La merenda è per i bambini un momento molto importante e molto apprezzato. Dal punto di vista alimentare, come sottolineano anche i pediatri e nutrizionisti, una corretta distribuzione dei pasti durante la giornata (colazione, merenda metà mattina, pranzo, merenda del pomeriggio, cena) è un principio basilare di una corretta alimentazione.
L’ abitudine a fare due piccole merende aiuta ad arrivare ai pasti principali con minor appetito controllando maggiormente quanto si mangia; anche l’umore ne trae beneficio in quanto la merenda rappresenta per il bambino un momento di svago per la mente: durante la ricreazione scolastica mattutina e un momento di ritrovata serenità nella seconda parte della giornata, per affrontare un pomeriggio che spesso è ancora carico di impegni.
Allora come comportarsi per far conciliare la volontà delle mamme di dare ai loro figli alimenti sani e genuini con il desiderio dei bambini di ricevere le merende viste in TV così ricche e golose ?
Certamente una mediazione in tal senso non è semplice; l’importante è variare spesso alimenti cercando il più possibile di seguire i gusti ed i ritmi quotidiani dei nostri figli. Naturalmente un bambino che fa attività sportiva richiede un apporto calorico molto diverso da quello che conduce una vita più “sedentaria” .
Per cercare di comprendere assieme quali siano le merende “promosse” e quali invece da “bocciare” va innanzitutto premesso che i nutrizionisti considerano una buona merenda quella che ha come giusta combinazione la prevalenza di amido, pochi zuccheri semplici, un piccolo apporto di proteine e un apporto significativo di sali minerali e vitamine.
Detto questo, facciamo una rapida panoramica delle merende più sane e le varie alternative.
LA FRUTTA
La frutta rimane sempre al primo posto della hit parade delle merende: sana, ricca di vitamina e con un basso apporto calorico è l’ideale per spezzare la fame della mattina e del pomeriggio. Sarebbe opportuno variarne la tipologia seguendo la stagionalità abituando i bambini a consumarla con frequenza, magari dando noi adulti per primi l’esempio. Vero è che difficilmente la frutta incontra i gusti dei nostri figli; in tal caso il consiglio è quello di proporla sotto altre “forme”: come spremuta (in questo periodo sarebbe l’ideale), come marmellata proponendola in abbinamento al solito (ma sempre perfetto) pane o in maniera più appetitosa in una bella fetta di crostata.
Da non trascurare il benefico apporto che può dare la frutta secca con guscio: noci, nocciole, mandorle, arachidi, solitamente trascurate, piacciono molto a bambini e ragazzi e garantiscono vitamine, sali minerali e grassi essenziali in quantità. Unico neo: è un tipo di frutta calorica e i ragazzini in sovrappeso non dovrebbero abusarne.
YOGURT E GELATO
Anche lo yogurt è un’ottima merenda e il grande assortimento che si può trovare nei banchi frigo dei supermercati è in grado di soddisfare i palati più esigenti con abbinamenti sfiziosi che lo rendono un alimento completo (ad esempio yogurt con cereali).
Il gelato, preferibilmente quello artigianale di buona qualità, è da ritenersi un’ottima alternativa, così come una fetta di pane con il cioccolato in tavoletta, purché fondente.
I PANINI IMBOTTITI
I panini imbottiti con salumi ed insaccati sono una delle merende più gettonate e richieste dai bambini, ma spesso il loro consumo frequente o la farcitura eccessiva comportano un apporto proteico sbilanciato rispetto all’alimentazione completa della giornata; sostituiamoli con un mini toast con formaggio e una fettina di prosciutto cotto, oppure con del pane casalingo spalmato di crema di formaggio magro abbellito con una foglia di insalata, oppure con delle merende a base di verdura (il classico pane con pomodoro). Possiamo anche preparare dei pezzettini di grana in una vaschetta, accompagnandoli con dei cracker di vario tipo: integrali, all’olio d’oliva, ai semi di sesamo, oppure con dei grissini.
Per fare dei panini è meglio sempre comprare pane fresco (per esempio quello comune) perché il pane confezionato per mantenere le sue caratteristiche a lungo viene raffinato e trattato con alcool.
LE MERENDINE
Non possiamo certo tralasciare gli snack salati e le merendine preconfezionate. La naturopatia lo ripete da tempo: i prodotti contenenti additivi e grandi quantità di zucchero non fanno bene né alla salute né al comportamento. Una ricerca inglese dell’Università di Cardiff pubblicata sul British Journal of Psychiatry ha esaminato gli effetti a lungo termine di una dieta simile sul comportamento umano. Quasi il 70% dei 17.500 adulti con personalità violente che lo studio ha preso in esame consumava nell’infanzia dolci confezionati di vario genere pressoché quotidianamente. Tuttavia sarebbe assurdo demonizzare le merendine confezionate tout court: infatti chi ha figli ne ha quasi sempre una scatola in dispensa da utilizzare come “paracadute” nel caso i vari impegni non consentano la preparazione di una merenda più sana. Anche per questi alimenti bisogna trovare il giusto equilibrio e per l’acquisto è necessario controllare sempre le etichette, non solo per verificarne il prezzo ma anche e soprattutto per prendere coscienza degli apporti calorici e dei relativi ingredienti. Ad esempio, per quanto riguarda le merendine consigliamo di fare molta attenzione a quelle che superano le 200 Kcal al pezzo, ai contenuti di grassi idrogenati (da evitare!), ai grassi saturi che dovrebbero essere assunti in piccole dosi nella giornata. Consigliamo quindi di prediligere snack che riportino come primo ingrediente la farina (e non lo zucchero o il burro) e che non contengano addittivi e conservanti.oggi sono sono promosse (con riserva) dal momento che sono realizzate con la collaborazione di esperti nutrizionisti, non contengono quasi più grassi idrogenati e anche gli additivi rientrano nei parametri.
