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Non servono i grandi esperti di economia per capire che questo è un buon momento per comprar casa. E' sufficiente sfogliare una delle tante riviste con gli annunci di compravenidita immobiliare, per constatare che i prezzi si sono progressivamente ridimensionati (in media -8%).
MA QUANTO PUO' RENDERE IL MATTONE?
Con il 4,6% di rendimento lordo annuo, Milano è la città dove l'investimento nel mattone paga di più: il capoluogo lombardo supera Roma (4,2%) e Torino (4,4%) nel confronto tra le principali città italiane. Lo rileva l'ufficio studi di Idealista.it, società di annunci immobiliari gratuiti per privati, che ha messo in relazione il prezzo medio degli immobili rilevati a luglio con i canoni di locazione registrati nello stesso periodo. Un rendimento pari al 4,6% si colloca al livello dei buoni del tesoro a 10 anni.
Recentemente Altroconsumo ha effettuato una simulazione considerando l'acquisto di un box in un'area semicentrale di Milano e mettendo a confronto il rendimento con quello dei Buoni del Tesoro Poliennali a lungo termine. E, considerando il prezzo di acquisto di un box a Milano in una zona semicentrale ed in un immobile che non è di nuova costruzione, ai prezzi correnti e considerando tutte le spese, si arriva ad un rendimento netto del 3%, ovverosia inferiore a quello offerto da un Btp a dieci anni. Oltre al prezzo di acquisto, infatti, occorre considerare ai fini del rendimento netto anche le spese per il notaio, le imposte di registro, l'ICI, la tassa rifiuti ed eventuali spese straordinarie; occorre poi considerare che in sede di dichiarazione dei redditi la rendita del garage sarà tassata in base all'aliquota determinata in funzione del proprio reddito.
CONVIENE PAGARE UN MUTUO PIUTTOSTO CHE UN AFFITTO
Il mutuo è più conveniente dell'affitto. è quanto emerge dall'ultima indagine di mutuionline, che ha confrontato il costo dell'affitto con quello dell'acquisto di un immobile nella periferia di roma e di milano, ipotizzando un mutuo al 100% o all'80%, con diverse soluzioni di tasso e di durata. per fare un esempio, a milano l'affitto di un immobile valutato 106.000 euro costerebbe 700 euro/mese, mentre la rata di un mutuo al 100% andrebbe da un minimo di 404 euro per un variabile a 30 anni, fino a un massimo di 723 euro per un fisso a 20 anni. a parte la convenienza della rata rispetto al canone, il mutuo consente di accedere alla proprietà dell'immobile, mentre invece l'affitto è una spesa pura a fronte della quale la famiglia non accumula alcun valore. Curiosità: alle famiglie del Sud sono concessi più mutui ma a tassi più cari, il doppio rispetto e quelle del Centro-Nord. Il divario fra le 2 parti del Paese emerge dal rapporto di Bankitalia sull'andamento del credito delle regioni italiane nel secondo trimestre del 2009.
LA SCELTA DEL MUTUO
Chi era titubante non abbia più dubbi: è questo il momento giusto per stipulare un mutu. E dal momento che i tassi di interesse sono scesi ai minimi storici risulta conveniente sia il mutuo a tasso fisso che quello a tasso variabile. Qual è il mutuo giusto? Che si tratti di fisso o variabile i tassi sembrano comunque vantaggiosi. Il variabile, oggi, si aggira addirittura in zona 1%, o poco sopra, mentre il fisso viaggia poco sopra al 5% anche per le offerte di prestiti con un ammortamento di 20 e o di 30 anni. Di fatto, mediamente, la differenza tra fisso e variabile di questi tempi è di tre punti percentuali e mezzo. Tradotto in soldoni significa, per esempio, che su un prestito da 100mila euro per 30 anni la rata indicizzata può costare anche il 40% in meno rispetto a quella fissa (359 contro i 549 euro al mese).
In questo momento il tasso di interesse variabile è più o meno all'1%, mentre il fisso è circa pari al 5%. Scegliendo il variabile il risparmio è evidente, ma ci si chiede fino a quando sarà così appetibile. Una soluzione equilibrata potrebbe essere il tasso misto. In sostanza ci comincia con il mutuo a il tasso variabile e nel momento in cui i tassi Euribor dovessero crescere molto, si può passare al tasso fisso, per tutta la durata del mutuo. Un'operazione resa possibile da quando è stata introdotta la portabilità del mutuo, con il decreto Bersani. In questo modo è possibile cambiare la tipologia di Mutuo a costo zero, senza dover pagare penali. Molti istituti di credito concedono senza difficoltà la surroga del mutuo: in base agli indici dei tassi e alle disponibilità economiche del cliente è possibile rinegoziare il proprio mutuo e magari sostituirlo di nuovo tra qualche mese.
