Dopo una continua corsa al rialzo, con impennate annuali anche del 10%, il mercato immobiliare ha il fiatone. C'era da aspettarselo. Per il 2006, a dire il vero, ci si attendeva una crescita intorno all'1,6%, ma i primi mesi dell'anno parlano di uno 0,6%, secondo il centro studi di Retecasa, che analizza il mercato in base ai dati raccolti nelle 75 agenzie attive in tutta la Regione.
Stiamo parlando di un rallentamento, ovviamente, niente a che vedere con la parola crisi. Il mattone garantisce sempre un ottimo reddito, se confrontato con altri tipi di investimento. La finanza immobiliare (mutui, leasing, fondi, azioni di società quotate) ha sempre maggiore rilievo con un ampliamento dell'offerta di prodotti. L'aumento dei prezzi sembra collegato più che altro alla crescita dei costi di costruzione delle abitazioni, sempre più attente a quei particolari che permettono un isolamento acustico e termico. La qualità delle case è più elevata, non per un vezzo, ma in base alle nuove normative entrate in vigore ed è previsto il pagamento di pesanti penali nel caso fossero violate dai costruttori. Le case costano di più anche per questo.
Ma il raffreddamento generale del mercato immobiliare è dovuto, secondo Retecasa, anche all'aumento dei tempi delle trattative. Gli immobiliaristi in questi anni si sono trovati ad acquistare terreni supervalutati e a generare un numero di abitazioni sovradimensionate. In sostanza: ci sono tante nuove case a disposizione tra palazzine, bi e tri-famigliari, villette a schiera, etc... e la gente non sa che cosa scegliere! Così i tempi di trattativa si sono allungati notevolmente e prima di decidere dove andare ad abitare l'acquirente ci pensa anche sei mesi.
Il record degli immobili in eccedenza, però, riguarda soprattutto gli edifici ad uso produttivo. Un capannone su sette, in Veneto, sarebbe inutile.
Quanto ai prezzi di vendita, il centro città più caro è naturalmente Venezia, che però rappresenta un'anomalia, con i suoi 9 mila euro a metro quadrato. Seguono Verona, con 4.600 euro; Padova con 4.200; Vicenza, dove le case sono vendute mediamente a 3700 euro al metro quadro; infine la più economica Rovigo, con i suoi 2800 euro.
Diverso il mercato degli immobili ad uso ufficio. Padova è la vera capitale, se i locali vengono venduti a 2850 euro al metroquadro, seguita da Verona, 2500, e da Treviso, dove si sborsano 2000 euro al metro quadrato.
Una garanzia per il mercato immobiliare è rappresentata in questo frangente dalla popolazione extracomunitaria. Tra i Veneti continua ad esserci una certa resistenza nell'affittare le case agli stranieri. E chi lo fa, spesso specula sul fatto che gli immigrati possano dividere gli altissimi canoni d'affitto tra tanti inquilini.
Chi vive da anni nel territorio ed ha un lavoro stabile, oggi ha chiamato con sè moglie e figli, ed ha maturato la decisione di accendere un mutuo per comprar casa, piuttosto che continuare a buttare i soldi nell'affitto. Senza contare che gli Istituti di Credito sono sempre più disponibili a concedere mutui a questa nuova fascia di popolazione.
I mutui, per l'appunto, non sembrano risentire del rallentamento del mercato, ma neppure dal recente aumento dei tassi. Lo scorso anno sono stati erogati 5,56 miliardi di euro nel Veneto, quasi il 10% in più rispetto all'anno precedente. E nel 2006 non si prevedono bru sche inversioni di rotta. Chi desidera acquistare casa con il sistema del mutuo, semplicemente cambia formula, prevedendo una rata fissa mensile.