Gli esperti ne sono convinti: questo sarà l’anno della svolta per la diffusione delle carte di credito in Italia, il Paese europeo che meno ama il pagamento con le card (solo il 6% delle transazioni oggi avviene tramite carta). Secondo ABCapital, società di mediazione creditizia, anche da noi, in tempi brevi, il contante sarà destinato a lasciare sempre più spazio al “denaro di plastica”. Non solo per fare grandi acquisti, ma anche per la quotidiana spesa al supermercato o per ricaricare cellulari ed effettuare pagamenti via Internet. Attualmente, stando ai dati rilevati da Eurisko per Cogeban, in 7 portafogli su 10 c’è almeno una scheda bancomat, mentre quattro persone su dieci posseggono una carta di credito.
In particolare entro l’inizio del 2008 si prevede il raddoppio: il passaggio dall’uso prevalente di una sola carta di credito per famiglia, all’utilizzo abituale di due strumenti di pagamento “non cash” per ogni nucleo.
Gli esperti hanno provato a capire perché l’Italia è fanalino di coda in questo capitolo e le motivazioni sono soprattutto di ordine socio-culturale. Prima tra tutte c’è la percezione dei rischi relativi alla sicurezza o alla violazione della privacy, ma anche una scarsa conoscenza degli strumenti di pagamento e dei relativi benefici, tra cui il risparmio per la gestione del contante.
L’IMPULSO DELLA FINANZIARIA
Un impulso al decollo delle carte di credito (sono 30 milioni quelle già in circolazione) lo sta dando il Governo, sempre più orientato verso la “smaterializzazione” della moneta.
La finanziaria, ad esempio, stabilisce che a partire da luglio 2007 i pagamenti a professionisti oltre i 100 euro dovranno avvenire elettronicamente.
TESSERE AL FEMMINILE
Decisive nella conversione alle carte di credito nel prossimo biennio, sempre secondo lo studio, saranno le donne, dominanti nelle scelte delle famiglie. E’ forse pensando a loro che qualcuno ha già pensato ad un piccolo business: le credit-covers adesive che consentono di far indossare la griffe preferita anche alla più anonima carta di credito. Naturalmente senza interferire sulle bande magnetiche. Ma non è tanto il mal funzionamento delle tessere o l’eventuale smagnetizzazione che preoccupa gli utenti,quanto la sicurezza.
ACQUISTI SICURI IN INTERNET
Secondo i dati dell’Unione europea, le frodi attuate con carte di credito sono aumentate nell’ultimo anno di un allarmante 50%, per un valore totale che supera i 10 mila miliardi di lire.
Una crescita questa, determinata principalmente dall’aumento delle truffe via Internet, che sta diminuendo progressivamente la fiducia dei consumatori nei confronti delle transazioni in Rete e rallentando l’espansione del commercio elettronico.
I consigli utili vengono dal Centro Europeo Consumatori:
1) Non comprare da siti sconosciuti, ma rivolgetevi a negozi sicuri ed affidabili come ad esempio quelli elencati in alcune guide agli acquisti on line.
2) Il negozio virtuale dovrebbe utilizzare dei collegamenti sicuri per la trasmissione dei dati.
Questi si riconoscono dal fatto che l’indirizzo Internet della homepage non è un “http” ma un “https” e spesso appare nella cornicetta del proprio Browser (sul lato inferiore dello schermo) il disegno di un lucchetto. Https ("s" come sicurezza ) è un protocollo simile al classico http ma, a differenza di quest'ultimo, è protetto da cifratura grazie al sistema di crittografia SSL, Secure Sockets Layer.
Grazie a questo protocollo i dati vengono criptati per l'invio sicuro in Internet. La potenza di cifratura della crittografia si misura in bit (in genere 40, 56 o 128 bit). Il numero di bit definisce il numero di combinazioni necessarie per annullare la chiave di crittografia. Con una crittografia a 128 bit immaginate che numero stratosferico di combinazioni dovrebbero provare i truffatori.
3) Non salvate troppe informazioni sul proprio PC che siano collegate al pagamento con carta di credito (per esempio il nome dell’utente).
4) Non procedere al rilascio del numero della carta di credito in quei siti in cui tale richiesta è posta come condizione di accesso.
5) Se si dovesse ricevere una e-mail dalla banca, con la quale vengono richiesti ulteriori dati personali, è indispensabile assicurarsi che la e-mail sia stata spedita veramente dalla banca.
