Copertina Luglio- Agosto 2010
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LA CRISI COLPISCE DI PIU’ GLI STRANIERI… MA FORNISCE NUOVE OPPORTUNITA'

La crisi ha toccato tutti, ma in particolare gli stranieri. Nel 2009 secondo le stime più attendibili si dimezzerà il numero delle future assunzioni (non stagionali) di stranieri nelle imprese italiane (-46,9%) rispetto a quanto ipotizzato per lo scorso anno. Contestualmente, nei primi tre mesi del 2009, gli immigrati occupati sono diminuiti del -6,5%. Nonostante questi dati poco rassicuranti, si registra una continua e costante crescita del numero di imprenditori stranieri che, nei primi sei mesi del 2009, sono aumentati del 2,4%.
Questi i principali risultati che emergono da una ricerca della Fondazione Leone Moressa che ha analizzato le tendenze occupazionali straniere e le ha messe a confronto con la dinamica complessiva dell’ultimo anno.

Il confronto temporale

Le imprese italiane nel 2009 prevedono di ridurre del 36,8% le assunzioni rispetto a quanto ipotizzato lo scorso anno; la cifra arriverà a toccare il -46,9% se si fa riferimento ai soli stranieri. Un ragionamento simile si può effettuare osservando la dinamica occupazionale: se nel corso dei primi tre mesi il numero di occupati è calato in Italia dell’1,6%, per la componente non italiana la flessione è stata del -6,5%.
Oltre alle variazioni temporali, è interessante osservare anche il cambiamento del peso degli stranieri nel mercato del lavoro. Se nel 2008 il 20,3% delle nuove assunzioni riguardava lavoratori immigrati, nel 2009 il dato scende al 17%, con una diminuzione di oltre tre punti percentuali. Anche in relazione agli occupati l’incidenza cala, passando dall’8% del IV trimestre 2008 al 7,6% del I trimestre 2009.
Ciò che delinea un quadro diverso e più rassicurante è la dinamica imprenditoriale. Se nel corso dei primi sei mesi del nuovo anno il numero di imprenditori è diminuito dello 0,4%, si assiste invece ad un aumento del numero di imprenditori stranieri che, in termini percentuali, cresce del 2,4%. Non solo, aumenta anche il peso della componente straniera sul totale dell’imprenditoria in Italia, passando dal 5,9% al 6,0%.

Il confronto provinciale

In tutte le province italiane i flussi di assunzione sono diminuiti, mostrando nella maggior parte dei casi contrazioni anche nel numero di stranieri. Si possono però individuare alcune eccezioni: Savona e Viterbo, ad esempio, risultano essere le uniche province in cui si registra un aumento rispetto allo scorso anno nel numero di assunzioni di immigrati (rispettivamente +9,0% e +28,9%). Inoltre si annoverano alcune aree territoriali in cui il peso degli stranieri è aumentato rispetto al 2008. Si tratta di Biella, Lecco, Aosta, Parma, Savona, solo per indicare quelle la cui incidenza è aumentata di più.
Diversa è la tendenza riguardante l’imprenditoria straniera: risulta comune a tutte le province una crescita non solo in termini di numerosità, ma anche di peso percentuale rispetto alla realtà imprenditoriale complessiva.
“La crisi ha senza dubbio influito sulle dinamiche occupazionali dell’ultimo anno, colpendo in misura maggiore la componente “più debole” della forza lavoro: gli stranieri. Questo non ha però impedito agli immigrati di mettersi in proprio avviando nuove attività autonome. Lo spirito imprenditoriale non è stato quindi intaccato dalle difficoltà economiche contingenti, evidenziando quella determinazione che diventa necessaria per un auspicabile processo di integrazione”. 


Autore: Qui Risparmio