vista la situazione, ha pensato bene di estinguere anticipatamente il debito con la banca, forte della ultime decisioni: per i mutui a tasso variabile, per i mutui a tasso misto e per i mutui a tasso fisso stipulati prima del 2001 la penale massima in caso di estinzione anticipata del mutuo è fissata a 0,50% ; se invece si chiede l'estinzione del mutuo negli ultimi 3 anni dello stesso a penale massima scende a 0,20%, mentre per i gli ultimi due anni di mutuo non è prevista nessuna penale. - per i mutui a tasso fisso stipulati dopo il 2001 la penale massima sarà di 1,90% per chi chiede di estinguere il mutuo durante la prima metà dello stesso, invece per chi vuole estinguere il mutuo nella seconda metà la penale massima scende al 1,50% mentre per il terzultimo anno la penale scende allo 0,20% e negli ultimi due anni la penale si azzera.

L’ORIGINE DELLA CRISI: I MUTUI “SUBPRIME”

La causa del terremoto che sta scuotendo l'economia americana e le borse mondiali porta il nome di mutui subprime. Di cosa si tratta? I “subprime” sono i mutui casa concessi a clienti meno sicuri che offrono scarse garanzie, come lavoratori precari, pensionati, extracomunitari o tutti quei soggetti a cui non è stato concesso un prestito in banca. Questi mutui, concessi a tassi più elevati rispetto a quelli di mercato, a causa del costante aumento dei tassi d’ interesse, hanno portato i debitori a trovarsi in una situazione di insolvenza. I debiti contratti per i mutui Subprime sono stati cartolarizzati dagli istituti finanziari che hanno in seguito emesso obbligazioni ad alto rendimento (e di conseguenza alto rischio, come per l’Argentina) che sono state acquistate da molti investitori. Un dato molto importante su cui riflettere è che negli Stati Uniti dal 1998 un mutuo su quattro è considerato Subprime e di conseguenza rappresentano un mercato ad alto rischio. La più grande paura è che la crisi dei mutui subprime si estenda anche a quelli di più alta qualità e di conseguenza all'intera economia e che venga a crearsi una crisi delle liquidità (credit crash). I mutui subprime, concessi alle persone meno abbienti, pesano negli Stati Uniti per il 10% del mercato. In Europa il fenomeno - esclusa l'Inghilterra - è decisamente meno rilevante. Assolutamente marginale in Italia. Secondo i dati ufficiali dell'indagine Assofin-Crif (la centrale rischi finanziari), al 30 giugno 2006 il tasso di insolvibilità sui mutui si attestava all'1,5% e quello sui prestiti al consumo al 2,7%, livelli del tutto "fisiologici" per gli esperti.).

LA CRISI DEI MUTUI E L’ECONOMIA

La crisi dei mutui subprime negli Stati Uniti è stata "più forte del previsto": per questo l'Ocse ha deciso di tagliare le previsioni di crescita dell'Unione europea dal 2,7 al 2,6%, e degli Usa dal 2,1 all'1,9% per quest'anno. Lo ha annunciato il capo economista dell'Organizzazione, Jean- Philippe Cotis, sottolineando che le prospettive di crescita sono "meno promettenti".
Negli StatiUniti, ha aggiunto, "per ora la nostra diagnosi è quella di un rallentamento, ma non possiamo escludere una recessione". "Scarso", invece, il contagio della crisi in Europa.
Nei giorni scorsi il Cicr, Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio ha affermato che "il quadro per l'Italia, nonostante le problematiche emerse, si presenta nel complesso rassicurante".
La diagnosi è che “in Italia il male non ha attecchito, mentre la terapia è di tipo preventivo visto che non c'e' nessun malato". La crisi dei mutui - ha dichiarato ilMinistro Antonio Di Pietro - "é stata provocata da una furbata, che chiamano ingegneria contabile, ossia iscrivere fuori bilancio le operazioni di mutui subprime, ma questo fenomeno non ha riguardato le societa' italiane".


Mutui d’argento

DOMANDA
Una persona che abbia tutte le caratteristiche di affidabilità finanziaria e di reddito ma un età superiore ai 70 anni può richiedere un mutuo? E se una banca si rifiuta di concederlo che cosa può fare il richiedente?

RISPOSTA (a cura dell’ADICO)
E’opportuno sapere che le banche hanno la facoltà di prevedere un limite di età entro il quale deve essere concluso il rimborso del mutuo. Questo di norma è di 70 o 75 anni. Il limite è contenuto nelle norme sulla trasparenza.
Deroghe a queste regole possono essere concesse solo a discrezione dell'istituto che dovrà valutare se ci sono i presupposti per farlo.


Autore: Alessia Da Canal