Da quattro anni, nel nostro paese, si celebra addirittura un campionato
del mondo di barbecue, dal titolo che è un programma: Griglie Roventi.
Una passione, quella per la cucina alla griglia davvero contagiosa. 4
milioni di famiglie affermano di farlo frequentemente durante l’anno,
ma sono ben 24 milioni le grigliate organizzate d’estate, secondo la
stima di Carnealfuoco.it, il portale dei fan del BBQ, per dirla
all’americana. Già, gli Stati Uniti detengono tradizionalmente il
record in questo settore della gastronomia: l’80 delle famiglie
possiede un barbecue (ogni anno ne vengono organizzati 2,7 miliardi!)
con un giro d’affari che si attesta sui 4 milioni di dollari annui. Ma
la passione sta prendendo piede anche qui e non solo in occasione delle
gite fuoriporta. Ne sono appassionati gli uomini, ma scopriamo che la
maggioranza dei “fuochisti” (il 60%) è costituita dal gentil sesso.
GRIGLIATA O BARBECUE?
I due termini spesso vengono confusi, ma non sono esattamente la stessa cosa, soprattutto per i tempi di cottura.
Per grigliata si intende a cottura della carne, pesce o verdura a fuoco
vivo, con la brace direttamente sotto gli alimenti. Nel babecue,
invece, gli alimenti sono grigliati a basse temperature, lentamente e
con le braci più distanti.
BBQ: GAS O CARBONELLA?
Ce ne sono anche di “usa e getta” da comprare per una manciata di euro
al supermercato (a dire la verità la mia esperienza con la vaschetta
d’alluminio grigliata non è stata proprio positiva e nell’unica
occasione in cui l’ho provata sul balcone di casa, ho proseguito la
cottura della carne sul fornello...). Certamente i più tradizionali ed
economici barbecue sono quelli portatili a carbonella, anche di piccole
dimensioni. Due sono le scuole di pensiero: chi è convinto che la brace
doni alla carne un’affumicatura inimitabile e chi, invece, preferisce
evitare tutta la prassi dell’accensione e l’inevitabile ondata di
fumo, affidandosi al gas.
FISSI O MOBILI?
E’ il sogno di molti amanti del BBQ: possedere un giardino nel quale
poter organizzare l’area deputata alle grigliate. Magari una struttura
fissa, realizzata in mattoni e cemento. Niente a che vedere con quei
manufatti in graniglia già pronti che si trovano in vendita
paragonabili, quanto a normative, ad un qualsiasi oggetto
d’arredamento. Per il barbecue fisso il proprietario deve rispettare i
criteri di costruzione dettati dal regolamento di edilizia comunale.
Per esempio in alcuni comuni va posizionato a 10 metri dai fabbricati
esistenti o dalle finestre e non deve creare disagi alle persone.
Regola di buon senso che dovrebbe valere sempre. Nel caso dei barbecue
mobili il principale vantaggio è costituito proprio dalla possibilità
di spostare il carrello nella posizione più conveniente rispetto al
vento dominante. Per non affumicarsi o non affumicare troppo il
vicinato.
BARBECUE
ANCHE IN CONDOMINIO?
Sì, ma con tanto buon senso. A meno che non vi siano regolamenti
condominiali o addirittura comunali che lo vietino. A Roma, ad esempio,
è vietato accendere fuochi di qualsiasi genere, anche in luoghi
privati, se non forniti di apposita canna fumaria (pena prevista 103,00
€ ). Una grigliata ogni tanto (magari invitando anche i vicini “più
rognosi”) non dovrebbe disturbare nessuno. Ma ci sono casi di molestie
da barbecue difficilmente risolvibili. Soprattutto se l’abitudine è
frequente ed il fumo si propaga nel vicinato. Se n’è occupato a “Forum”
anche il giudice Santi Licheri, emettendo una sentenza equilibrata:
divieto assoluto di emanazioni di fumo da barbecue ed il consiglio, al
fuochista perdente, di acquistare una griglia nuova con annessa cappa
aspirante.
