Dicembre 2011
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FRUTTA SECCA, una deliziosa “bomba” a fine pasto

 

Pranzi, cene e cenoni. La tradizone trionfa soprattutto nelle ultime portate, dove c’è il serio rischio di fare il pieno di calorie: una fetta, anche due,  di pandoro o panettone, un pezzo di torrone o di mandorlato e l’immancabile frutta secca sgranocchiata tra le chiacchiere con parenti ed amici per ore ed ore, con il passamano dello schiaccianoci per aprire i gusci di noci e nocciole. I più piccoli invece, prediligono le “noccioline americane”, le arachidi, più facili da sbucciare e i pistacchi: uno tira l’altro. La frutta secca ed i semi oleosi vivono sulle tavole imbandite per il Natale il loro momento di gloria e anche la loro collocazione, nel reparto della frutta, ha un posto d’onore, con montagne di frutta secca ad ammiccare in vista delle feste. Per essere poi dimenticata durante il resto dell’anno. Ingiustamente, visti i pregiati valori nutrizionali dei semi oleosi, che furono, non a caso, il primo alimento dell’uomo. 

In queste pagine vogliamo decantare le loro virtù, da assumere comunque con cautela, vista la quantità di calorie e grassi che contengono. Una  vera bomba calorica se pensiamo anche a come spesso vengono proposti: farciti o ricoperti di cioccolato! Dovrebbero rinunciare a mangiarli (perlomeno in grande quantità e a fine pasto)  quanti stanno cercando di perdere peso, ma anche chi soffre di affezioni renali, gastrite e ulcera. Ma non si può certo dimenticare che sono fonte preziosa di vitaminie e sali minerali, utili ad intergrare la dieta di ogni giorno. 

Validissima a colazione e come spuntino, la frutta secca andrebbe evitata, invece, a fine pasto, poichè appesantisce la digestione e fornisce un esubero di calorie non indifferente. I pistacchi, per esempio, sono ricchi in fosforo e ferro, migliorano l’umore, ma forniscono molti grassi e circa 600 calorie per 100g. Le arachidi, ugualmente caloriche, sono stimolanti ed energetiche vista la presenza di amidi, ma se soffrite di stitichezza  dovrete assolutamente evitarle. Le virtù migliori si trovano nelle noci, ancora più caloriche (quasi 700 calorie  all’etto): contengono grassi insaturi, un ottimo ausilio per tenere sotto controllo il colesterolo e rafforzano, grazie allo zinco, il sistema immunitario. Un paio al giorno   sarebbero ideali. Le mandorle dovrebbero essere un prezioso alleato nell’alimentazione femminile, soprattutto per prevenire l’osteoporosi, poichè aiutano a fissare il calcio (contenuto ad esempio nei latticini) nelle ossa. Sono un vero concentrato di sali minerali (importante il contenuto di calcio, fosforo, calcio, magnesio) ma forniscono circa 600calorie/100g ed hanno un comportamento assai curioso, diremo “altruista”:  di per sè sono difficili da digerire, ma favoriscono la digestione degli amidi.  Che dire delle nocciole?   Anch’essere sono preziose,  con la loro abbondamza di vitamina E anti-invecchiamento.  La vitamina A è presente nei datteri, ideali per avere una scorta di energia. In questo caso le calorie sono 300 per ogni 100 grammi. L’uva passa dei panettoni dovrebbe essere utilizzata dagli sportivi, per avere a portata di mano zuccheri prontamente assimilabili e una buona quantità di potassio. Impariamo, dunque, ad utilizzare la frutta secca tutto l’anno, anche per motivi legati al portafogli. E’ inevitabile vedere il prezzo di noci e noccioline lievitare prima delle feste. Non dimenticate, in ogni stagione, che i semi oleosi andrebbero acquistati con il guscio e consumati preferibilmente non tostati;  preferite le  noci non sbiancate, non trattate con anidride solforosa o con ipoclorito di sodio ed evitate, anche se sono deliziosi,  i semi oleosi tostati e salati serviti nei bar con gli aperitivi: oltre ad essere salatissimi spesso sono già irranciditi  e comunque privi delle loro virtù.   

 I PISTACCHI

Il pistacchio (Pistacia vera) è una pianta della famiglia della Anacardiacee, cui appartengono, tra gli altri numerosi generi, l’anacardio, il mango e l’albero del pepe.

Fin dall’antichità era noto come una prelibatezza e apprezzato per le sue presunte proprietà afrodisiache e virtù medicinali. 

Il più conosciuto in tutto il mondo è il pistacchio di Bronte che si coltiva alle  falde dell’Etna, in provincia di Catania. 

I pistacchi al naturale sono un alimento povero di sodio e colesterolo e ricco di vitamina B6, tiamina, rame, fosforo, potassio, ferro e manganese. In virtù dell’elevato contenuto lipidico (600 calorie per 100g), l’apporto energetico è molto alto, addirittura superiore a quello di molti dolciumi, salumi ed insaccati grassi.

I lipidi contenuti nei pistacchi sono in buona parte mono e polinsaturi, appartengono cioè a quella classe di acidi grassi che aiutano a tenere sotto controllo il colesterolo.

