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IL DECRETO DELLA SICUREZZA


Sulla scia delle recenti tragedie sul lavoro è passato, anche se non è stato accolto con particolare entusiasmo, il nuovo decreto sulla sicurezza, un provvedimento complesso composto da 330 articoli. Questi i punti principali: per i reati più gravi è previsto l’arresto da 6 mesi a 1 anno e mezzo, convertibile in sanzioni da 8 a 24 mila euro. Un regime sanzionatorio pesante, ma reso più soft rispetto alle versione originale, quello per i datori di lavoro che non rispettano la legge sulla sicurezza. Nel testo iniziale l’esclusività dell’arresto (da sei mesi a due anni) era previsto nel caso in cui il datore di lavoro non avesse effettuato la valutazione dei rischi nel caso di centrali termoelettriche, fabbriche di esplosivi, aziende industriali con più di 200 dipendenti, aziende estrattive con oltre 50 dipendenti, cliniche, aziende con rischi biologici o che si occupano dello smaltimento e della bonifica dell’amianto. Nell’ultima versione l’arresto previsto va da 6 mesi ad un anno e mezzo e può essere tramutato in ammenda pecuniaria. La vigilanza sull’applicazione delle norme sulla sicurezza è svolta dalle Asl e dai vigili del fuoco. Ma anche gli ispettori del Ministero del lavoro possono esercitare attività di vigilanza. “Inasprendo le pene non si salva nemmeno una vita umana perché bisogna prevenire. L’impianto è tutto spostato sulle sanzioni e non sulle regole”, ha commentato il presidente degli industriali Luca Cordero di Montezemolo. E così la pensa anche chi di sicurezza di occupa da una vita, come il signor Girardi, titolare della Società Veneta Servizi che alle aziende fornisce consulenza, ma anche ausili tecnici. “Bisognava incentivare anche i piccoli imprenditori che vogliano rendere più sicuri gli ambienti di lavoro per i loro dipendenti, magari sotto forma di sgravi fiscali. Ma il problema vero - sottolinea Girardi - è la diffusione della cultura della sicurezza, principalmente nei settori dell’edilizia e della metalmeccanica, tra gli stessi lavoratori. Un momento fondamentale - prosegue - è la formazione; è importante che i lavoratori siano consapevoli dei rischi che corrono, per esempio non indossando il caschetto o le scarpe studiate appositamente. Soprattutto - conclude Girardi, è importante che i lavoratori imparino a chiedere aiuto o un consiglio, se non si sentono sicuri, a chi ha più esperienza e più in generale che pensino sempre a quello che stanno facendo”. Come dire: a volte basterebbe solo il buon senso per evitare queste terribili disgrazie. 

Autore: Qui Risparmio