Dicembre 2011
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La fotografia del mercato immobiliare

Il mercato immobiliare era stato fotografato da Nomisma a fine marzo, nel Primo Rapporto 2009. Le cifre non sono per nulla incoraggianti: nel 2008 i prezzi delle case sono scesi tra il 2,2 e il 2,4%. Ma nel 2009 potrebbe andare anche peggio e le quotazioni delle abitazioni potrebbero perdere fino all’8,5%.
Una riduzione dei prezzi era ampiamente attesa già dal 2007, era stata preannunciata dalla progressiva riduzione delle compravendite (-15,1% nel 2008), ma il colpo di grazia al mercato immobiliare è stato dato dalla crisi, cosicchè quella attuale, e soprattutto quella prevista per il 2009, è la flessione più forte del mercato immobiliare degli ultimi vent’anni, fatto salvo il calo del 1992. Ma in questo caso a soffrirne sono soprattutto le fasce medio-basse della popolazione, perchè il calo riguarda soprattutto gli acquisti finanziati dai mutui che rappresentano il 42,7% del totale: solo un anno prima costituivano la metà la metà del mercato. “Il mercato ripartirà solo con il credito” - dichiara Nomisma.
In dettaglio, nel 2008 i prezzi degli immobili (che Nomisma calcola sulla base delle quotazioni in 13 città intermedie), sono scesi del 2,2% per le abitazioni nuove, del 2,4% per quelle usate, dell’1,5% per gli uffici, del 2% per i negozi, dell’1,9% per i capannoni. Unico aumento riscontrato è quello per box e garage, +0,9%. Dilatati i tempi di vendita: 6,1 mesi per le abitazioni. Il che porta a sconti consistenti sul prezzo richiesto inizialmente, fino al 12,5% (ma non più dell’8.8% se si tratta di abitazioni nuove).
Giù del 5% anche gli affitti. Unica eccezione, fra le città considerate dal rapporto, è quella di Verona, dove potrebbe esserci una ripresa degli scambi commerciali e quindi anche dei prezzi. Mentre il 2010, dice Dondi, “dovrebbe lasciare sostanzialmente invariati i valori di abitazioni e uffici con un recupero un po’ più elevato dell’inflazione dei negozi”. Sempre, però, che “le banche non trattengano la liquidità”.
Autore: Qui Risparmio