Dicembre 2011
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L’INFLUENZA A? NON DEVE SPAVENTARCI

Apertura posticipata delle scuole, vacanze di Natale prolungate... molto si è detto e scritto sull’influenza suina o A/H1N1, che sembra privilegiare i giovani ed è pronta a contagiare milioni di persone in tandem con la tradizionale influenza. Il doppio virus è già in azione nell’emisfero australe e le notizie al momento sono rassicuranti, perché il virus, nel moltiplicarsi, fino ad oggi non è mutato diventando più pericoloso per la salute. Si tratta di una normale influenza, che si manifesterà in modo lieve o moderato; con la differenza che la diffusione sarà molto più veloce (in Europa sarà colpita una persona su tre), perchè oggi non abbiamo gli anticorpi per difenderci.
Anche i sintomi della Nuova influenza A sono simili a quelli che caratterizzano le forme influenzali che circolano durante l’inverno: febbre sopra i 38 gradi, sonnolenza, malessere, perdita di appetito. A questi si possono associare anche raffreddore, mal di gola, nausea, vomito e diarrea. Ci possono anche essere dei peggioramenti di alcune patologie croniche. Per curarla, generalmente, dovrebbero bastare i tradizionali farmaci antipiretici; in ogni caso, rassicurano gli esperti, ora sarebbe inutile fare la scorta di antivirali, farmaci costosi, non passati dal servizio sanitario nazionale (con l’eccezione per i soggetti patologici che ne abbiano bisogno). E comunque usarli senza motivo potrebbe procurare anche dei danni.  

NORME IGIENICHE DI PREVENZIONE
Il virus dell’influenza si può trasmettere in maniera diretta, attraverso goccioline di saliva e secrezioni respiratorie. Possono bastare 15 centiemetri di distanza per essere contagiati, ma anche da 1 a 3 metri, se la persona contagiata tossisce o fa uno starnuto. Il contagio pò essere anche indiretto, ad esempio toccando oggetti o superfici che sono stati precedentemente a contatto con il virus. La nuova influenza, dunque, si trasmette anche con i baci o con l’utilizzo di bicchieri e stoviglie utilizzate da persone contagiate.
Un comportamento più attento (e di buon senso) potrebbe proteggerci dal virus.
- E’ opportuno evitare luoghi molto affollati, come locali, pub, cinema e discoteche.
- Lavarsi le mani con cura. Non basta solo sciacquarle, ma nel caso si frequentino locali pubblici è il caso di utilizzare un anti batterico.
- Evitare di portare le mani alla bocca, al naso e sugli occhi, posti del corpo maggiormente vulnerabili all’ingresso del virus.
- Prendere l’abitudine di coprire bocca e naso con un fazzoletto di carta quando si fa la tosse o si starnutisce e poi gettarlo immediatamente e lavarsi le mani.
- Avere una maggiore cura dell’igiene personale e dei propri capi di abbigliamento;
- Evitare di bere dai bicchieri altrui e limitarsi nelle manifestazioni di affetto tra amici.
IN ATTESA DEL  VACCINO
Si sa per certo che la vaccinazione coinvolgerà almeno 24 milioni di italiani, il 40% dell’intera popolazione e che le prime dosi verranno distribuite alle Regioni entro la metà di ottobre, in anticipo rispetto alle previsioni. Medici, infermieri, forze di polizia e della Protezione civile, dipendenti dei servizi pubblici saranno le prime categorie ad essere vaccinate. In successione saranno poi vaccinati anche i donatori di sangue periodici, il personale delle amministrazioni addetto ai servizi pubblici; le persone a rischio di età compresa tra i sei mesi e i 65 anni (come ad esempio, i cardiopatici, gli obesi, i diabetici, gli asmatici). Poi toccherà ai minorenni e ai giovani fino ai 27 anni. Ma con i tempi, in questo caso, siamo già a gennaio, quando si prevede il pieno picco pandemico. Discorso a parte per i bambini e le donne in gravidanza. Per i primi bisognerà attendere la fine del mese, quando le case farmaceutiche saranno in grado di fornire i risultati relativi alla sicurezza e agli effetti secondari del vaccino sui piccoli. Molto più delicata è la posizione delle donne in gravidanza. A loro il vaccino potrà essere somministrato solo su consenso informato,  non essendo prevista alcuna sperimentazione.

Autore: Qui Risparmio