6) Evitate di salvare sul proprio PC la password.- Non effettuate acquisti via Internet ed evitate di pagare con carta di credito da un computer pubblico.
7) Dopo aver effettuato il pagamento con la carta di credito, cancellate tutti i dati temporanei ed i cookies dal proprio PC.
8) Controllate sempre gli estratti conto della carta di credito nei mesi successivi per rinvenire eventuali irregolarità.
9) Leggere con attenzione i contratti di vendita e se di importo rilevante vedere se si attengono in caso di controversia alla normativa italiana (soprattutto se scritti in lingua inglese).
Inoltre è bene sapere che la normativa vigente sugli acquisti è quella sui contratti a distanza, poiché gli acquisti avvengono al di fuori da locali commerciali (come per le spese effettuate tramite telefono o corrispondenza).
Il consumatore è completamente tutelato dall'istituto bancario contro ogni rischio di frode su tutti i suoi acquisti on line: nessuna responsabilità e nessun addebito per gli utilizzi illeciti della sua carta di credito.Infatti, in caso di addebiti impropri, il titolare della carta di credito ha 60 giorni, dal ricevimento dell'estratto conto, per inviare contestazione alla banca di emissione, al fine di riavere i soldi sul proprio conto corrente. Inoltre, esiste il diritto di recesso: il consumatore ha il diritto di recedere da qualunque contratto a distanza, senza alcuna penalità e senza specificarne il motivo, entro un termine di dieci giorni lavorativi. La sicurezza è garantita anche per il venditore: l'esercente ha la possibilità di assicurarsi contro le frodi on line, eliminando completamente i rischi legati agli ordini di pagamento ripudiati.
Inoltre, in caso di uso fraudolento della carta di credito, il venditore può ottenere il risarcimento del danno, se dimostra alla banca di aver verificato l'identità dell'acquirente al momento della consegna.
CARTE PER VIAGGIARE
La soluzione, per viaggiare sicuri, sta nella giusta combinazione delle nostre finanze, anche in caso di furto. L’ideale è portare con sé un po’ di denaro contante nel portafoglio e prelevare contanti al distributore automatico con la carta di credito, meglio se prepagata.
Ce ne sono anche di anonime, svincolate dal conto corrente. La soluzione ideale anche per gli studenti che vanno all’estero per motivi di studio.
L’ERA DELLE PREPAGATE
Massimo Ribaudo, direttore della sede centrale della Cassa di Risparmio di Venezia non ha dubbi: è la carta prepagata ricaricabile la soluzione destinata a prendere il largo in futuro. E’ estremamente utile in viaggio, perché protegge da eccessive perdite in caso difurti ed è comoda e sicura anche per fare acquisti su Internet. “Con 10 euro si acquista la carta – spiega Ribaudo - e si può caricarla anche solo per l’esatto importo della spesa che intendiamo fare. Ogni ricarica costa 50 centesimi ed è possibile attivarla on line, negli sportelli bancomat o direttamente in banca”. Dal direttore della filiale del centro storico scopriamo che Venezia è la prima città italiana, assieme a Roma, per diffusione dei sistemi di pagamento con carte. Il 50% delle transazioni avvengono in questo modo e la spiegazione, naturalmente, sta nella vocazione turistica di queste città. Prepagate non solo per fare acquisti on line. Ci sono anche carte “usa e getta”, dei ‘borsellini virtuali riempibili con cifre che variano dai 50 ai 500 euro e che online non funzionano. A richiederle sono soprattutto giovani e giovanissimi senza conto corrente, ma anche molti stranieri e chi deve viaggiare in paesi esotici, dove più facile è trovarsi coinvolti in furti e frodi. Lo si può usare come denaro contante al supermercato e nei negozi che espongono il marchio ‘Pagobancomat’, oppure come carte bancomat per prelevare denaro dagli appositi sportelli. Alcune carte, poi, non sono soltanto prepagate e ricaricabili, ma permettono il ‘revolving’, ancipando piccoli prestiti estinguibili a rate.
E’ ARRIVATO BANKPASS, IL PORTAFOGLIO VIRTUALE
Quando si attiva presso la propria banca Bankpass (lo si può fare on-line direttamente dal sito http://www.bankpass.it), viene creato un portafoglio virtuale, chiamato wallet, in cui inserire gli strumenti che si desidera utilizzare per fare acquisti nel web. Non solo la carta di credito, ma anche, eventualmente, il PagoBancomat. Oltre a questo si ricevono password e login per accedere al servizio.