Attenzione anche all’uso eccessivo di creme spalmabili che contengono un alta percentuale di zucchero (alcune creme alla nocciola o cioccolata hanno una percentuale di zucchero del 50-65%).
SUCCHI E BEVANDE
Anche per le bevande vanno sempre controllati gli ingredienti: in linea di massima per accompagnare la merenda è consigliata l’acqua. Per la loro quantità di zucchero insieme spesso ad altri addittivi le bibite a base di succhi di frutta, bibite gassate, bevande da preparare in granuli sono sconsigliate.
PATATINE FRITTE, BOCCIATE!
Le patatine fritte vengono bocciate, anche se sono tra le merende preferite dei bambini. Sono quelle meno raccomandabili in quanto hanno un apporto calorico notevole a causa dell’olio che contengono.
E’ importante sottolineare, però, che anche per le merende out non vige la regola del divieto assoluto. Essere troppo rigidi nel vietare una cosa non è mai positivo, perché spesso si ottiene l’effetto contrario, aumentandone il desiderio, quindi spetta a noi genitori mediare, alternando le merende: per esempio proporre un frutto come prima scelta (seguendo i gusti) e concedendo, se richiesto, una merendina (trovando tra gli scaffali quella più naturale che fa al caso nostro); preparare una fetta di pane con la crema alla nocciola e trovare mezz’ora per una bella passeggiata in modo da smaltire zuccheri e grassi in eccesso, più velocemente.
Le pubblicità a cui siamo soggetti, il tipo di vita dei nostri figli e quello della famiglie in genere, la sedentarietà, ore di svago all’aria aperta limitate, hanno cambiato le nostre abitudini alimentari trovando nel confezionato la soluzione più semplice e a volte anche economica. Ma la salute gioca un ruolo fondamentale nella scelta e in questo senso ci vorrebbe un ritorno al passato. Dal momento che il nostro è un Paese con radici anche gastronomiche ancora forti bisognerebbe, anche per la merenda, riscoprire e rispolverare quelle che facevamo noi bambini di un tempo, magari modificandole un po’ per renderle più vicine ai gusti dei ragazzi di oggi.
Il problema di fare una giusta merenda, visto l’aumento dell’obesità infantile e della crescita nei ragazzi di patologie gravi quali il diabete, viene trattato anche da organi istituzionali competenti: l’ INRAN ISTITUTO NAZIONALE DI RICERCA PER GLI ALIMENTI E LA NUTRIZIONE ha stilato un decalogo per fare la merenda che qui sotto riportiamo.
- Per avere un’alimentazione equilibrata fai 5 pasti al giorno: prima colazione, merenda di metà mattina, pranzo, merenda pomeridiana e cena.
- Fare merenda è una buona abitudine: non saltarla. “Mangiucchiare” continuamente tutto il giorno, invece, è sbagliato.
- La merenda è un piccolo pasto. Deve fornire il 5-7% di tutta l’energia che ti serve ogni giorno.
- Se non sei sovrappeso, dopo aver fatto attività sportiva puoi fare una merenda più ricca.
- La merenda deve solo “ricaricarti”. Non deve farti arrivare troppo sazio al pasto successivo, ma neanche troppo affamato. Tra la merenda e il pranzo (o la cena) devono passare almeno due ore.
- Varia spesso la tua merenda, in modo da variare anche i nutrienti che ti fornisce: una porzione di frutta fresca, o un frullato, o una merendina, o uno yogurt, o un piccolo panino dolce o salato, o 3-4 biscotti.
- Ricorda che sui prodotti confezionati, come le merendine dolci da forno, puoi leggere in etichetta il valore nutritivo. Ad esempio, una merendina può contenere mediamente da 120 a 200 kcal. Leggere l’etichetta ti aiuterà a mangiarne la quantità giusta.
- Goditi la tua merenda. Cerca di non mangiarla mentre studi o guardi la tivù.
- Muoviti il più possibile: cammina, corri, sali le scale di casa a piedi, fai giochi di movimento. Così potrai tenerti sempre in forma.
- Controlla regolarmente il peso e l’altezza.
Consigliamo ai genitori, se ne hanno la possibilità, di visitare il sito internet dello stesso INRAN (www.inran.it) e di dare un‘occhiata al MERENDOMETRO: uno strumento semplice dove sulla base di alcuni dati potere controllare se vostro figlio è in soprappeso o meno, stabilendo così la giusta dose di merenda da proporre.
La prima merendina fu il “mottino”, un panettone mignon lanciato sul mercato negli anni cinquanta, considerato a pieno diritto il capostipite di tutte le merendine.
Negli anni ’60 arrivò la vera svolta culturale con il “buondì”, il primo prodotto confezionato che sostituì la classica brioche consumata al bar. Il suo successo consiste nell’impasto a lievitazione naturale, che richiama la classica colomba pasquale, di cui il buondì conserva la glassatura all’amaretto e la guarnizione di granella di zucchero. A seguire, grande successo anche per il “pandorino”, altra riduzione in formato monodose del pandoro, tipico dolce natalizio veronese.