Dicembre 2011
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100 MILIONI PER ESSERE ANCORA PIU' "LEADER"

Le news da VENETO AGRICOLTURA

Passato e futuro del Programma comunitario "Leader", è stato l’oggetto di un convegno organizzato da Veneto Agricoltura in Corte Benedettina a Legnaro (PD). Un’occcasione per fare il punto della situazione sulla programmazione Leader+ 2000/2006 e delineare le opportunità messe a disposizione dal PSR 2007/2013, di cui l'approccio Leader, che prevede il coinvolgimento "dal basso" di soggetti pubblici e privati, costituisce il cosiddetto ASSE 4, con circa 100 milioni di dotazione. Ciò anche in vista dell'ormai prossima apertura dei primi bandi collegati alle diverse Misure del PSR. Il convegno intitolato "Progetti e finanziamenti per lo sviluppo locale" ha visto tra gli altri, la presenza dei GAL veneti (info: www.venetoagricoltura.org, progetti speciali, icona Leader+) che ricordiamo sono 8, circa uno per provincia; di Corrado Callegari Amministratore Unico di Veneto Agricoltura e Luca Zaia, VicePresidente della Regione Veneto. "LEADER", acronimo per "Liaisons Entre Actions de Developpement de l'Economie Rurale" è, come detto, un programma europeo. Grazie all'attuazione di strategie integrate promosse e coordinate dai GAL (Gruppi di Azione Locale), le diverse riedizioni del Progetto Leader ("Leader I", "Leader II" e ora l'ultimo "Leader+") hanno mirato al raggiungimento di svariati obiettivi: garantire la competitività dei settori agricolo e forestale, migliorare l'ambiente e il paesaggio rurale, sostenere l'occupazione nelle zone rurali, tradurre le priorità in programmi operativi. L'iniziativa garantisce inoltre la coerenza delle proprie attività con le altre politiche. Un enorme murale di ceramica per festeggiare gli 80 anni dell’istituto per la qualità e la tecnologia degli Agroalimenti, di Veneto Agricoltura, a Thiene (VI). L'opera commissionata all'Istituto di Nove nel 2004, rappresenta le principali attività svolte all'interno del Centro per la Qualità, ossia immagini che richiamano il lavoro di laboratorio, la ricerca agroalimentare. Sorto nel 1926 come realtà formativa, iniziò la sua attività con lo scopo di migliorare la produzione casearia attraverso la preparazione di casari e l'assistenza tecnica alle latterie. Oggi l'Istituto di Thiene svolge attività volte allo sviluppo delle biotecnologie agroalimentari, alla valorizzazione delle produzioni agroalimentari, alla sicurezza alimentare e al controllo della qualità.

AGRICOLTURA BLU, PER IL RISPETTO DELLA NATURA

L’Agricoltura Blu o agricoltura conservativa (AC) dimostra di essere matura e si mette alla prova. I risultati tecnici ed economici delle prove agronomiche saranno infatti l'oggetto del consueto convegno di fine anno dell'AIGACoS (Associazione Italiana per la Gestione Agronomica e Conservativa del Suolo) presso la Corte Benedettina di Veneto Agricoltura a Legnaro (PD). L'obiettivo fondamentale di queste prove era verificare e validare l'effetto delle pratiche agronomiche sostenibili sul miglioramento della qualità del suolo (maggiore fertilità) e come essa influisce sulla qualità del prodotto. Infatti l'AC contribuisce alla conservazione ambientale, al conseguimento di una produzione agricola sostenibile, e mira a replicare i processi naturali attraverso il mantenimento di una copertura permanente del suolo con l'impiego di colture di copertura e/o residui colturali. Le implicazioni di carattere ambientale che comporta la semplificazione delle lavorazioni sono spesso accompagnate dalla riduzione dei costi e/o da un aumento del reddito. Le prove agronomiche di Agricoltura Blu, giunte ormai al secondo anno, si sono sviluppate su 15 ettari gestiti con tecniche di minima lavorazione e semina su sodo, investiti a mais, frumento e soia, sui quali sono stati implementate le migliori tecnologie meccaniche, chimiche, etc.
Il progetto è stato sviluppato da AIGACoS, sotto l'egida, per il profilo scientifico, dell'Università di Padova e Veneto Agricoltura. Durante il convegno verrà presentato anche il libro “Agricoltura Blu”, opera originale, capace di fornire indicazioni indispensabili agli agricoltori e ai tecnici di settore che vogliano intraprendere o solamente conoscere i sistemi di coltivazione e di trattamento del suolo rispettosi dell'ambiente.

GIARDINI BOTANICI, UNA RETE PER APRIRLI…

Sensibilizzare le nuove generazioni alla tutela ambientale e alla biodiversità. Questi sono gli obiettivi del progetto "Una rete dei giardini botanici alpini della montagna veneta", ideato e coordinato da Veneto Agricoltura insieme alla Comunità Montana Agordina (BL), al Corpo Forestale dello Stato e al Comune di Lusiana (Vi) in partenariato con l'Università di Innsbruck (Tirolo). La Regione ha cofinanziato l'iniziativa. Il progetto, sviluppato nell'ambito del programma comunitario Interreg ITA-AUT 2000-2007, è stato presentato al Museo del Cansiglio in Pian Osteria (Tambre-BL). Sono così stati realizzati una guida dettagliata sui giardini botanici alpini (4 italiani: Cansiglio e Monte Faverghera, Monte Civetta - BL, Monte Corno - Vi, e tre del Tirolo austriaco), un depliant informativo e un sito http://giardinibotanici.venetoagricoltura.org che illustra il progetto nelle varie fasi e contenuti ma, in prospettiva futura, darà continuità alla rete attraverso continui aggiornamenti.Nell'arco alpino vi sono ancora tradizioni e ambienti geografici "comuni", collegati, non solo idealmente, da una condivisa gestione del territorio, attuata per la loro conservazione e salvaguardia. Il progetto è stato recentemente presentato con successo anche ad Innsbruck, presso l'Istituto di Botanica della locale Università. Il programma Interreg IIIA Italia-Austria ha come principale obiettivo il rafforzamento della coesione economica e sociale nell'Unione Europea promuovendo da un lato la cooperazione transfrontaliera e dall'altro lo sviluppo equilibrato di aree alpine limitrofe, anche mediante la realizzazione e il potenziamento di iniziative transfrontaliere caratterizzate da strategie di sviluppo comuni.
Autore: Qui risparmio