La cifra scende a volte fino a 900 euro al mese. Ma può anche oltrepassare i 2500 euro. Tutto dipende dal tipo di casa di riposo. E dalla presenza o meno delle convenzioni con la Regione. Tra Padova, Venezia e Treviso si contano circa 130 strutture di ogni dimensione, pubbliche, private o gestite da istituzioni religiose. Un ventaglio di offerte comunque insufficiente rispetto alle esigenze della popolazione e soprattutto alle possibilità economiche di molte famiglie venete.
Un contributo regionale per l'assistenza a domicilio
La Regione del Veneto ha stabilito che dal primo gennaio 2007 gli interventi regionali destinati alle persone non autosufficienti assistite a domicilio saranno sostituiti dall”assegno di cura’. Un unico contributo che ne unifica tre, distinti e già esistenti:
I finanziamenti regionali per il 2007 ammontano a 40 milioni 200 mila euro.
La gestione dei contributi, come ricorda l'assessore alle politiche sociali Stefano Valdegamberi, è affidata ai Comuni, o agli enti da questi delegati quali le Aziende Ullss, le Comunità Montane, le Unioni di Comuni.
L'assegno di cura potrà raggiungere il massimo di 520 euro mensili.
"Entro la fine del 2007 sarà pienamente realizzato questo nuovo sistema - ha sottolineato l'assessore - che vede la possibilità per il cittadino di accedere all'assegno di cura tramite gli sportelli e altri punti d'accesso individuati dagli enti locali".
Le badanti possono contare su un nuovo inquadramento lavorativo e su retribuzioni meno “selvagge”. I livelli retributivi, dunque, passano da quattro a otto, suddivisi a seconda del grado di assistenza e della qualifica professionale. Si introduce poi il part-time e il lavoro ripartito. In pratica, la badante diventa assistente. E in questo modo si paga come minimo un terzo in più di prima.
Fino a ieri, le badanti "in regola" sottostavano per lo più a un accordo che comprendeva "25 ore settimanali e 500 euro al mese - come spiega Leonardo Menegotto, responsabile sportello immigrati della Cgil - . Questo perché entro le 24 ore si è nel part time. La badante, comunque, non lavora 25 ore, ma ben di più. Di giorno e di notte.
Infatti alla fine arriva a percepire altri 2-300 euro in nero". Adesso le cose cambiano. Le lavoratrici assunte dopo il primo marzo avranno automaticamente la nuova retribuzione.
Per quelle assunte prima, l'adeguamento avverrà in due tranche, che daranno ciascuna il 50 per cento dell'aumento: la prima "fetta" al primo di marzo, la seconda al primo gennaio 2008.
L’amministratore di sostegno è una figura (introdotta da una legge del 2004) che si prende cura della persona e del patrimonio delle persone dichiarate non autonome; anziani o disabili che pur avendo difficoltà, anche temporanee, nel provvedere ai propri interessi, non necessitano comunque di ricorrere all’interdizione o all’inabilitazione.
Viene nominato dal giudice tutelare (presso la Procura delle Repubblica) e scelto, dove è possibile, nello stesso ambito familiare dell’assistito. Possono essere nominati amministratore di sostegno: il coniuge, purché non separato legalmente, la persona stabilmente convivente, il padre, la madre, il figlio o il fratello o la sorella, e comunque il parente entro il quarto grado. L’ufficio di amministrazione di sostegno non prevede l'annullamento delle capacità del beneficiario a compiere validamente atti giuridici ed in questo si differenzia dall'interdizione.
Dura dieci anni, ma può essere rinnovato, a meno che si tratti di un parente o del coniuge o della persona stabilmente convivente, nel qual caso dura per sempre, salvo rinuncia o richiesta di revoca dello stesso interessato. La persona interessata può mediante atto pubblico o scrittura privata autenticata presentare la richiesta al giudice tutelare della propria zona di residenza o anche domicilio ed entro sessanta giorni dalla data di presentazione della richiesta, il giudice provvederà alla nomina dell'amministratore. Il suo decreto diventa immediatamente esecutivo. La Regione Veneto ha istituito in fase sperimentale un registro degli amministratori di sostegno.Da un monitoraggio realizzato tra Regione Veneto e Tribunali del Veneto sul funzionamento della legge risulta che nel primo anno di applicazione della legge sono state esaminate 1508 istanze, delle quali 927 si sono concluse con l’emissione di provvedimento di nomina dell’amministratore di sostegno.