LA BOLLETTA? LA PAGA IL SOLE
Sono oltre 1700 in Italia le famiglie che si autoproducono l’energia elettrica. Diverse migliaia quelle che con i pannelli solari si riscaldano l’acqua e la casa. Risparmiando.

Una bolletta della luce con su scritto "non si deve niente". Non è né un disguido né uno scherzo, ma per Giorgio Malavasi, che da poco ha montato i
pannelli solari sul tetto di casa, è una gran bella soddisfazione. L' abitazione di Spinea (VE) è infatti una delle 1724 in Italia ad aver montato un impianto fotovoltaico per produrre energia elettrica dal sole.
L'impianto ha una potenza di
2,5 kilowatt, il che significa che è in grado di garantire
autosufficienza energetica rispetto ai consumi di un nucleo familiare che, in un anno, si stima nell'ordine di 2.500/3000kilowatt/ora. Nelle giornate più soleggiate di primavera produce circa 10kw/h al giorno. Mediamente un impianto fotovoltaico garantisce il 75% del fabbisogno familiare, riducendo quasi a zero l'impiego di energia prodotta usando fonti non rinnovabili.
"Io non uso più corrente prodotta con combustibili fossili "- dichiara con soddisfazione Giorgio Malavasi, un veterano delle
energie pulite, visto che da 5 anni usa il sole anche per scaldare l'acqua, ovvero i
pannelli termici.
Certo ci sono i
costi iniziali da considerare (nel suo caso per avere acqua calda, riscaldamento ed energia elettrica ha speso 18 mila euro), ma nel giro di
8-10 anni la spesa si ammortizza, tanto più che la
finanziaria 2007 prevede l'innalzamento dal 36% al 55% della percentuale di detrazione fiscale per interventi di riduzione dei consumi energetici, tra i quali è compresa l'installazione dei pannelli solari. Da circa un mese i pannelli solari sono comparsi anche sul tetto di casa Boato a Mestre (Michele Boato è il presidente dell’EcoIstituto del Veneto). E’ soddisfatto dell’investimento che gli consente di avere acqua calda intorno ai 35 gradi. Nelle stagioni più fredde dovrà integrare l’energia del sole con una caldaia a gas a basso consumo, ma questo gli consente comunque un risparmio di centinaia di euro l’anno. Un impianto per produrre acqua sanitaria per 4/5 persone completo di installazione, pratiche DIAe detrazione fiscale Iva al 10% è proposto dalla Solar Project a 2215 euro. Proprio il tema dei costi dovrebbe convertirci in maniera definitiva alle energie alternative. Il prezzo del gas e del petrolio è destinato ad aumentare in maniera vertiginosa, anche per questo bisogna puntare sempre più sulle energie alternative e sul risparmio energetico, che può essere agevolato anche dall'uso di buoni materiali di isolamento. A questo proposito è esemplare l'esperienza dell'Alto Adige, dove da tempo si è consolidata una collaborazione nel campo dell'edilizia a basso consumo tra pubblica amministrazione, tecnici, cittadini, operatori del settore della bioedilizia, parte dell'industria e dell'artigianato. Il progetto, chiamato "CasaClima" ha dimostrato che il risparmio energetico in edilizia è una cosa non solo fattibile ma anche conveniente economicamente.
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Oggi con una CasaClima abbiamo un'abitazione che risparmia fino al 90% del costo di energia, che a Bolzano significa spendere per il riscaldamento, solo 150 euro all'anno" - dichiara Norbert Lantschner dell'agenzia "CasaClima" di Bolzano - Il 12 gennaio 2005 in Trentino Alto Adige è entrato in vigore il nuovo regolamento della legge urbanistica provinciale in materia di risparmio energetico. In base al nuovo regolamento per poter ottenere la dichiarazione di abitabilità sui nuovi edifici, i costruttori sono tenuti a rispettare nella peggiore delle ipotesi le condizioni della classe C. (Il sistema di classificazione riprende in tutto e per tutto quello degli elettrodomestici dove le lettere A, B, C,D, E, F, G indicano una crescente progressione dei consumi: alla lettera Acorrispondono i consumi più bassi, alla G quelli più alti). E in sud Tirolo, grazie ad un'ottima campagna di informazione, è ormai noto a tutti i cittadini che 10 Kw/h equivalgono approssimativamente ad 1 litro di gasolio o in alternativa ad 1 metro cubo di metano.
Consumare meno energia equivale anche a respirare un'aria più pulita. Se come prevede il
protocollo di Kyoto, entro il 2020 il 20% dell'energia dovrà provenire da fonti rinnovabili, non c'è più tempo da perdere, né per i privati cittadini, né tanto meno per le istituzioni. Da questo punto di vista è da sottolineare l'impegno del comune di Spinea che in collaborazione con l'Azienda del Consorzio del Mirese (Acm) sta per attivare un impianto fotovoltaico nel parcheggio di Via Pascoli. Servirà a produrre energia elettrica per i vicini impianti sportivi: la palestra e il pattinodromo. Speriamo che altri comuni seguano l'esempio virtuoso di Spinea.
Autore: Margherita Beato