I pistacchi, che tra le virtù hanno anche quella di migliorare l’umore (sarà per questo che uno tira l’altro?) andrebbero consumati con moderazione da chi ha problemi con diabete, obesità, ipertrigliceridemia, disordini epatici o ipertensione (soprattutto se salati).

LE NOCI

Juglans regia è il nome botanico della pianta da noce coltivata per i frutti e lo sfruttamento del legno. Alle noci si attribuivano anche virtù afrodisiache per l’eccezionale potere nutritivo e corroborante (una noce 45 calorie), e la forma che identificava in questo caso gli attributi maschili.Oggi a questo frutto oleoso molto energetico, ricco di grassi, calcio, ferro e sali minerali, vengono riconosciute molte qualità. Tonico del sistema nervoso, antisettico ed emolliente della pelle, colorante per abbronzanti e capelli.

La noce, indicata come cibo di scorta utile ad ogni evenienza, è un ricostituente ideale per convalescenti, ragazzi e anziani. Che le noci fossero un toccasana per il sistema cardiovascolare, prevenendo l’infarto miocardio e le coronaropatie, era risaputo ma, oggi, un recente studio spagnolo ha evidenziato la loro potenzialità anche nei confronti del colesterolo. Questo frutto contiene un acido grasso insaturo del gruppo degli omega-3 (acido alfa-linolenico), una buona quantità di antiossidanti e un aminoacido (l’arginina) che impedisce la degenerazione delle arterie. 

 LE ARACHIDI

 Con il termine arachide si intendono alcune specie di leguminose classificate nel genere Arachis della famiglia delle Papilionacee. La pianta ha una particolarità: cresce nel sottosuolo: i suoi fiori, quando sono stati fecondati, si allungano fino ad introdursi nel terreno, dove crescono e maturano. 

Le arachidi contengono dal 40 al 50% di olio e dal 20 al 30% di proteine. In commercio esistono arachidi con differenti gradi di tostatura e salatura. Le arachidi salate sono da evitare in quanto, essendo molto appetibili, è facile abusarne, eccedendo in calorie e sodio. Con l’aperitivo meglio comunque preferire le “noccioline” alle patatine fritte, non solo per difendere la linea, ma anche per proteggersi dal cancro, in virtù dell‘inositolo pentafosfato, una sostanza con attività farmacologica. L’allergia alle arachidi è molto diffusa (è la terza causa di allergia dopo latte e uova; si stima che colpisca circa una persona su 200). Contengono anche una quantità non indifferente di fosforo, amico della memoria e di magnesio (15%) oltre a Vitamina E, preziosa alleata del sistema immunitario. Attenzione alle calorie: 50 grammi (due cucchiaiate) ne contengono quasi 200.  

LE NOCCIOLE

Il nocciolo anticamente era considerato sacro e apprezzato da Greci e Romani per le proprietà medicinali. Il frutto, la nocciola, contiene infatti fitosteroli, utili per prevenire le malattie cardiovascolari e grassi monoinsaturi capaci di abbassare i livelli di colesterolo e trigliceridi.

La nocciola è l’ingrediente base di autentici capolavori dolciari: dai gianduiotti alla mitica Nutella, alle torte come la sbrisolona, oltre a panpepato e croccanti. 

Anche in questo caso, accanto alle virtù, spicca l’aspetto calorico. Si tratta di un’autentica “bomba” con le sue 625 calorie per 100 grammi. Tanti grassi, ma monoinsaturi e quindi“buoni”. Dopo le mandorle, è la frutta secca che contiene la quantità maggiore di vitamina E, o tocoferolo, una delle sostanze più attive contro i radicali liberi derivanti dall’ossigeno (quindi anche l’anione superossido). Utile nella prevenzione dell’arteriosclerosi, efficace nelle malattie cardiovascolari, fondamentale nella prevenzione del cancro, indispensabile per il corretto funzionamento dei muscoli, migliora il sistema immunitario, necessaria per una adeguata funzionalità dell’apparato riproduttivo. 

LE MANDORLE

Confetti, biscotti, pasticcini, marzapane, mandorlato sono realizzati con le mandorle, tra gli ingredienti prediletti dai pasticceri. 

Come tutti i semi oleaginosi le mandorle hanno un alto contenuto calorico, pari a circa 500-600 kcal/100g e sono costituite dal 50% in lipidi. Contengono però delle sostanze benefiche e quindi andrebbero consumate in piccole quantità, ma regolarmente. Il minerale più rappresentato nella mandorla è il magnesio (100 gr di mandorle sgusciate ne contengono 270 mg circa), ma sono presenti anche calcio, rame e fosforo e alcune vitamine (soprattutto la riboflavina e la vit. E). Essendo altamente proteiche, sono un alimento di primordine, digeribile e molto energetico che non può mancare, ad esempio, in una dieta vegetariana. Recentemente un gruppo di ricercatori canadesi e californiani ha stabilito con esattezza le proprietà antiossidanti delle mandorle, fornendole come cura a soggetti con colesterolo elevato e traendone ottimi risultati. La ricerca continua, per mettere in luce anche le altre potenzialità  questo frutto che si conserva ottimamente all’interno del suo guscio. Se sgusciate, le mandorle vanno conservate il più possibile al riparo da luce, aria, calore.  


Autore: Qui Risparmio