IL MUTUO AFFITTO DI POSTE ITALIANE
Con questo tipo di mutuo si può usufruire del vantaggio del tasso variabile, ma mantenedo la rata mensile costante nel tempo.
Perché al variare del tasso di interesse non sarà il costo della rata a cambiare, ma bensi' la durata del finanziamento, cioé se aumenta, gli anni da pagare saranno di più,. Vale il contrario se diminuisce.
La durata massima del Mutuo Affitto è di 30 anni. Qualora si verificassero aumenti del tasso di interessi da superare il limite massimo di tempo per il rimborso (30 anni), la somma eccedente sarà pagata con una maxirata finale fino a € 9.999, al di sopra di questa cifra sarà allungato il piano di ammortamento.
a crisi economica da una spinta alle compravendite di nuda proprietà. Da una parte ci sono proprietari anziani alle prese con le difficoltà giornaliere del tirare avanti. Dall’altra crescono gli acquirenti che, traditi dalla Borsa e ai Titoli di Stato, investono nel mattone "con ospite". La tendenza è confermata da diverse analisi degli operatori del settore.
Secondo l’istituto di ricerche Scenari immobiliari quest’anno il numero delle compravendite, tra le 47 mila e le 48 mila, farà segnare il 6-7% in più sul 2008, a fronte di un calo pari al 15% delle vendite totali. Anche le agenzie immobiliari registrano una buona tenuta del mercato alla crisi, il centro studi Toscano mette in evidenza una significativa crescita dell’offerta nel corso dell’ultimo anno. "E’ un fenomeno in evoluzione – spiega Mario Breglia, presidente di Scenari immobiliari – dal 2000 al 2004 le transazioni di nude proprietà sono raddoppiate, da 18 mila sono passate a 35 mila per schizzare a 50 mila nel 2007″. E se ora tutta l’economia vede lontani i risultati pre-crisi, le transazioni di nuda proprietà stanno già recuperando il terreno perso nel 2008, anno in cui si è registrata "una discesa rilevante (-10%) ma comunque minore rispetto a quella del mercato immobiliare generale". Quindi sempre più over-65 alle prese con la pensione troppo bassa, tipici venditori, e sempre più padri di famiglia benestanti inclini a investire sul mattone, tipici acquirenti. Anzi si può dire che gli strascichi della Grande Recessione esercitino un effetto trainante sul settore. "Oggi gli anziani proprietari impoveriti possono trovare una soluzione al loro bisogno di liquidità proprio nella vendita della nuda proprietà, che consente di mantenere l’usufrutto", così Breglia spiega l’aumento delle messe in vendita. Un incremento notato anche dall’agenzia immobiliare Toscano e da Confedilizia, l’organizzazione dei proprietari di casa, che ha registrato "una crescita di interesse su questo strumento". Gioca a favore anche quello che viene definito un "doppio sconto": il pagamento del 70% del valore dell’immobile solitamente previsto per la nuda proprietà e il calo dei prezzi del 15-20% dovuto alla crisi del mercato. La "nuda proprieta" rimane comunque un mercato ancora limitato. Nonostante l’evoluzione non rappresenta più del 5-6% sul totale delle compravendite. Per ragioni soprattutto culturali. "In molti casi l’ostacolo è il senso di vergogna che si prova, in fondo si tratta di una scommessa sulla morte, quanto più precoce, di un essere umano", spiega Breglia. A frenare la crescita c’é poi il senso di unità familiare tipico degli italiani. "Il venditore spesso agisce di nascosto dei parenti, che nella stramaggioranza dei casi data la vicinanza vengono a sapere e ovviamente si oppongono", fa notare Breglia. L’Italia, avendo il 90% di ultrasettantenni con casa di proprietà, potrebbe essere un mercato potenzialmente molto forte per le nude proprietà, ma invece rimane indietro rispetto al altri paesi. Del resto questo tipo di acquisto si registra tipicamente dove i legami familiari tendono ad allentarsi, nelle grandi città metropolitane, specialmente in quelle dove l’invecchiamento della popolazione si fa sentire. Genova ha la percentuale più alta (6,1% degli acquisti di nuda proprietà sul totale delle compravendite) seguita da Roma (4,5%), Milano e Bologna (4%). Ecco le percentuali di nuda proprietà sul totale delle compravendite in alcune città italiane nel primo semestre 2009, secondo le stime di Scenari immobiliari. Genova 6,1% Roma 4,5% Milano 4,0% Bologna 4,0% Firenze 3,5% Torino 3,8% Venezia 2,0% Bari 1,5% Napoli 1,0% Palermo 0,5%4%).