Dicembre 2011
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TRA OFFERTE E DISCOUNT, ASPETTANDO I FOC

Gli acquisti “mixati” e sempre più attenti delle famiglie italiane

Non esiste proporzione tra quanto si guadagna e quanto si spende. Ogni giorno ce ne rendiamo conto, se pensiamo che uno stipendio medio oscilla dai 900 e i 1500-2000 euro al mese e che il costo della vita aumenta vertiginosamente, anche nei beni primari come il pane. Proprio qualche giorno fa il presidente della Coldiretti Sergio Marini, ha denunciato l’aumento del 79% in un solo giorno del pane casereccio in un supermercato romano: da 1 euro al chilo è passato a 1,79. A parte i grossi scossoni del momento, è stato l’aumento generalizzato e progressivo di questi anni a far cambiare le abitudini d’acquisto degli Italiani.Acqua, scuola e cibo guidano la classifica dei rincari che solo negli ultimi 12 mesi hanno portato la spesa delle famiglie ad aumentare in media di 1.098 euro, passando dai 28.722 euro dello scorso dicembre ai 29.820 euro di quest'anno. In questo modo, una famiglia per vivere deve spendere ogni mese la bellezza di 2.483 euro. Come spesso si dice: ci vogliono due stipendi. Qualcuno riesce a cavarsela anche con una solta entrata mensile, ma a suon di sacrifici, misurando ogni uscita, evitando qualsiasi piccolo lusso, come la serata in pizzeria, ricorrendo a libri, giocattoli e vestitini passati da cugini e fratelli e così via.
Sapete quanto può costare un figlio a una famiglia dal reddito medio alto dalla nascita a 24 anni? Tra pannolini, zainetti, jeans, scarpe giocattoli, libri, vacanze e tutto ciò che serve ad una crescita armoniosa: 230.000 euro, secondo una valutazione effettuata nel 2005 dall’associazione Crescere Insieme, su richiesta del settimanale Panorama. Un’indagine approfondita in ogni capitolo di spesa, utile soprattutto (ahimé!) nelle cause di separazione, per aiutare i giudici a ripartire in modo equo tra i genitori tutte le spese. Genitori che però stanno diventando degli equilibristi e stanno imparando sempre più a destreggiarsi sul filo del risparmio, come ci racconta Marina Martorana, nel suo libro “Risparmio Formato Famiglia”, uscito l’anno scorso, ma quantomai utile, dal momento che propone un viaggio tra outlet, convenzioni, sconti in ogni regione e per ogni settore merceologico. I consumi stanno scendendo e le nuove formule distributive sono sempre più improntate al risparmio (vedi Lidl, oppure Hennes e Mauritz nel settore del’abbigliamento). Non è un caso, scrive la giornalista, che la percentuale dei prodotti alimentari venduti in occasione di promozioni sia nettamente aumentata. Oltre il 40% dell’olio d’oliva, per esempio, è acquistato su base promozionale. E così il 36% dei detersivi, il 34% dei sughi e delle sale e il 28% della pasta e del riso concentrano le vendite nei momenti in cui ci sono offerte e sconti.
E se si risparmia per i beni di prima necessità, figuriamoci per quello che può “saltare”... Una famiglia su due, quest’anno ha rinunciato alla classica vacanza o comunque ha contenuto nei tempi le proprie ferie, ma è anche vero che alcune voci nei capitoli di spesa continuano a salire, come quello relative alla ristorazione o all’acquisto di tecnologie ed elettrodomestici. Cosa significa questo? Che il consumatore tende a mixare prodotti, servizi e spacci in modo creativo. Chi fa la spesa al supermercato, nel discount e nel negozio che vende prodotti da gourmet, seleziona prodotti diversi nei singoli punti vendita. Così capita che un vino d’annata stia accanto ad uno yogurt primo prezzo, e che abiti comprati da Zara o da H&M siano accompagnati da accessori firmati. O che una libreria dell’Ikea sia illuminata da una lampada di alto design. Il libro della Martorana riporta alcune indicazioni per poter risparmiare iziative pensate a misura di famiglia. Dal risparmio sull’acquisto dei DVD o dei giochini per le consolle, grazie all’usato Blockbuster al taglio delle spese nel settore della salute: un considi stente capitolo di spesa riguarda l’acquisto dei farmaci e in questo versante si può risparmiare ricorrendo ai prodotti equivalenti: hanno lo stesso principio attivo dei farmaci maggiormente publicizzati, ma un prezzo di gran lunga pià basso. Quanto alla benzina, altro capitolo dolente, sarebbe utile, prima di fare il pieno, consultare il sito indipendente www.prezzibenzina.it, con la mappa dei distributori meno cari. Se i figli devono viaggiare per motivi di studio, è bene prenotare per tempo un volo con gli operatori low cost. Così anche per i treni, con tariffe assolutamente competitive per le capitali europee.
Così’ come per vestiti ed accessori, gli outlet esistono anche nel turismo, con hotel che praticano prezzi ribassati con lo stesso meccanismo di altri prodotti, ovvero la necessità di piazzare stanze rimaste vuote. Il sito indipendente www.laterooms.com propone un’accattivante rassegna di offerte alberghiere; circa 50 mila referenze in gran parte del mondo: da agriturismi e bed and breackfast, agli hotel di lusso. Ma il FOC, Factory Outlet Center, è ritenuto dall’autrice del libro come il più innovativo fenomeno socioeconomico italiano che coinvolge le famiglie nel tempo libero. Una sorta di villaggio dello shopping scontato, mediamente dal 30 al 70%, per effetto delle rimanenze o come fine collezione di marchi prestigiosi. Al tempo in cui è stato pubblicato il libro ne esistevano una ventina e molti altri erano in costruzione o in fase progettuale. Piaccono, tanto che, in tempo di saldi, c’è chi arriva in camper la sera prima, per accapparrarsi le migliori occasioni. Prepariamoci all’invasione di questi nuovi centri. In Veneto il primo FOC del lusso, della Mc Arthur Glen, sorgerà a Noventa di Piave (VE).
Autore: Alessia Da Canal