CARNE BIANCA Sana, leggera, nutriente
Indagine sulla carne di pollo
Snocciola dati con una facilità impressionante
Massimo Malocco, terza generazione della famiglia "parona" di
Pollo Ducale,
azienda avicola di Torre di Mosto attiva da oltre mezzo secolo.
I numeri forniti dal dottore (laurea in scienze agrarie) dicono soprattutto una cosa:
nel nostro paese si mangia poca carne bianca. "
Ora ci siamo attestati su una media di
18 chilogrammi pro capite all'anno", racconta, "in passato ci eravamo avvicinati a quota 19-20 chili. A conti fatti,
siamo gli ultimi in Europa in questo tipo di consumi, se poi diamo un'occhiata a quello che succede al di fuori del nostro continente la situazione è ancora più clamorosa.
Negli Usa si consumano 42 chilogrammi di carne di pollo all'anno, in Israele 47, in Iran addirittura 56.
Certo, influisce anche il fatto che in molti paesi la dieta mediterranea è sconosciuta, resta però il fatto che verso il pollo c'è poca attenzione da parte dei consumatori, che considerano a torto questo tipo di alimenti povero".
Responsabile di stabilimento, Massimo Malocco è l'erede di una tradizione familiare nata quasi per caso, da un nonno…sarto. "Capirete, andava in giro per i casolari dei contadini a confezionare vestiti", racconta Massimo Malocco, "e per pagare non c'erano sempre i soldi, allora in cambio della sua opera spesso riceveva del pollame, che poi andava a vendere. E' nata così l'attività della nostra famiglia, io rappresento la terza generazione".
Come molte altre aziende del settore, alla Ducale il prodotto viene seguito dall'inizio alla fine, senza trascurare nessun segmento.
La filiera comincia dagli allevamenti, con gli
animali nutriti con prodotti forniti da un mangimificio controllato da Ducale.
I pennuti arrivano poi in stabilimento dove vengono trasformati nel prodotto che poi andrà sui banchi di vendita: ci sono i
polli interi, oppure gli
spiedini o le
specialità già precotte, come i
cordon bleu. Numeri alla mano, sono migliaia i capi che ogni giorno vengono trattati, con un flusso che nella sola Pollo Ducale dà lavoro a circa
140 dipendenti.
Un’attività che ha dovuto di recente fare i conti con l'allarme aviaria.
"Dire che non era successo nulla non è corretto", spiega Malocco, "diciamo che però è stata fatta molta confusione, si è associata impropriamente l'influenza aviaria a un'influenza di stagione, con conseguenze pesanti per molte aziende del settore.
Credo che un po' più di chiarezza non avrebbe guastato".
Allevamenti veneti in salute

C'è un gigante che domina la scena nazionale delle carni bianche. E' il gruppo
Veronesi-Aia, ben saldo nella provincia veronese, colosso economico che da lavoro a ben
3.000 dipendenti, impegnanti nei vari comparti. Il caso Veronesi-Aia è la punta del iceberg dell'imprenditoria veneta attiva nel settore del pollame, fetta di mercato ricca di contraddizioni.
A conti fatti, gli allevamenti attivi nella nostra regione sono 6.000, distribuiti su tutte le province. Una parte importante della macchina produttiva regionale, nonostante la tradizionale ritrosia dei consumatori verso le carni di pollo, considerate a torto più povere di quelle di manzo. E, se non bastasse un trend negativo consolidato nel tempo, a creare qualche disagio alle aziende si è anche aggiunto il caso "influenza aviaria": l'allarme creato dal diffondersi incontrollato di voci e notizie sul fatto che fosse pericoloso consumare pollame molte aziende, il 20% del totale del Veneto, è stata costretta nel periodo compreso tra novembre 2005 ad aprile 2006 a ricorrere allo strumento della cassa integrazione per far fronte a una decisa contrazione dei consumi. Una tempesta che però gli imprenditori del settore hanno saputo affrontare, reggendo l'urto e tenendo a galla la barca, tanto che adesso si registra una certa ripresa che sta permettendo ai produttori di tirare un sospiro di sollievo. Nonostante tutto, però, verso la carne di pollo resta un pregiudizio, con la stragrande maggioranza dei consumatori che la snobbano in favore delle carni rosse, considerate più ricche.
Aviaria: una bufala ben costruita
Marco Travaglio, il giornalista che non risparmia critiche feroci al sistema, nel suo ultimo libro “La scomparsa dei fatti” dedica un intero capitolo alla
più grande bufala del nuovo millennio.
Per Travaglio “
la campagna di stampa sulla pandemia dei polli è stata ben pilotata, - scrive - da chi declina furbescamente la parola salute e agita lo spauracchio della malattia per incassare soldi a palate.”
“L’industria della paura” ha portato alla produzione di milioni di dosi di vaccino, con profitti enormi.
Il Ministero della Salute italiano ha opzionato, e pagato, oltre 35 milioni di dosi di vaccino al costo di 50 milioni di euro. Negli Stati Uniti il presidente Bush ha convinto il Congresso ad autorizzare lo stanziamento di 7 miliardi di dollari per farmaci e nuove ricerche sul “terribile”
virus H5N1.
Tra il 2004 e il 2005 in Vietnam sono morte solo 42 persone“.
“In Vietnam - sottolinea Travaglio - uno dei piatti più richiesti è il budino di sangue d’anatra crudo”.
Poi l’aviaria è scomparsa dalle pagine dei giornali come se non fosse mai esistita. In Occidente non è mai arrivata, e in Asia, in dieci anni, ha causato solo un centinaio di morti. Di che abbiamo parlato, allora, per mesi e mesi?
E soprattutto, conclude Travaglio: “Chi sono i polli?”.
(ro.ma.)
Una ricetta: il pollo in casseruola

Per una volta usciamo dai confini regionali e facciamo un salto in Lombardia. La ricetta che vi proponiamo è quella del
"Pollo in casseruola".
Per preparare la pietanza servono due polli da 600 grammi, vuotati, passati alla fiamma e asciugati con un panno, 2 fettine fini di lardo, 75 grammi di burro, 400 grammi di patate novelle tagliate in spicchi, passate 5 minuti nel burro e condite nel sale, 400 grammi di funghi porcini, affettati e passati per qualche minuto nell'olio e conditi con un pizzico di sale, 1 decilitro di brodo ristretto e sale e pepe al momento. Prima mossa: legare i due polli con uno spaghino, condirli con sale e pepe, ricoprendone i petti con una fettina di lardo, fissata sempre con lo spago.
Metto i due polli in una casseruola, dove prima ho fatto soffriggere il burro, e li faccio indorare. A2/3 della cottura aggiungere da una parte le patate, dall'altra i funghi: completo la cottura cospargendo il tutto con il brodo e con il fondo di tanto in tanto. A termine cottura libero i polli dallo spago, li taglio a quarti e bagno bene il tutto con il fondo di cottura, servendo immediatamente.
Autore: Qui risparmio