QUANTO COSTA MANTENERE UN CANE?
Pensiamoci prima di comprarne o adottarne uno. Anche per evitare dolorosi abbandoni...

E poi la chiamano vita da cani!
Sono stracoccolati, viziati e per loro c’è chi arriva a spendere una fortuna in toelettatura, visite, pappe e accessori.
Non tutti i cani, per la verità “subiscono“ questo genere di attenzioni, perchè ci sono almeno tre modi di vivere con i nostri amici: un rapporto quasi umanizzato, quello di cui abbiamo appena parlato, con i cani trattati come dei pargoli (in genere sono cuccioli di razza acquistati al negozio o dall’allevatore); c’è poi il sistema diametralmente opposto, diffuso soprattutto in campagna, con il cane reclutato soprattutto per fare la guardia, che vive all’esterno, aspetta il suo pastone quotidiano a base di pane e “quelcheavanza” e senza particolari attenzioni (non vogliamo neppure pensare alle catene...). E c’è la classica via di mezzo, con i nostri amici che mangiano croccantini e scatolette ma anche la pastasciutta e gli avanzi del pollo, che non vengono necessariamente vaccinati un tot di volte all’anno e che al posto del microchip hanno un bel collare con il nome e il numero di telefono. In genere sono cani meticci adottati al canile, che forse non avranno mai l’impermeabilino griffato per la pioggia, forse verranno sgridati se saliranno sul divano, ma certo avranno un cuscino comodo su cui dormire e una carezza non sarà mai loro negata dai loro “genitori”. Difficile stabilire quale sia il modo più corretto di concepire il rapporto con gli amici a quattrozampe e dunque quanto possa costare un cane. Un fattore però è determinante: la taglia del cane. Perchè è logico che l’alano, il terranova o il mastino hanno bisogno di mangiare molto cibo al giorno, anche 10 volte rispetto a quanto può chidere un barboncino. Il Times un paio d’anni fa stimò una spesa di 32 mila euro nell’arco medio di 12 anni di vita, per godere della compagnia di un labrador o di un setter irlandese. Più rassicuranti le stime dell’Associazione nazionale medici veterinari italiani: tra mangime, cure veterinarie, igiene e accessori, un cane di taglia piccola costava circa 500 euro l’anno, che diventavano 700 per la taglia media e 1.100 per i «giganti». Cifre che senz’altro vanno aggiornate con l’aumentare vertiginoso del costo della vita. Oltre a questi, però, vanno messe nel conto anche le spese impreviste, se il vostro amico dovesse avere ad esempio problemi di salute: dalle banali intoleranze alimentari o problemi renali che costringono il proprietario ad acquistare delle costose crocchette (come Hill’s ed Eukanuba) curative a 15/17 euro al pacco da 3 chili (contro i 3 euro di marche “normali”). Ma ci sono cani che spesso soffrono di displasia dell’anca e nei casi più gravi devono essere sottoposti ad un intervento di protesi dell’anca, che può costare diverse migliaia di euro.
In genere, comunque, una visita dal veterinario varia dai 30 ai 50 euro; le vaccinazioni sono 2 o tre l’anno, ma se c’è necessità degli esami del sangue o di tenere il cane sotto osservazione, ne partono a decine...
Ci sono poi gli anti-parassitari: una scatola di prodotto che protegge da pulci e zecche costa intorno ai 20€; bastano per tre mesi. E il collare antizanzare per l’estate ne costa altri 20...
Non vorremmo fare di questo articolo solo una lunga lista di spese, perchè l’affetto che potremmo ricevere da un cane non ha davvero prezzo. Un animale (anche il gatto, più indipendente) potrebbe risolvere i problemi di solitudine per molte persone anziane. Rappresenta l’occasione per farle uscire di casa e camminare, per prendersi cura di qualcuno, per parlare con qualcuno. Perchè, come sostiene Fabio C. Fioravanzi nel suo ultimo libro: “Io parlo, lui abbaia” Ma in genere ci si capisce benissimo... ( a.d.c.)
