ANCHE IL FUNERALE SI PAGA A RATE
Sempre più persone, per pagare il funerale, sono costrette a chiedere il pagamento rateizzato. Alcune imprese funebri avrebbero talmente tante richieste in tal senso, da essere state costrette ad instaurare precisi accordi con finanziarie. Secondo una stima del Codacons il 10% degli italiani chiede il pagamento a rate per le onoranze funebri. Ma nelle grandi città si arriva al 20%, a Genova si arriva a punte del 40 per cento di pagamenti rateizzati. Ed è una reltà che trova conferma anche a livello locale. Una recente indagine svolta dalla Tribuna di Treviso ha evidenziato che sempre più spesso, anche nella Marca, si ricorre alle rate per pagare i funerali e c'è anche chi è costretto a stipulare un piccolo mutuo, con intervento di una finanziaria. Mutui piccoli, ma che possono creare guai soprattutto se si sommano ad altri, come quello per la casa o l'auto. A fronte degli alti costi di un funerale.In crescita, per la stessa ragione, è la cremazione, soprattutto dal momentoche per legge è possibile anche tenere le ceneri in casa o disperderle, risparmiando, quindi, parecchio sulla concessione del loculo. "Il costo di una cremazione, osserva il Codacons, si aggira mediamente intorno ai 300 euro, alcuni Comuni la fanno anche gratis per i residenti. Il Codacons invita il Governo, intenzionato a ridurre le tasse, a iniziare a togliere almeno quelle sui morti. Ancora oggi, quando si muore in casa, bisogna pagare una tassa per il rilascio del certificato di constatazione di decesso rilasciato dall'ufficiale sanitario dell'Ulss, 35 euro + un euro di bollettino postale. Per non parlare del diritto fisso sul decreto di trasporto (58 euro + 2 o 3 marche da bollo da 14,62 euro) che chiedono i Comuni in cui è avvenuto il decesso. Sono tutte pratiche spesso svolte dalle imprese di onoranze funebre, ma non sempre. Ragione per la quale - scrive il Codacons - in alcuni casi i parenti del defunto sono costretti, persino in quei momenti, a dover fare pure la coda in Posta per pagare 35 euro.
Autore: Qui risparmio