Quando si effettua un acquisto preso un negozio on-line convenzionato (e presto saranno moltissimi), non si deve più inserire il proprio numero di carta di credito, ma login e password per accedere al proprio wallet. Una volta entrati (ambiente gestito direttamente dalla banca, non dal negoziante), si può scegliere con quale mezzo pagare (carta di credito o PagoBancomat) e sarà la banca a individuare la propria carta di servizio ed effettuare la transazione, senza inviare alcun dato via Internet al negoziante. Se poi si volessero fare acquisti presso un sito non convenzionato, si potrà richiedere a Bankpass un numero di carta di credito virtuale usa e getta. Questo numero morirà appena effettuata la transazione.
A transitare on-line saranno solo login e password del cliente, e non più i numeri di carta di credito.
I truffatori ne sanno davvero una più del diavolo. L’ultima truffa segnalata in Europa funziona così. Arriva una telefonata dall’estero al possessore di carta di credito: “Lei è il signor Tal dei Tali, residente a … Possiede una carta di credito della Banca XY. Ci risulta che la sua tessera sia stata segnalata perché oggetto di un’azione fraudolenta.
Per risarcirla dobbiamo aprire un procedimento per truffa, ma abbiamo bisogno di conoscere anche gli ultimi tre numeri di serie della sua carta”. Di fronte a tanta sicurezza l’ignaro e preoccupato utente apre ai truffatori il suo portafogli virtuale. A raccontarci questa sorta di “new entry” tra le truffe è Mario Gigli, della Banca di Credito Cooperativo del Veneziano. Gli istituti di credito sono i primi a voler conoscere queste spiacevoli novità in fatto di truffe, proprio per poter proteggere i propri clienti. “Tra tutte le mitigazioni possibili – aggiunge Gigli – in accordo con i nostri clienti abbiamo deciso che tutte le spese fatte entro le 48 ore dalla consegna della carta ‘violata’ saranno rimborsate subito all’utente truffato. Aspetteremo noi, successivamente, il rimborso”.
Ma come si fa a sapere se qualcun altro sta utilizzando la nostra carta di credito?
La Banca del Veneziano, come altri istituti di credito, ha adottato il comodo sistema dell’sms. Un messaggio sul telefonino, gratuito, avvisa quando è stato fatto un acquisto superiore ai 200 euro mediante la propria carta.“E siccome ci siamo accorti che gran parte delle spese con carte clonate vengono fatte in Spagna, Jugoslavia, Romania – prosegue Gigli – abbiamo pensato all’opportunità di poter attivare o disattivare sempre gratuitamente, con un sms, la funzionalità della tessera all’estero”.
- Non perdete mai di vista la vostra carta, mentre gli operatori vi addebitano la spesa. Nei negozi, al ristorante o dal benzinaio siate sempre presenti e non cedetela al dipendente mentre voi siete altrove (in modo da evitare che qualcuno prenda nota del vostro numero di carta. Fidarsi è bene, ma... - E attenzione, soprattutto, a dove buttate gli scontrini della vostra carta di credito: potrebbe esserci in agguato qualcuno pronto a raccoglierli, soprattutto in prossimità di supermercati, ristoranti e vie dello shopping, per ricavarne gli estremi necessari a fare acquisti su internet. È la nuova frontiera delle truffe ai danni dei possessori di carte di pagamento, nota con il termine inglese di trashing.
-State in guardia dalle-mail o dagli sms che arrivano nella posta elettronica, del tutto simili graficamente a quelle degli istituti di credito, che invitano i titolari di conti correnti a inserire in un sito internet (anche questo del tutto simile a quello delle banche) i propri dati sensibili. Si chiamano phishing e smishing. - Cercate di proteggere anche la vostra cassetta delle lettere, perché i truffatori frugano anche lì, alla ricerca di documenti inviati dalla banca, con la speranza di poter accedere ai codici segreti di carte di credito e bancomat. E’ il cosiddetto boxing.
-Quando vi recate ad uno sportello bancomat fate in modo non si possa vedere qual è il numero del codice che state digitando: i truffatori potrebbero aver collocato un dispositivo, identico all’originale, per copiare i dati della banda magnetica della tessera. E’lo skimming. Senza il codice, almeno, non potranno utilizzarla.