Copertina Aprile 2008
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PRIMAVERA SULLE DUE RUOTE

Scrollato di dosso il freddo dell’inverno,  le moto tornano a rombare. Nei circuiti internazionali, ma soprattutto lungo le strade per il mare o la montagna, per le classiche corse di primavera fuori città. L’emozione è forte e non tanto per la velocità, ma per il senso di libertà che la moto offre, anche per il solo fatto di poter “saltare” le auto bloccate in coda.Per il mercato delle moto, tuttavia, non è un gran periodo. Così come le auto, le immatricolazioni rispetto al marzo 2007 hanno fatto registrare una pesante flessione del 23%. Se ne stanno accorgendo anche le ditte che ruotano intorno al mondo delle moto, come la Axo Sport di Istrana (TV), nata nel 1978 e subito diventata un punto di riferimento in ambito internazionale nel settore dell’abbigliamento, delle calzature, degli accessori e delle protezioni per motociclisti
“Il calo delle vendite sembra comunque per lo più legato ad una crisi generale dei consumi che sta colpendo tutte le aree e in misura maggiore quelle cosiddette “secondarie” - spiega Valentina Zago, giovane amministratore delegato dell’azienda che proprio quest’anno festeggerà i trent’anni di attività - Non siamo preoccupati - sottolinea - dato che lavoriamo in oltre 40 Paesi nel Mondo e di fronte ad un mercato che può risultare in flessione, ce ne sono altri che invece sono in forte crescita, come tutta l’area dell’Est Europa o i mercati Scandinavi”. Axo ha la particolarità di poter vestire con i suoi prodotti i motociclisti dalla testa ai piedi, quindi senza dubbio questo è un forte vantaggio competitivo nel momento in cui ci si propone ad un Distributore, ad un negozio o allo stesso consumatore finale, che può avere un unico referente per tutto ciò di cui necessita. Inoltre  - prosegue la Zago - la moto oggi non è più un bene esclusivamente dedicato ad una fascia giovane di età, anzi. Sono sempre molte di più le persone che utilizzano le due ruote per lavoro, nelle grandi città sia in Italia che nelle capitali Estere, possiamo dichiarare con certezza che il nostro target oggi è molto più ampio, diciamo include la fascia 18-45 anni” . Quindi, riassumendo, territori d’azione ampi, completezza della gamma, target allargato, sono tutti presupposti che ci devono far sperare bene, in un futuro comunque di crescita”. Quanto alla tipologia di moto il pubblico sembra apprezzare soprattutto le enduro stradali e le supermotard , mentre il fenomeno modaiolo delle naked accusa un pesante colpo così come le supersportive. Il capitolo sicurezza è in ogni caso fondamentale. E non si tratta solo di rispettare le regole  riportate nel codice della strada. Ad esempio bisogna mantenere una velocità che permetta sempre di poter intervenire in caso di situazioni pericolose; la concentrazione è fondamentale, anche per capire cosa fanno gli altri mezzi presenti sulla strada.  Non dimentichiamoci di allacciare il casco anche per brevi tragitti, di circolare sempre con le luci accese e di indossare le opportune protezioni (giacche, pantaloni, stivali, etc...). “I prodotti che noi sviluppiamo vengono concepiti per garantire sicurezza con la giusta mobilità per il motociclista o lo scooterista - prosegue Valentina Zago - Non è sempre semplice far convivere le due cose, ma grazie all’innovazione nei materiali e allo studio delle vestibilità dei prodotti, Axo è riconosciuta come una delle prime 5 azienda al mondo nel nostro settore. Purtroppo l’unico articolo veramente obbligatorio per legge è il casco, pertanto potenzialmente è l’unico acquisto che un motociclista è obbligato a fare. Ovviamente consigliamo sempre di andare su un prodotto in fibra (fibra di carbonio e vetro) da preferire ai più economici caschi in plastica. Non ci sono differenze nella sicurezza del prodotto, ma più che altro nella leggerezza (i caschi in fibra sono più leggeri anche di 250-350 gr. rispetto a quelli in policarbonato) e nella durata nel tempo. La nostra gamma cerca comunque di includere prodotti un po´ per tutte le tasche (caschi integrali dai 150 ai 400€) e comunque ci sentiamo di consigliare vivamente l’aquisto solo presso punti vendita specializzati in prodotti moto e non rivolgersi per un prodotto tecnico a supermercati o grandi magazzini. Si può forse risparmiare qualcosa, ma non si sa mai quello che si compra. Un punto vendita specializzato saprà sicuramente rispondere alle domande, dare informazioni precise, consigliare sulla taglia adeguata, che quando si compra un casco è fondamentale. Insomma il casco non è sicuramente un prodotto da “scaffale self service!”. “Il resto dei prodotti come giacche tecniche, calzature, paraschiena e guanti - conclude la Zago - sono fondamentali quando ci si muove in moto o scooter, tenendo presente che adesso la gamma prevede anche giubbini costruiti con rete ad alta tenacità, estremamente traspiranti, ma completi di protezioni omologate sulle spalle e sui gomiti, utilizzabili anche quando fuori fa molto caldo. E ancora calzature comode e leggere come scarpe da ginnastica, ma rinforzate nella zona della leva del cambio e del malleolo, per garantire una protezione del piede, pur non dovendo soffrire dentro a stivali alti e scomodi”.

