Dicembre 2011
Dicembre 2011
scarica il giornale
Scarica la tua copia del giornale in formato pdf
 

CASA DI RIPOSO O BADANTE?

Cosa fare? Indagine di Qui Risparmio sulla Quarta etÃ

L'idea di base è garantire un miglior servizio al cittadino, favorendo una maggior concorrenza (basata sulla qualitÃ) tra le case di riposo. E così è nato il decreto della giunta regionale, votato lo scorso dicembre, che ha rivoluzionato la legislazione regionale in materia di case di riposo. Se fino a poco tempo fa la Regione erogava il contributo direttamente alle case di riposo, adesso tutto funziona al contrario: l'aiuto economico viene dato direttamente al soggetto richiedente. La conditio sine qua non per accedere all'agevolazione, però, resta sempre la stessa, l'anziano che deve godere del contributo deve essere non autosufficiente. Dal punto di vista tecnico, poi, le domande devono essere presentate negli uffici dei servizi sociali dei singoli comuni. Va anche aggiunto, però, che in questa prima fase di innovazione alcune amministrazioni comunali non hanno ancora approntato sportelli per il servizio, carenza che verrà però superata a breve.La cifra scende a volte fino a 900 euro al mese. Ma può anche oltrepassare i 2500 euro. Tutto dipende dal tipo di casa di riposo. E dalla presenza o meno delle convenzioni con la Regione. Tra Padova, Venezia e Treviso si contano circa 130 strutture di ogni dimensione, pubbliche, private o gestite da istituzioni religiose. Un ventaglio di offerte comunque insufficiente rispetto alle esigenze della popolazione e soprattutto alle possibilità economiche di molte famiglie venete.
A Treviso, come a Padova e a Venezia, una residenza costa in media 1200 euro al mese: 40 euro al giorno, comprensivi di tutti i servizi (o quasi), che possono portare via un intero stipendio. Per chi è in difficoltà, esistono sia le convenzioni che gli alloggi protetti. In quest'ultimo caso, la spesa si aggira intorno ai 500 euro. Ma le liste d'attesa sono lunghe e i requisiti per accedervi rendono ancora più remota la possibilità di sfruttare l'assistenza. Le convenzioni, che permettono di risparmiare qualche decina di euro al giorno, valgono per un numero limitato di posti letto. E, anche in tale caso, la lista d'attesa è interminabile. Insomma, se si sceglie una di queste strutture, per lo più la cifra da sborsare è rilevante. Anche se, ovviamente, i vari istituti residenziali sparsi sul territorio offrono in genere un ampio ventaglio di servizi. E assicurano una assistenza a 360 gradi. Resta il fatto, però, che la situazione anche nel nostro territorio rischia di "collassare". Non per niente, sempre più famiglie ricorrono all'aiuto delle tante "badanti" dell'Est, in particolare cittadine Moldave e Ucraine, ritenute in linea di massima anche più "economiche".
In realtà, però, la nuova normativa scattata a marzo (per la prima volta viene contemplata questa figura professionale), prevede un tariffario non così leggero per il portafoglio. Nel caso di assistente formata, impiegata sempre per 54 ore settimanali con una persona non autosufficiente, la famiglia adesso deve garantire uno stipendio di circa mille euro. Più altri 220 euro di contributi. Ecco allora che, in questo caso, la spesa totale per il datore è di 1220 euro al mese. Per una badante non formata, inquadrata sempre con il contratto da 54 ore, la spesa totale è invece di 1020 euro. Sempre tanto, per chi non naviga nell'oro.

La Regione “passa” i contributi alle famiglie

L'idea di base è garantire un miglior servizio al cittadino, favorendo una maggior concorrenza (basata sulla qualità) tra le case di riposo. E così è nato il decreto della giunta regionale, votato lo scorso dicembre, che ha rivoluzionato la legislazione regionale in materia di case di riposo. Se fino a poco tempo fa la Regione erogava il contributo direttamente alle case di riposo, adesso tutto funziona al contrario: l'aiuto economico viene dato direttamente al soggetto richiedente. La conditio sine qua non per accedere all'agevolazione, però, resta sempre la stessa, l'anziano che deve godere del contributo deve essere non autosufficiente. Dal punto di vista tecnico, poi, le domande devono essere presentate negli uffici dei servizi sociali dei singoli comuni. Va anche aggiunto, però, che in questa prima fase di innovazione alcune amministrazioni comunali non hanno ancora approntato sportelli per il servizio, carenza che verrà però superata a breve.