IO PARLO, LUI ABBAIA
con le prefazioni di
Rettore
e
Marina Ripa
di Meana

Al mattino lo vediamo su Antenna 3 con la sua rassegna stampa e gli ospiti a discutere di politica. Il dietro le quinte di Fabio C. Fioravanzi lo possiamo scoprire attraverso gli amici quattrozampe che hanno seguito il giornalista veneto nelle varie tappe della sua vita, protagonisti del libro “Io parlo, lui abbaia”. “Non sono nemmeno tutti, sottolinea Fabio C. Fioravanzi - solo alcuni come Falck, Perla, Chantal, Jonathan, Block e Winnie, perché loro SONO la mia vita”.”.Il libro - spiega Fioravanzi - è una sorta di autobiografia scritta attraverso il nostro dividere tratti più o meno lunghi di strada. Ci sono piccole gioie e grandi dolori, ci sono i miei figli, i miei amori, le mie sfortune. La prima storia comincia a Roma, con la mia infanzia, ma poi si passa per Treviso, Tezze di Vazzola, Vo Euganeo, Sospirolo, Feltre, Loreggia, San Donà di Piave.. ”. “Da quando sono nato nella mia vita ci sono i cani da pastore belgi; trent’anni fa, a Pedavena, sono entrati i samoiedo; poi, particolarissimo un papillon, ma il libro parla anche di un mastino napoletano, di un setter gordon, di una simil-bassotta, del misterioso Meo, di carlini e border collie…”. Questi ultimi, in verità, sono i cani di Marina Ripa di Meana e Rettore, due amiche (note anche per la loro passione animalista) che hanno regalato all’autore, una prefazione nel libro. “Un libro, però - aggiunge Fioravanzi - che non è fatto di sole parole, ma che è corredato dagli straordinari disegni del Maestro Liberista Franco Cattapan. Quelli legati alla storia di Mikha e di Artù, per citarne due, sono a dir poco meravigliosi.” La cosa più bella del libro? “La faranno i lettori, acquistando, se vorranno, perchè l’utile sarà devoluto all’AISM. Questo è un libro che parla di amori e di dolori - spiega l’autore -, e anche questa è stata una scelta di amore. La sclerosi multipla è una malattia ‘importante’, ma oggi già ci sono ottime cure. La ricerca però potrà dare ancora nuove possibilità a chi ne soffre e noi (l’autore, l’editore Danilo Zanetti e ogni persona che acquisterà il libro) vogliamo aiutare questa ricerca.
BIO(BAU)GRAFIA
Fabio Fioravanzi, nato a Venezia, nel ‘62, cresce a Roma...tra pastori belgI; poi con la famiglia si trasferisce a Treviso. Tra Treviso e Tezze compaiono i samoiedo, con i quali condividerà i traslochi prima a Vo, poi a Loreggia. Nella vita si occupa principalmente di politica; è giornalista televisivo, con trascorsi importanti da Fininvest a RAI 2, da Telelombardia a Telealtoveneto, da Telefriuli a Telenova. Oggi è uno dei volti di Antenna 3 NordEst, ed è autore di un programma RAI con Michele Guardì, Antonio Lubrano, Tony Cucchiara e Giovanni Taglialavoro. Ha scritto di cani su periodici e quotidiani; è autore di monografie cinofile tradotte in più lingue che hanno venduto decine migliaia di copie
Tratto dalle prefazioni di Rettore e Marina Ripa di Meana
“Il nostro cane non é il nostro migliore amico, é parte di noi, é il nostro gregario naturale. Ci accompagna per tutta la sua vita e di più.
Racconta un’adorabile favola sassone, che il suo lavoro finisce quando anche noi lo raggiungiamo ed é proprio lui che ci aspetta per accompagnarci da Dio. Questo é il suo ultimo compito dopodiché,finalmente, metterà le ali.” Rettore
Carlo ed io abbiamo da molti anni la nostra vita condizionata dai cani. Non sono un completamento della nostra famiglia, sono la nostra famiglia. Tutto per noi è programmato, vissuto nei giorni feriali, nei festivi, nelle settimane di vacanza, con la luce e nella notte buia, con loro. Viaggi, cure, visite dal medico, pulizie, bagni, alimentazione, gravidanze, e poi la fase della maternità, grandi liti, ferite, gelosie, tutto insieme, un nodoso torrone dove miele, nocciole, pistacchi, glassa, gianduia, ogni cosa è parte di questa nostra comunità.” Marina Ripa di Meana
Autore: Qui Risparmio