Dicembre 2011
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L’APITERAPIA

IL MIELE

IL MIELE
Gli Egizi lo mettevano nelle tombe dei faraoni assieme ai corredi d’oro e i vasetti di coccio aperti con gli scavi archeologici dopo 4000 anni contenevano miele ancora perfettamente conservato. Nei monasteri medioevali i frati curavano col miele praticamente tutto, dalla febbre alla depressione, alle scottature. Non c’è periodo storico nè popolazione che non abbia assaggiato ed esaltato le virtù del miele.
Il grande vantaggio del nettare prodotto dalle api è quello di poter apportare all’organismo calorie prontamente disponibili, senza richiedere complessi processi digestivi fornire, nel contempo, sostanze dannose. Per questo il miele è da sempre usato sia per le persone sane che per i soggetti deperiti o ammalati. Nell’alimentazione degli atleti o comunque di chiunque stia svolgendo un esercizio fisico, è consigliabile subito prima, durante e anche dopo lo sforzo, per favorire il recupero. Miele utile anche per chi lavora con l’intelletto, per ripristinare all’istante la funzionalità mentale quando, lontano dai pasti, si abbassa la glicemia. Nelle persone malate le stesse proprietà divengono anche più preziose: quando un malato, per diversi motivi, non è in grado di nutrirsi a sufficienza, una piccola quantità di miele sciolto in un po’ d’acqua può ridargli le forze.   
I soggetti diabetici o le persone obese in cura dimagrante devono invece fare attenzione all’uso del miele come alimento, dato il suo notevole apporto energetico  (320 kcal/100 g). Ma chi tende ad ingrassare può comunque utilizzare il miele per addolcire ad esempio una macedonia, uno yogurt o bevande come il te, perchè il miele risulta più dolce dello zucchero e dunque se ne può impiegare di meno.
IL POLLINE
Viene messo in commercio sotto forma di minuscole palline. E’ il polline che le api raccolgono su alcuni fiori spazzolandolo con le zampe e impastandolo, fino a dargli la forma arrotondata. Negli alveari viene utilizzato per nutrire la covata delle api operaie e dei maschi, potendo garantire un apporto proteico che abbinato al miele permette la formazione del tessuto e la crescita dell’ape. Pare che il polline stimoli ed aumenti l’energia vitale, che ristabilisca la buona funzionalità intestinale armonizzando il metabolismo. Si dice che svolga anche un’azione atianemica e antianoressica e che agisca da antidepressivo.
LA PAPPA REALE  
La pappa reale appare come una crema biancastra dal sapore e dall’odore acre.  Viene secreta dalle ghiandole ipofaringee e mascellari delle api operaie che la distribuiscono alle larve fino a due giorni d’età. È anche il principale nutrimento dell’ape regina durante la sua esistenza. Contiene 70% di acqua e 30% di sostanza secca, di cui 15% di proteine, 12% di glicidi e 3% di lipidi. Si dice sia un autentico concentrato di salute, un eccellente ricostituente e antistress. Ma pare che la componente più preziosa della pappa reale sia in realtà l’acido 10-idrossidecenoico, presente nell’alimento fresco, che eserciterebbe attività antibatterica e antitumorale.
LA PROPOLI
Le api usano la/il propoli per sigillare ogni apertura dell’ alveare e proteggerelo da l freddo e da ogni eventuale aggressore.Noi la utilizziamo perlopiù per le sue proprietà antibatteriche. La propoli è davvero in grado di inibire molti ceppi batterici. Ma ha anche un’azione fungicida e proprietà antivirali, cicatrizzanti, immunistimolanti e vasoprotettive. Il  consiglio degli esperti è di usare, qundo possibile, la propoli in soluzione idro-alcoolica al 10 o 20%.
 
IL MIELE IN CUCINA
Il miele più venduto oggi in Italia è quello d’acacia, che non cristallizza ed è uno dei mieli più “facili” da usare in cucina, come dolcificante del latte e del tè, delle torte e dei gelati; bisogna però ricordare che in forno va adoperato a temperatura media (160-180°) perché caramella a temperature inferiori a quelle dello zucchero, mentre per i gelati ci vuole tempo perché anche il congelamento avviene a temperature inferiori e quindi ci mette di più a solidificare. Il vantaggio nella preparazione di pane e di torte consiste nel fatto che mantiene più a lungo la freschezza e la morbidezza, e quindi non ha bisogno di conservanti.
Ma se è vero che il miele è un componente fondamentale delle ricette di dolci (dai torroni  e mandorlati ai cannoli siciliani, dai pan forti ai cantucci ) - si può tranquillamente affermare che può accompagnare egregiamente anche le pietanze salate: dagli antipasti ai primi, dalle carni all’insalata. Persino il pesce viene sottoposto ad una nuova tecnica di miele-marinatura. Formaggio e miele poi, sono un binomio davvero gustoso. E ogni formaggio vuole il suo miele. Per esempio il caprino va a nozze con il millefiori, mentre per il gorgonzola è ideale il miele di castagno. 

Autore: Qui Risparmio