L’IMPORTANTE E’ CHE SIA SICURO
Se andate a fare la classica gita e portate con voi l’attrezzatura,
fate attenzione a scegliere il luogo più adatto: calcolate le distanze
di sicurezza dagli alberi o da altri materiali che potrebbero essere
intaccati dalle fiamme. Il barbecue è pur sempre un fuoco all’aperto.
Che non va mai lasciato incustodito, soprattutto se vi gironzolano
intorno animali e bambini. Calcolate anche la poaizione del sole,
nell’ora in cui vi ritroverete a rigirare la carne sulla brace. Sarebbe
difficoltoso farlo con il sole negli occhi.
UNA COTTURA SANA?
La maggior parte dei nutrizionisti non vede la cottura alla griglia di
buon occhio, nonostante l’uso ridotto dei condimenti ed il rilascio del
grasso con la cottura.
Nel mirino ci sono le elevatissime temperature (anche superiori ai 1000
gradi) in grado di alterare le sostanze organiche presenti nelle
pietanze. In particolare preoccupa la formazione di sostanze
cancerogene derivanti dalla bruciatura delle parti esterne. Nelle
caratteristiche strisce bruciacchiate (presenti ancor di più quando si
cuociono i cibi sulla piastra) si possono trovare derivati del
benzopirene e dell’antracene, al punto che meno di un un chilo di carne
alla griglia contiene lo stesso quantitativo di benzopirene presente in
600 sigarette. Per questo motivo è importante pulire accuratamente la
griglia all’inizio e al termine del suo utilizzo, in modo che i residui
tossici delle precedenti cotture non possano aderire ai nuovi alimenti.
Se le fritture sono condannate per via dell’olio che brucia a
temperature elevate, figuriamoci se è il caso di cospargere d’olio la
carne prima di metterla sulla griglia....
Quando acquistate il barbecue, scegliete preferibilmente un modello
dotato di leccarda (presente anche nei forni), il piano che raccoglie
il grasso dei cibi ed evita che questo, cadendo sulla brace, sprigioni
fumo e odore. Nella grigliata argentina, ad esempio, il fuoco è al
centro e la carne è posta ai lati su apposite griglie: una distanza che
evita di carbonizzare il prodotto e che impedisce ai grassi, colando
lontano dalla brace, di alimentare il fumo. In alternativa si possono
usare dei fogli di alluminio posti intorno alla brace sotto gli
alimenti, per raccogliere il grasso colato durante la cottura.
Alluminio con il quali si possoo avvolgere pesce e patate per una
salubre cottura al cartoccio, sulla griglia o sotto le ceneri calde.
LA MARINATURA
Il segreto di un barbecue di soccesso non sta solo nella gestione del
fuoco e dunque della cottura, ma soprattutto nella preparazione degli
alimenti. Lasciare riposare gli alimenti in una miscela di succhi ed
aromi, contribusce ad arricchirli nel sapore e a renderli più teneri e
saporiti. Una pratica che consente di ridurre notevolmente l’uso del
sale, sfruttando i benefici delle erbe aromatiche (che sono anche
antibatteriche) e che contribuisce a proteggere maggiormente i cibi
dalle pericolose bruciacchiature.
Le marinature variano a seconda del tipo di carne. Alcuni esempi: per
il maiale ottimo è il composto di succo di mela, cipolla, chiodi di
garofano, cannella, ginepro, rosmarino, alloro o una miscela a base di
yogurt, menta, salsa di soia e sale aromatico. Per il pollo meglio la
classica birra, profumata con paprika o panna da cucina arricchita con
limone, zafferano, noce moscata, peperoncino e senape. Non va
dimenticato il pesce: per seppie e sgombri meglio un trito di olive
verdi, origano, limone, capperi, aglio, pepe nero e olio d’oliva; per
le triglie aglio, prezzemolo, finocchietto selvatico, pan grattato,
olio, sale e pepe. Quanto ai tempi di marinatura, per i composti
particolarmente forti, a base di aceto, vino rosso, salse e spezie,
basteranno 4-6 ore. Marinature più leggere devono riposare anche 24
ore.
