Dicembre 2011
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“SCIOPERI” QUOTIDIANI CONTRO IL CAROVITA

Scioperi a tema contro l'aumento del costo della vita

Chissà quanti l’avranno fatto: rinunciare simbolicamente per un giorno al piatto di pasta. Uno sciopero “a tema”, per protestare contro l’aumento indiscriminato di beni e servizi di prima necessità. La pasta, aumentata anche del 27% (nel caso degli spaghetti) è per l’appunto tra gli alimenti alla base della nostra dieta, un cibo che è sempre stato alla portata di tutti e che, soprattutto per quanti dipongono di una pensione ridotta, consente di “sbarcare il lunario”.
Che abbiate aderito o meno al settimo sciopero della spesa, poco importa. Con le vostre scelte quotidiane, evitando di qcquistare da chi specula sui prezzi, potreste incidere anche maggiormente, dando segnali importanti a chi ruota intorno al commercio. A formulare richieste ufficiali ci hanno comunque pensato i rappresentanti delle associazioni dei consumatori Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori attraverso manifestazioni di piazza. In particolare hanno chiesto al governo, ai produttori e alla rete del commercio il ribasso immediato del 5% su tutti i prezzi e le tariffe; interventi per scongiurare crack finanziari e ricadute pesanti sulle famiglie e sull'economia in generale, in tema di risparmio e di investimenti; una liberalizzazione più marcata su carburanti, elettricità ed energia e, in generale, un mercato più trasparente, dove il consumatore sia rispettato e informato a partire dalla conoscenza dell'origine delle produzioni. Perchè è proprio questo il punto: talvolta gli aumenti sembrano proprio ingiustificati (ad esempio agli agricoltori il grando viene pagato al chilo 22 centesimi come nel 1985!) e la speculazione tra il prezzo della produzione e quello di vendita è più che evidente. La Cia, Confederazione Italiana Agricoltori, sottolinea che dal campo alla tavola i prodotti subiscono aumenti in media di cinque-sei volte, un rigonfiamento nella lunga filiera che potrebbe essere evitato; per questo considera la convocazione del governo dei rappresentanti della filiera di latte e cerali un buon passo avanti.
L’associazione ha già raccolto centinaia di migliaia di firme in una petizione popolare rivolta al Presidente del Consiglio, per l'introduzione obbligatoria dei cartellini di vendita “trasparenti” sui prodotti agroalimentari.
Si tratta della legge sul “doppio prezzo” della quale si discute da anni, che prevede di imporre sui generi alimentari alla vendita, l'indicazione del prezzo all'origine assieme a quello finale. Secondo la CIA un provvedimento del genere, in particolare sui prodotti che non subiscono trasformazioni sostanziali (tipo l'ortofrutta), potrebbe essere facilmente attuabile e bloccherebbe ogni tentativo di speculazione.
Sui prodotti trasformati (tipo quelli a base di carne, latte, grano) dovrebbe essere, invece, indicato il prezzo all'origine dell'ingrediente principale. Insomma, un utile deterrente nei confronti di chi vuole fare il furbo. La Coldiretti, va oltre, chiedendo di favorire anche nelle città l'apertura di mercati gestiti direttamente dagli imprenditori agricoli delle campagne (i farmers market). Alcune associazioni di consumatori, per esempio l’Adiconsum, non hanno aderito in prima fila allo “sciopero della pastasciutta”, benché ne condividano le motivazioni. La risposta più efficace ad aumenti ingiustificati sui prezzi, secondo quest’altra scuola di pensiero, è il boicottaggio di quei prodotti, di quei marchi, di quei negozi che, strumentalizzando le variazioni dei costi di alcune materie prime internazionali, aumentano i prezzi del 10 o del 20%. Contro queste scelte, insomma, servono risposte mirate; generiche richieste di riduzione del 5% non producono alcun risultato. Importante a questo riguardo è l'accordo che Adiconsum ha siglato con la grande distribuzione di Auchan nella città di Padova dove sono stati bloccati e ridotti i prezzi di circa 50 prodotti. Una richiesta questa rivolta anche alle altre strutture della grande distribuzione organizzata. In particolare a COOP, CARREFOUR, PANORAMA, CONAD, ecc... E per scongiurare comportamenti speculativi Adiconsum chiede al Governo e ai Comuni di attivare gli ispettori della PoliziaAnnonaria perché controllino prezzi esposti e fatture di acquisto. I migliori controllori, comunque, ricordiamolo: siamo sempre noi attenti consumatori.

aumenti su tutto


Autore: Qui risparmio