Adiconsum Veneto prosegue nella propria "missione" a difesa dei consumatori, mandando in stampa l'ultimo dei manuali monografici finalizzati a far crescere la cultura di un consumo più consapevole e responsabile. L'ultima fatica degli esperti di Adiconsum è dedicata alla giustizia alternativa, che vuole essere un utile supporto per tutti coloro che si trovano in difficoltà nell'affrontare i problemi della giustizia al di fuori dell'ordinamento giuridico tradizionale.
Tra gli strumenti a disposizione dei consumatori, già da tempo Adiconsum ha scelto quello della "conciliazione", che permette di dirimere controversie tra imprese e cittadini. I consumatori dispongono però di molte le strade che permettono di evitare il ricorso alla giustizia ordinaria: le Commissioni Arbitrali e Conciliative presso le Camere di Commercio, il CoReCom (Commissione Regionale Comunicazioni), il difensore civico, il giudice di pace. Il fascicolo, in distribuzione in questi giorni, è disponibile presso le sedi Adiconsum di tutte le province del Veneto e presso la sede regionale di Mestre, in via Piave 7 (info anche e.mail all'indirizzo adiconsum.
veneto@cisl.it).
Dal prossimo numero di QuiRisparmio pubblicheremo alcuni esempi di come si risolvono le controversie.
Per segnalare eventuali "disservizi" postali,è necessario inviate a Poste Italiane una lettera di reclamo, utilizzando un modello disponibile presso tutti gli uffici postali. Una volta riempiti i campi riservati ai vostri dati anagrafici, dovrete indicare nei riquadri E ed F il motivo del vostro reclamo, come ad esempio l'orario di apertura non rispettato, l'eccessiva attesa, il comportamento apparentemente scorretto del personale, l'interruzione del collegamento telematico, il computer che ha fatto le bizze ecc, avendo cura di indicare l'ufficio postale in cui si è verificato il disservizio. Entro 40 giorni lavorativi dalla presentazione del reclamo, le Poste dovrebbero darvi una risposta.
Se non arriva, o se non la riterrete soddisfacente, avrete altri 30 giorni per passare alla fase due, attivando gratuitamente una "procedura di conciliazione".
Per la conciliazione, verrà nominata una commissione ad hoc, composta da un uomo di Poste Italiane e un rappresentante delle associazione dei consumatori, che valuterà il vostro caso.Anche per chiedere la conciliazione basta compilare e spedire un modello disponibile in tutti gli uffici postali, o scaricabile via internet. La commissione di conciliazione dovrà chiudere la procedura entro 120 giorni: se vi darà ragione, potrete ottenere un risarcimento fino a un massimo di 500 euro.
Sia che il contribuente compili da sè il modulo, sia che provveda a farlo il Caf, la responsabilità sull'esattezza dei conti e sulla correttezza nella compilazione dei quadri è sempre e solo del Caf. Per questo se arriva un accertamento dovuto ad errori di compilazione o di calcolo, oppure se si scopre di aver pagato di più perchè il Caf non ha applicato tutte le detrazioni previste, si ha il diritto di essere risarciti.
Per legge, infatti, tutti i Caf per poter essere abilitati ad operare debbono sottoscrivere un'apposita polizza assicurativa al fine di garantire agli utenti il risarcimento dei danni eventualmente provocati dall'assistenza fiscale prestata.
Tutti i clienti Enel potranno chiedere un rimborso di circa 18-20 euro. Coloro che hanno effettuato il pagamento delle bollette Enel in posta dal gennaio 2003 al febbraio 2006 potranno chiedere il rimborso del maggior costo sostenuto per il pagamento.
Lo ha stabilito l'autorità per l'energia che ha comminato all'Enel una sanzione amministrativa.
"Sino al febbraio 2006 - spiega Valter Rigobon, segretario generale Adiconsum Veneto - l'Enel non ha infatti indicato nelle bollette elettriche dei clienti domestici le modalità da utilizzare per pagare, senza costi aggiuntivi, gli importi delle stesse. Questa decisione permette ai clienti domestici che hanno pagato la bolletta elettrica attraverso gli uffici postali di chiedere all'Enel il rimborso delmaggior costo sostenuto, cioè un euro in più dell'importo indicato in bolletta". Coloro che hanno effettuato la domiciliazione bancaria della bolletta non possono richiedere alcun rimborso perché questo tipo di pagamento è gratuito.
L'agenzia Casaclima/Klimahaus di Bolzano ha certificato il primo edificio a basso consumo energetico della provincia di Treviso. Il certificato si riferisce ad un edificio residenziale a 5 alloggi realizzato dalla ditta Boscarato Costruzioni srl di Pieve di Soligo a Pezzan d'Istrana, il quale rientra nella classe B dello standard Casaclima: il suo consumo energetico comporta l'uso di massimo 5 litri di gasolio o 5m³ di gas permetro quadro l'anno, laddove una casa tradizionale di litri ne consuma almeno 15. L'edificio di Pezzan è stato progettato dall'architetto Diego Speranza di Santa Lucia di Piave che, pur nei vincoli imposti da Casaclima, ha infuso all'edificio uno stile personale e orientato al benessere degli occupanti.
Un carrello da 100 euro di scontrino può costare il 25% in meno se lo shopping diventa oculato, acquistando prodotti non reclamizzati e dal marchio meno noto. Una recente indagine condotta nei supermercati del Veneto mette in luce che il risparmio può essere reale. Messi a confronto due carrelli di 14 prodotti si nota che per i prodotti tipici o di marca si va da un minimo di 35 euro (spesa fatta all’Auchan) ad un massimo di 44 euro (Pam). Negli stessi supermercati il prezzo diminuisce se si scelgono prodotti a marchio “privato” (Auchan e Sorriso) scendendo a 27 euro nel primo caso e a 36 nel secondo. Il risparmio è anche maggiore, avvertono da Adico, se si evita di essere attirati dai cosiddetti "prodotti civetta", rischiando di tornare a casa con un carrello pieno di prodotti inutili o non necessari.