Le famiglie italiane non hanno abbastanza denaro. Dunque, più della metà non andrà in vacanza. Lo ha rivelato qualche giorno fa un’indagine realizzata da Federalberghi e Confturismo, calcolando che quasi 24 milioni di abitanti non passeranno almeno una notte fuori casa, in una località turistica. Sono un milione e mezzo in più rispetto all'estate 2006. Numeri che non fanno altro che confermare una sensazione diffusa, che si respira al mercato, nei discount, tra gli anziani ma anche tra le giovani coppie: la difficoltà a far quadrare i bilanci famigliari, anche con quello stipendio che fino a qualche tempo fa garantiva una certa tranquillità.
La causa del crollo delle vacanze degli italiani, secondo il presidente di Federalberghi e Confturismo Bernabò Bocca, sarebbe proprio la ''mancanza di liquidità delle famiglie, drenata da una manovra economica molto pesante per consentire all'Italia di rientrare nei parametri europei''. E’ questa sensazione di non farcela, a fronte di spese inaspettate, o il desiderio di rincorrere il tenore di vita perduto, che spinge molte famiglie ad indebitarsi sempre più. Secondo gli ultimi dati della Banca d'Italia il ricorso a banche e finanziarie ha sfiorato nel 2006 la soglia dei 300 miliardi tra prestiti e mutui, una crescita di quasi 25 miliardi in soli 12 mesi.
Vale a dire che ogni nucleo accumula in media 13mila euro di debiti, un pesante fardello che non tutti riescono a sopportare.
Aumenta così il numero delle famiglie che non riescono a pagare i loro passivi e sono costrette loro malgrado a chiedere altri prestiti, fino al caso estremo che le costringe a finire nelle mani dell'usura. La situazione in Veneto non è negativa come al Sud, ma ai primi posti nella graduatoria nazionale ci sono anche città come Vicenza, Padova e Treviso. Anche la vacanza è una di quelle cose che si pagano o si pensavano di pagare tranquillamente a rate.
''Che una improvvisa crisi stesse per abbattersi sui consumi turistici degli italiani, dovuta alle scelte di politica fiscale del governo, ne eravamo coscienti - ha sottolineato il presidente di Federalberghi, ma non ci saremmo mai aspettati un crollo di questa entità''. Non tutti sono d’accordo con queste tetre previsioni. Secondo un'indagine svolta da AES, Analisi Economiche e Sociali di Venezia, durante l’Estate 2007 partirà il 57% degli Italiani e la maggior parte per almeno due settimane.
Il 48% delle famiglie ha stanziato da 1000 a 2000 euro di budget. La tipologia di vacanza e il numero di componenti influenzano il costo, infatti la spesa pro capite risulta essere tra i 300 e i 600 € per quasi il 35% delle persone intervistate. Solo il 25,5%, secondo questa ricerca resterà a casa, per impegni di lavoro (4%), problemi familiari (5,4%), ma soprattutto per le difficoltà economiche (16,1%) Queste sarebbero frutto dell’aumento generale delle spese familiari durante l’anno (52,4%).
L’aumento del mutuo, dell’affitto o il semplice caro vita di questi mesi hanno eroso il risparmio che queste famiglie destinavano alla vacanza. Per la restante metà la causa dei problemi economici è da riscontrare in alcune spese impreviste (28,6%), e solo il 4,8%, in eventi straordinari che hanno assorbito inevitabilmente risorse economiche nel bilancio familiare. Molto interessante risulta la statistica riguardante i modi di finanziamento di questo periodo di vacanza. La maggior parte (58,4%) dovrà fare ricorso ai propri risparmi e solo il 5,2% sfrutterà la quattordicesima per sostenere la spesa (ricordiamo che non per tutti i contratti di lavoro è prevista questa mensilità aggiuntiva). Una volta al mare, è sempre questa infatti, la meta preferita dalla maggior parte degli Italiani, le famiglie dovranno fare i conti con altre spese impreviste. Riempire il carrello nei luoghi di villeggiatura costa anche il 100% in più rispetto ai costi dei negozi in città. Un rincaro ingiustificato, assolutamente fuori controllo, anche dei prodotti di prima necessità, denunciato da Federconsumatori.
Un chilo di zucchero arriva ad esempio a costare un euro e cinquanta rispetto ai 90 abituali. L’acqua è addirittura raddoppiata.
Frutta e verdura sono un autentico lusso.
Stupiamoci poi, se il prossimo anno l’esercito di chi resterà a casa è destinato ad ingrossarsi ulteriormente...