 

C’è chi la rispolvera in Primavera e chi ha imparato ad utilizzarla ormai abitualmente per spostarsi in città, soprattutto da quando la vita degli automobilisti è stata resa più difficile con le limitazioni al traffico. Verrebbe da pensare, per logica, che il mercato delle biciclette sia in notevole crescita, con annessi servizi. Eppure, quando devi trovare un meccanico che ripari una gomma forata o la catena uscita della sua sede, è un vero problema. Non tanto a Padova o in quelle città popolate da studenti e pendolari dove le due ruote sono fondamentali e dunque rappresentano un vero e proprio business, soprattutto nel giro dell’usato. Ma a Mestre, ad esempio, molte di quelle piccole botteghe che si trovavano in ogni quartiere hanno chiuso o convertito la loro attività in rivendita di cicli. Di meccanici ne sono rimasti un paio, o poco più. Claudio Benozzi ha 40 anni e sul finire degli anni 80 è stato travolto dalla passione per la mountain bike. Nel garage di casa “smanettava” tra pedali e copertoni e il gioco, con gli anni, è diventata un lavoro. “Ma un’attività del genere, da sola non ti dà da vivere”. Ci spiega di avere appena ordinato una serie di ricambi al telefono e su quel materiale, ad esempio, pagherà l’IVA al 20%. I prezzi sono tutto sommato onesti. Per riparare una foratura, cambiando la camera d’aria, si spendono 7-8 euro. In alcuni modelli il lavoro richiede più tempo perchè è necessario smontare i freni e costa qualcosa in più di manodopera. Per sostituire un cavo del freno bastano 4-5 euro. Il lavoro comunque non manca. “Anche perchè la qualità delle bici, in genere, è davvero pessima” - precisa il meccanico. “Oggi trovi le bici al supernercato anche a meno di 100 euro e la qualità ne risente. Scarsi i materiali con cui sono costruite, ma soprattutto il lavoro di assemblaggio dei pezzi. Del resto se devi produrre, per esempio, cento bici all’ora, come puoi avere anche la qualità? Spesso i clienti arrivano con la bici appena acquistata e i pedali sfilettati - continua Benozzi, mostrandoci due chiavi inglesi - “Vedete, hanno la stessa misura, ma questa è corta e quest’altra, più lunga, consente al pedale di avere il giro giusto, insomma, di essere fissato correttamente. Figuriamoci se sono accorgimenti che nelle grosse strutture posono essere tenuti in considerazione...”. Non è l’unico guaio quello dei pedali (un signore, nel frattempo, è arrivato con la sua bici nuova di zecca e con il parafango di plastica in mano). Parlando delle bici di fascia medio-bassa è come se andassimo dal concessionario, acquistassimo una utilitaria e dopo pochi chilometri ci restasse il volante in mano... Non l’accetteremmo, giusto?. Con le bici, invece, è normale che sia così, che le selle siano “basculanti” o i gommini dei pedali si scollino dopo un paio di uscite; a volte il cambio è così scadente e problematico al punto che sarebbe meglio non avercelo. Purtroppo scopriamo, con questa piacevole chiacchierata, che non c’è scampo alla scarsa qualità per una determinata fascia di biciclette, sia che si paghino 100 euro o che se ne sborsino 2-300. E come non credergli? Il nostro esperto ha sottomano quotidianamente bici di ogni colore e modello. 
Per avere una buona bicicletta, insomma, bisogna pagarla almeno 5-600 euro e affidarsi, se non si è un minimo esperti, a chi se ne intende davvero. Soprattutto se la bici è destinata ad accompagnarci nelle escursioni o anche nelle numerose competizioni di fondo che vengono organizzate per gli appassionati, sia su strada che su percorsi accidentati, ideali per la mountain bike. Per un buon modello base si possono spendere 7-800 euro. Le mountain bike destinate ai ragazzini, vendute al supermercato sono, sempre secondo il nostro meccanico “cancelli pesantissimi, che si rompono nell’arco di poco tempo”. Non parliamo delle bici elettriche, sempre più  diffuse grazie agli incentivi che ne rendono più abbordabile l’acquisto. In genere sono Made in China e non sempre assemblate con cura. Se si dovessero fermare per qualche guasto, l’unica soluzione è riportarle al negoziante. In genere è il venditore stesso che provvede ad inviarle in centri di assistenza specializzati. Le riparazioni “fuori circuito” sono piuttosto costose e non essendoci concorrenza nel settore è difficile per il consumatore stabilire se il prezzo praticato sia davvero onesto. Decine di persone si affacciano alla bottega di Claudio in via Bissuola per chiedere se ha delle bici usate da vendere, perchè la loro è stata appena rubata. “Quello dei furti è un grossissimo problema - afferma sconsolato il meccanico- ma la responsabilità di chi subisce furti a ripetizione  talvolta è imputabile  alla  stessa vittima che spesso preferisce non denunciare il furto alle forze dell’ordine. “Soprattutto nei giorni di mercato, qui a Mestre, c’è una vera e propria razzia di biciclette -  continua - . Se la gente andasse  in massa al commissariato a denunciare i furti, anzichè lamentarsi e besta, forse anche questo problema sarebbe preso in maggiore considerazione” (a.d.c.) 
 


Autore: Qui Risparmio