Copertina Luglio- Agosto 2010
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A fare notizia è la qualità

Se le previsioni dei primi di settembre verranno confermate, con la vendemmia 2009 l’Italia tornerà ad occupare il secondo posto nella classifica dei Paesi produttori, guidata – ad eccezione dello scorso anno – dalla Francia. È infatti di 46,5 milioni di ettolitri la produzione attesa per la vendemmia 2009, secondo quanto emerge dalla seconda indagine vendemmiale, effettuata congiuntamente nella prima settimana di settembre da Ismea e Unione Italiana Vini. Le stime  al primo agosto attestano, invece, la produzione transalpina a 48,1 milioni di ettolitri, con un recupero del 12% rispetto alla scarsa performance del 2008, che le aveva fatto perdere la guida della classifica a favore del nostro Paese. Terza in graduatoria resta la Spagna per la quale il Ministero dell’agricoltura di Madrid stima 39,9 milioni di ettolitri, il 4% in meno su base annua.
Tornando all’Italia, le previsioni confermano sostanzialmente il dato produttivo del 2008 che, secondo l’Istat, è stato pari a 46,3 milioni di ettolitri e vengono ridimensionate solo leggermente le aspettative degli operatori di inizio estate. Resta, comunque, l’incognita delle condizioni meteo delle prossime settimane, soprattutto quella legata alla pioggia. Alcune precipitazioni al momento giusto, infatti, potrebbero ancora condizionare positivamente le rese delle uve.
“A fare notizia in questa campagna – spiega Arturo Semerari, presidente Ismea - è soprattutto la qualità, prevista buona praticamente ovunque e in diverse zone con punte di ottimo. Le abbondanti riserve idriche accumulate durante uno degli inverni più piovosi degli ultimi tempi hanno compensato il caldo e la mancanza di precipitazioni dell’estate.
Nessun evento particolare è stato poi registrato sul fronte fitosanitario: gli attacchi di patogeni segnalati a fine primavera, infatti, sono stati circoscritti e tenuti sotto controllo con interventi tempestivi”. Dopo il ritorno alla normalità del 2008, la vendemmia in corso si prospetta in anticipo di oltre una settimana, rispetto ad un calendario considerato medio, a causa soprattutto del persistente caldo che ha accelerato la maturazione delle uve.
Una caratteristica di questa campagna produttiva  è quella di non presentare omogeneità di comportamento tra le regioni, anche quando appartenenti alla stessa area geografica. Specifici eventi atmosferici, soprattutto in fase di allegagione, hanno di fatto determinato incrementi o flessioni rispetto allo scorso anno, con variazioni che comunque, sia nell’uno che nell’altro caso, risultano quasi sempre abbastanza contenute.
Quest’anno a contenere la crescita produttiva ha inciso anche l’adesione alle estirpazioni, volontarie e con premio, in applicazione della nuova Ocm. Per la prima campagna di applicazione, la 2008/2009, le domande di estirpazione accolte hanno interessato circa 11.600 ettari in ambito nazionale. Inoltre, è sempre più diffuso il ricorso al diradamento dei grappoli che i viticoltori praticano essenzialmente per innalzare la qualità delle produzioni, a discapito della quantità. Nel frattempo crescono le preoccupazioni degli operatori in merito al mercato delle uve che in diverse zone sta registrando prezzi non considerati remunerativi.
“In questo momento - sottolinea Andrea Sartori, presidente Unione Italiana Vini – è più che mai  importante non lasciarsi trascinare dal panico e dalla disinformazione che sta rischiando di impadronirsi del mercato. Vorrei infatti ricordare che in diverse zone i contratti di vendita sono ancora aperti, poiché si è ancora in fase di contrattazione nulla è ancora deciso in maniera definitiva”.


LA VENDEMMIA A NORDEST QUANTITA’ E GRADO  ZUCCHERINO

Le previsioni vendemmiali per il Triveneto, elaborate dagli esperti di Veneto Agricoltura, confermano un leggero aumento della produzione di uva in Veneto (+2.85%), stabili Trentino e Friuli Venezia Giulia. Ottimismo sul fronte della concentrazione di zuccheri, per un’annata che si prospetta di qualità.
Exploit di Belluno +26,42%. Preoccupazione per il calo dei prezzi e per le nuove regole dell’OCM vino.