COME PREPARARE IL FUOCO
La pazienza è l’ingrediente in più delle grigliate. Il fuoco va preparato almeno un’ora prima di cominciare a cuocere i cibi.
La carbonella è indubbiamente più pratica rispetto alla legna e
consente una cottura più uniforme. Per accendere la carbonella
qualcuno usa la “diavolina”, mentre i puristi si affidano alla classica
piccola catasta di rami secchi, alla quale danno fuoco con un pezzo di
carta appallottolata; via via aggiugono legna più spessa e quando
comincia a crearsi un po’ di brace aggiugono la carbonella.
Più semplicemente si può metter un giornale accartocciato nel bracere e
sopra un leggero strato di carbonella. Si dà fuoco al giornale e solo
quando la carbonella ha preso, se ne aggiunge dell’altra, soffiando sul
fuoco con una canna o con un ventaglio, per mantenerlo vivace. La
carbonella deve formare uno strato di 5 centimetri su ogni lato della
griglia ed il volume della brace dev’essere doppio rispetto alla
dimensione dei cibi da cuocere. E’ importante scegliere bene il
quantitativo di carbonella fin dall’inizio perchè, se aggiungerete
combustibile in un secondo momento, rischiereste di alterare la
temperatura e dunque di bruciare gli alimenti. Una volta avviato il
fuoco mettete anche la griglia sul fuoco, così si disinfetterà e i cibi
non attaccheranno.
Il barbecue sarà pronto in circa 20 minuti, quando le fiamme si saranno
spente lasciando una brace ardente, coperta da un sottile strato di
cenere. Per sapere quando è il momento di mettere le pietanze basta
tenere il palmo della mano a circa 12 centimetri dalla brace. Se si
riesce a sopportare il calore per circa 3 secondi la temperatura è
perfetta!
Generalmente bastano 10-15 minuti per una grigliata perfetta. Piuttosto
che rigirare di continuo gli alimenti è meglio sincerarsi che siano ben
cotti prima da una parte e poi dall’altra.
ALCUNI CONSIGLI PER LA COTTURA
Evitare la fiamma viva che carbonizza la carne e ricoprire la brace con un po’ di cenere per avere una temperatura meno alta.
Gli alimenti dovranno essere posti almeno a 10 centimetri dalla brace.
Usare palette per girare gli alimenti e non i forchettoni che bucano e
fanno fuoriuscire grassi e succhi che rendono la carne più dura e a
contatto con il fuoco producono sostanze tossiche.
Scegliere carne di buona qualità e di provenienza garantita ed evitare
i tagli di carne più grassa poiché come abbiamo visto è proprio il
grasso a subire le alterazioni più dannose con il calore.
Evitare di mangiare le parti annerite o perlomeno raschiatele.
Salate gli alimenti a fine cottura. Il rischio è che la carne sia più dura. Non salare eccessivamente le pietanze.
Bere molta acqua ed evitare l’associazione con alcolici per facilitare l’eliminazione delle tossine.
Mangiare assieme a carne o pesce alimenti ricchi di fibre e
antiossidanti come le verdure, che vanno consumate preferibilmente
crude.
Non inalate il fumo del barbecue.
GRIGLIATA VEGETARIANA
Il barbecue è sinonimo di serate in allegria con gli amici, ma può
essere discriminante se qualcuno, tra loro, fosse vegetariano. Per
questo è bene predisporre un menù alla griglia anche per chi non mangia
nè carne, nè pesce. Cotte sulla brace sono ottime anche le verdure (che
hanno bisogno di temperature meno elevate): peperoni, cipolle,
zucchine, melanzane, ma anche pomodori e pannocchie... Coregraficamente
potete fare dei colorati e gustosi spiedini vegetariati. Che potrete
accompagare con fette di polenta e formaggio (tipo tomino) grigliato
per pochi minuti. Un’idea originale sono le bruschette. In pochi minuti
potete abbrustolire le fette di pane toscano e condirle semplicemente
con sale ed olio (dopo averle strofinate con l’aglio “in camicia”, se
vi piace) o con l’aggiunta di pomodori tagliati a dadini.