Dicembre 2011
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Area metropolitana tasse a confronto

Indagine sulle tasse

C’è chi punta i propri guadagni sulla COSAP, l’imposta sull’occupazione del suolo pubblico (leggi, plateatici, ma molto altro ancora). E chi cerca di incrementare i propri importi soprattutto con l’aiuto della TIA, la tassa per l’igiene ambientale. C’è chi ritocca all’insù l’addizionale IRPEF e chi invece di addizionale non vuole neppure sentir parlare. C’è chi fa pagare salate le affissioni pubblicitarie e chi, di contro, preferisce magari puntare sull’aliquota, ordinaria e non, dell’ICI. La cosa certa è che trevigiani, veneziani e padovani devono fare ogni anno i conti con imposte, tariffe e tributi locali, spesso sgraditi balzelli che, ogni mese, possono far sballare i conti delle famiglie. Così, anche se per lo più i Comuni negli ultimi anni deliberano aumenti contenuti, di solito in linea con le variazioni ISTAT, l’imposizione locale, variegata e complessa, toglie il fiato e soffoca il portafoglio dei veneti.

COSAP
Per quanto concerne l’occupazione di suolo pubblico, che riguarda in particolare i possessori di bar e di ristoranti (plateatico), ma anche, per esempio, i distributori di benzina, le edicole, i chioschi, le aree parcheggi, le tende e i tendoni, le vetrine e le bacheche, il prezzo da pagare a Treviso, Padova e Venezia è spesso molto salato. Le tre città, infatti, con il centro storico lagunare in testa, registrano una massiccia presenza turistica. Così, nelle zone di pregio (categoria 1) la Cosap può costare dai 71 euro a metro quadro di Padova ai 51 euro di Treviso. In questo caso, il capoluogo della Marca è suddiviso in sole tre aree, che vanno sempre dalle zone più centrali a quelle più periferiche e meno in vista. Nella città del Santo, le categorie prese in considerazione sono quattro, mentre Venezia ne ha addirittura sei. Il prezzo più alto viene pagato dai chioschi, poi dalle edicole. Molto meno onerosa l’imposta sull’occupazione di suolo pubblico quando si tratta di aree a parcheggi, autorimesse sotterranee.

TIA. 
La tariffa di igiene ambientale, la cui riscossione è affidata in genere ad aziende esterne (in laguna, Vesta; a Treviso, Trevisoservizi srl, Padova AcegasAps), è un costo che pesa. Il calcolo avviene a seconda del numero dei componenti il nucleo familiare. Si va da uno a sei e più persone. In questo caso, prendendo una famiglia di quattro componenti, la tariffa variabile più elevata è quella di Treviso (oltre 155 euro). A Venezia questa cifra scende a circa 106 euro. La tariffa fissa più bassa, 56 centesimi, è invece quella di Padova.

PUBBLICITA’. 
Anche l’affissione di manifesti pubblicitari si paga in modo salato. E’ Venezia, da questo punto di vista, la più costosa. Per questa imposta le variabili sono molteplici e la spesa lievita a seconda della posizione e delle dimensioni del mezzo pubblicitario. In laguna, si arriva a pagare fino a quasi 22 euro a metro quadro per un anno in zona non luminosa. A Treviso l’imposta scende a 18 euro e 60 centesimi. Il tributo sulle affissioni aumenta in aree luminose, e negli spazi di maggior pregio. Le altre categorie di prezzo riguardano la pubblicità effettuata tramite impianti e diodi luminosi, lampadine o cose simili. Oppure quella con proiezioni luminose e cinematografiche o con diapositive, le promozioni fatte tramite striscioni che attraversano strade o piazze e da aeromobili. In tutti questi casi, la spesa lievita notevolmente.

ICI. 
Per quanto riguarda l’aliquota Ici, le tre città sono sostanzialmente in linea fra di loro. Padova ha l’aliquota più alta sulla prima casa (4,5 per mille, contro il 4 per mille degli altri due capoluoghi di provincia).
La tassazione ordinaria, invece, è per tutte e tre il 7 per mille. Molto importante, però, la detrazione, che in pratica recide di netto il costo dell’imposta comunale sugli immobili. Il vantaggio più elevato è per le famiglie veneziane che possono usufruire di uno sconto pari a 121 euro. La detrazione di Padova è di 103 euro; nella Marca si arriva a 104 euro. In questo contesto, l’eliminazione dell’ici sulla prima casa, misura spesso decantata a destra come a sinistra, potrebbe risultare in media per lo più ininfluente. Se non per chi abbia una imposta molto alta, in corrispondenza, evidentemente, di un immobile di pregio e valore.

IRPEF. 
L’addizionale Irpef, sbloccata quest’anno, è un altro balzello che serve per rimpinguare le tasse comunali. Una misura che influisce in modo non preoccupante sull’imposta sui redditi delle persone fisiche. Ma che serve più che altro a coprire alcune spese locali. L’addizionale esiste a Padova e a Treviso, con una aliquota dello 0,6 per cento. Venezia, invece, continua a farne a meno, forte di altre entrate come quella del Casinò. 

ALTRE SPESE. 
I cittadini dei tre capoluoghi veneti, poi, devono anche fare i conti con altre spese quotidiane, come quelle relative alle tariffe dei mezzi pubblici.
In questo caso, la filosofia dei comuni è rivolta a mantenere il più possibile inalterati i costi, adeguandoli, semmai, alle variazione indicate dall’Istat. In generale però, queste spese sono per lo più bloccate. Ad esempio, il prezzo del biglietto urbano a Padova come a Venezia è ancora di un euro. I ritocchi all’insù, semmai, possono riguardare altre tratte, come quelle extraurbane.

Indagine sulle tasse


Autore: Qui risparmio