Abbondanti piogge invernali, primavera all’inizio instabile poi sempre più calda e soleggiata, per finire con un’estate umida e dalle alte temperature: nonostante qualche grandinata, quest’anno la crescita dell’uva a Nordest ha goduto di un andamento climatico piuttosto favorevole e omogeneo, con una precoce maturazione e conseguente anticipo della vendemmia, che si preannuncia di buona qualità. A svelarlo gli esperti di Veneto Agricoltura che, come oggi anno, il 1 settembre hanno presentato, in collaborazione con la Regione Veneto, Avepa, Regione Friuli-Venezia Giulia, le Province Autonome di Bolzano e Trento e il CRA-VIT di Conegliano, le prime valutazioni sull’imminente vendemmia per tutto il Nordest e hanno incontrato gli operatori del settore per un confronto sulla recente riforma dell’OCM (Organizzazione Comune di Mercato) del vino.
“Nonostante questi confortanti auspici sul fronte della quantità e qualità del prossimo raccolto– ha commentato l’Amministratore Unico di Veneto Agricoltura Paolo Pizzolato – preoccupano i bassi prezzi dell’uva, questione che si ripercuoterà purtroppo sulla redditività delle imprese vitivinicole venete, in difficoltà sia per la crisi internazionale che per le recenti norme dell’OCM Vino”. Dello stesso avviso anche il Vicepresidente della Regione Veneto Franco Manzato che, intervenendo alla tavola rotonda a cui hanno preso parte i massimi esperti ed esponenti del settore, ha espresso la sua “perplessità su diversi aspetti della OCM del vino che andranno a colpire soprattutto le produzioni di qualità, l’identità e le vocazioni territoriali dei vitigni veneti, minacciati ora dall’omologazione. La Regione – prosegue Manzato – punterà sulla promozione all’estero delle nostre eccellenze vitivinicole, anche grazie ad azioni strategiche che sfruttino il grande potenziale del settore turistico veneto. Per questo si potrà contare sui 35 milioni di Euro messi a disposizione dal OCM vino, risorse insufficienti che cercheremo tuttavia di utilizzare al meglio per sfondare nei mercati internazionali ”.
Ma tornando ai dati, come sarà questa vendemmia? In sintesi, nel 2009 le province venete più produttive saranno Vicenza (+8,48%, bene la varietà Garganega, male invece per la DOC Breganze per le grandinate), Venezia (+5,62% con oltre 800.000 quintali), Verona (+2,50% con un lieve aumento delle uve bianche e contrazione per le nere) e Treviso (+0,59% dovuto al forte calo della produzione di uve Pinot Grigio, compensato dall’aumento della varietà Prosecco/Glera). Da registrare l’exploit della provincia di Belluno, per la quale si prevede un +26,42%, aumento dovuto anche a nuove superfici vitate entrate in produzione nel 2009. Invariata invece la quantità di uva per la provincia di Rovigo rispetto al 2008 (cresce la produzione, ma cala contestualmente la superficie vitata per i recenti estirpi); in leggero calo Padova (-1,13%, anche in questo caso dovuto agli estirpi, soprattutto di vitigni a bacca nera). Per il Trentino si prevedono vendemmie precoci, di buon livello e grado zuccherino: quantitativi pressoché identici allo scorso anno per la provincia di Trento (oltre1.180.000 quintali) e leggermente in aumento per Bolzano (470.000 q. con una crescita del grado zuccherino), mentre si registra una diminuzione delle produzioni di Pinot grigio, bianco e di Chardonnay. In Friuli Venezia Giulia, confortanti le previsioni per le province di Gorizia e Trieste (+5/10%), Pordenone male per le uve bianche (-10%) e bene quelle a bacca nera (+5/10%), Udine in leggero calo. Anche in questa regione si prospettano buone quantità di grado zuccherino. Se il tempo sarà favorevole (con escursioni termiche caratterizzate da insolazioni e frescure notturne) l’accumulo di zuccheri, dei precursori aromatici e dei polifenoli potranno dare, secondo Veneto Agricoltura, uve di ottima potenzialità qualitativa. Dal punto di vista produttivo e qualitativo, sempre in relazione alla fertilità delle gemme, allo sviluppo fisiologico dei grappoli ed acini, si prevede un’annata favorevole con quantitativi di uva leggermente superiori allo scorso anno, ma con maturazione più armonica e completa. 

IL DOLCE NETTARE ITALIANO SEMPRE PIU’ RICHIESTO ALL’ESTERO

“Ottima annata per i vini dolci, le cui esportazioni stanno aumentando in maniera esponenziale. Nel 2008, tra vini dolci naturali e vini liquorosi, compreso il Marsala, l’Italia ha esportato circa 45.000 ettolitri, mentre nei primi quattro mesi del 2009 le esportazioni sono aumentate del 21,5%, facendo registrare un più 10,5% dei corrispettivi introiti monetari.” È quanto ha affermato il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia il giorno seguente la sua visita a Pantelleria nella storica azienda Donnafugata, di proprietà della famiglia Rallo, che produce ottimi vini dolci, tra cui i passiti.
“Grande stagione anche per gli spumanti”, ha continuato il Ministro Zaia che ha partecipato anche al Forum Spumanti d’Italia a Valdobbiadene.
“Nel primo quadrimestre 2009 le esportazioni italiane sono infatti aumentate del 18%. Sul fronte dell’import, invece, si osserva un netto ridimensionamento sia in valore che in quantità, entrambi nell’ordine del 50%.”

PREZZI IN FORTE CALO

La caduta dei prezzi delle uve è il segnale più negativo della vendemmia 2009. Giuseppe Martelli, direttore generale di Assoenologi calcola un taglio medio del 15/20 per cento nonostante il tentativo dei produttori di strappare gli stessi prezzi del 2008. Ci potrebbero essere tagli anche fino al 50 per cento. Di solito si sono pagate di più le uve che non il vino finito. Quest’anno, invece, sta accadendo l’opposto, e questo denota la difficoltà e il pessimismo con cui gli operatori stanno affrontando il difficile momento. Un’unica eccezione della tendenza al ribasso - secondo la Cia- sembra essere rappresentata dal Prosecco. Il prezzo delle uve destinate alla Doc è stabile a 50 euro al quintale, come nel 2008. Le uve Prosecco destinate alla Docg (Conegliano e Valdobbiadene) costano 100 euro al quintale come lanno passato.
 


Autore: Qui Risparmio