Esempi di costi di casa di riposo

 

L'assegno di cura

Un contributo regionale per l'assistenza a domicilio
La Regione del Veneto ha stabilito che dal primo gennaio 2007 gli interventi regionali destinati alle persone non autosufficienti assistite a domicilio saranno sostituiti dall”assegno di cura’. Un unico contributo che ne unifica tre, distinti e già esistenti:

  • il contributo ai non autosufficienti che vivono in casa, regolato dalla legge regionale n.28 del 1991;
  • il contributo alle famiglie che si avvalgono di assistenti familiari o "badanti", secondo quanto prevede da una deliberazione del 2002;
  • il contributo alle famiglie che assistono persone con demenza (Alzheimer o altro tipo), in riferimento alla legge regionale n.5 del 2001.

I finanziamenti regionali per il 2007 ammontano a 40 milioni 200 mila euro.
La gestione dei contributi, come ricorda l'assessore alle politiche sociali Stefano Valdegamberi, è affidata ai Comuni, o agli enti da questi delegati quali le Aziende Ullss, le Comunità Montane, le Unioni di Comuni.
L'assegno di cura potrà raggiungere il massimo di 520 euro mensili.
"Entro la fine del 2007 sarà pienamente realizzato questo nuovo sistema - ha sottolineato l'assessore - che vede la possibilità per il cittadino di accedere all'assegno di cura tramite gli sportelli e altri punti d'accesso individuati dagli enti locali".

Il nuovo contratto per le badanti

Dal primo marzo sono scattate nuove regole e garanzie 

Il nuovo contratto per le badantiLe badanti possono contare su un nuovo inquadramento lavorativo e su retribuzioni meno “selvagge”. I livelli retributivi, dunque, passano da quattro a otto, suddivisi a seconda del grado di assistenza e della qualifica professionale. Si introduce poi il part-time e il lavoro ripartito. In pratica, la badante diventa assistente. E in questo modo si paga come minimo un terzo in più di prima.

Fino a ieri, le badanti "in regola" sottostavano per lo più a un accordo che comprendeva "25 ore settimanali e 500 euro al mese - come spiega Leonardo Menegotto, responsabile sportello immigrati della Cgil - . Questo perché entro le 24 ore si è nel part time. La badante, comunque, non lavora 25 ore, ma ben di più. Di giorno e di notte.
Infatti alla fine arriva a percepire altri 2-300 euro in nero". Adesso le cose cambiano. Le lavoratrici assunte dopo il primo marzo avranno automaticamente la nuova retribuzione.
Per quelle assunte prima, l'adeguamento avverrà in due tranche, che daranno ciascuna il 50 per cento dell'aumento: la prima "fetta" al primo di marzo, la seconda al primo gennaio 2008.

 

L’amministratore di sostegno

L’amministratore di sostegno è una figura (introdotta da una legge del 2004) che si prende cura della persona e del patrimonio delle persone dichiarate non autonome; anziani o disabili che pur avendo difficoltà, anche temporanee, nel provvedere ai propri interessi, non necessitano comunque di ricorrere all’interdizione o all’inabilitazione.
Viene nominato dal giudice tutelare (presso la Procura delle Repubblica) e scelto, dove è possibile, nello stesso ambito familiare dell’assistito. Possono essere nominati amministratore di sostegno: il coniuge, purché non separato legalmente, la persona stabilmente convivente, il padre, la madre, il figlio o il fratello o la sorella, e comunque il parente entro il quarto grado. L’ufficio di amministrazione di sostegno non prevede l'annullamento delle capacità del beneficiario a compiere validamente atti giuridici ed in questo si differenzia dall'interdizione.
Dura dieci anni, ma può essere rinnovato, a meno che si tratti di un parente o del coniuge o della persona stabilmente convivente, nel qual caso dura per sempre, salvo rinuncia o richiesta di revoca dello stesso interessato. La persona interessata può mediante atto pubblico o scrittura privata autenticata presentare la richiesta al giudice tutelare della propria zona di residenza o anche domicilio ed entro sessanta giorni dalla data di presentazione della richiesta, il giudice provvederà alla nomina dell'amministratore. Il suo decreto diventa immediatamente esecutivo. La Regione Veneto ha istituito in fase sperimentale un registro degli amministratori di sostegno.Da un monitoraggio realizzato tra Regione Veneto e Tribunali del Veneto sul funzionamento della legge risulta che nel primo anno di applicazione della legge sono state esaminate 1508 istanze, delle quali 927 si sono concluse con l’emissione di provvedimento di nomina dell’amministratore di sostegno.


Autore: Gianluca Codognato